Domenica, 26 Settembre 2021
Cultura

Enzo Piccoletti, Martino Gianni e i memorabili scherzi a Porta del Foro: Nerone il veterano bianco verde

Se gli si chiede il primo ricordo del quartiere c’è un solo nome quello di Enzo Piccoletti il biciclettaio, indimenticato capitano a cui è dedicata la sala d’armi della sede di piazza San Giusto. "Era un amico, un padre, uno zio, il mio ricordo...

Se gli si chiede il primo ricordo del quartiere c'è un solo nome quello di Enzo Piccoletti il biciclettaio, indimenticato capitano a cui è dedicata la sala d'armi della sede di piazza San Giusto. "Era un amico, un padre, uno zio, il mio ricordo principale gira intorno a lui". Quante storie riemergono nella mente e dalle parole di Franco Grotti, al quartiere di Porta Sant'Andrea lo conoscono tutti come Nerone. Ama la Giostra e la sua città, ma ha il bianco verde nel sangue, nel 1978 fu uno dei fondatori del primo comitato giovanile, quello di Sant'Andrea insieme tra gli altri all'attuale capitano Mauro Dionigi.

"I quartieri vivevano poco, la sede era un luogo che rimaneva chiuso, così in una sera tra amici nacque l'idea. Il primo anno fu il 1978 e Sant'Andrea fu il primo quartiere, il Comitato divenne ufficiale nel '79, non senza qualche ostacolo, ma sempre con amore."

Il gruppo di amici degli anni '70 era famoso per gli scherzi pre Giostra:

"Noi abbiamo fatto le famose piume a Porta del Foro, siamo andati per mesi a raccogliere le piume in Valdarno, avevamo fatto un magazzino, si impantanò anche la macchina per pulire la strada del Comune. Ma poi i cessi murati a Porta del Foro, loro che invece ci murarono la porta. Noi gli facemmo anche la caccia al tesoro con i loro vessilli, li mandammo fino a Lignano e poi nel fognone dal Giommoni. Era il motivo del ritrovo, durante l'anno ci si preparava per lo scherzo successivo."

Una goliardia che sembra lontana: "E' meno intima riaspetto a quando ci trovavamo noi in 15, 20 ragazzi al quartiere."

Da Vincenzo Verità fino alla coppia Cherici-Vedovini, passando per il rivoluzionario Martino Gianni, ogni giostratori un ricordo per Franco:

"Per me il fantino più grande, un Elia Cicerchia del tempo, anche se era già adulto, è stato Franco Ricci, lo ricordo con tanto affetto, era un divo, quello che faceva le prove con i jeans e le scarpette da ginnastica, arrivava vendeva i cavalli, provava, ritornava a Faenza, a noi ci luccicavano gli occhi. Accanto a lui c'era un personaggio molto serio come Vincenzo Verità, ricordo Massimo Montefiori."

Poi il grande capitolo di Martino Gianni che ha esordito con Franco Ricci ed ha poi proseguito con Maurizio Sepiacci, fino all'avvento di Enrico Vedovini.

"E' stato determinante, noi eravamo Sant'Andrea poverino perde sempre il Saracino, Martino ha dato una svolta per vittorie, per modo di giostrare, la tecnica e per come affrontare la Giostra. E' stato un elemento che ha svoltato la storia del nostro quartiere, ma non solo. In Giostra fu cambiata la regola del fantino che si doveva alternare in caso di spareggi, successe quando arrivò Martino Gianni, aveva una marcia in più."

Con Martino, Nerone ha vissuto anche la grande rottura:

"Lo ricordo perché l'ho vissuto, è dal 1997 che non mi vesto più, fui uno dei dimissionari. L'ho vissuta male, si sbaglia, si confonde la vita privata con la vita del quartiere, ma senza rancori, abbiamo pianto e riso insieme e questo non lo toglierà nessuno."

Poi ci fu l'arrivo di Enrico Vedovini prima e subito dopo di Stefano Cherici:

"Io facevo parte di quel consiglio che decise, per tentare di riappropriarsi di quel potere che aveva perso di fronte alla forza del campione Martino Gianni, di far correre Vedovini al posto di Martino, fu la Giostra che Migliorini decise di rinviare e così nella settimana successiva il consiglio decise di far correre di nuovo Martino, in quel momento ci siamo dimessi. Mi sono vestito di nuovo solo con i Musici, di cui ho fatto parte e che sono il mio secondo amore, per la celebrazione dei 50 anni. Restano le grandi gioie che ci ha regalato, nell'albo d'oro non si troverà scritto Nerone, leggeranno il nome di Martino Gianni."

Difficile quindi abituarsi all'idea che adesso vesta il lucco giallo blu per seguire i giostratori della Colombina:

"Mi ha fatto male e mi fa tuttora una brutta impressione vederlo con quei colori, ma devo dire che mi ha fatto impressione quando lo hanno messo in quello striscione dei quattro assi, con il rettore, i due giostratori e lui e ho visto che il capitano lo hanno messo da una parte, primo perché lui è di Sant'Andrea, poi ha una funzione di allenatore, lo vedevo meglio con i colori di Sant'Andrea."

E adesso ci sono Enrico e Stefano:

"Sono la coppia che ha vinto più lance, sono due campioni, l'hanno dimostrato in piazza, a volte quartieri che sono abituati a vincere entrano in ansia da prestazione, ma io nn vedo la ragione di grandi isterismi, io vedo una grande coppia ancora. Sono fiducioso per questa Giostra."
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