Dall'Ospedale psichiatrico del Pionta a oggi, come sono cambiate le pratiche di cura nell'esperienza aretina

Come sono cambiate le pratiche di cura della malattia mentale nel momento in cui si è passati dalla chiusura dell'Ospedale psichiatrico di Arezzo alla creazione dei Servizi di salute mentale sul territorio? E cosa rappresenta oggi il Pionta...

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Come sono cambiate le pratiche di cura della malattia mentale nel momento in cui si è passati dalla chiusura dell'Ospedale psichiatrico di Arezzo alla creazione dei Servizi di salute mentale sul territorio? E cosa rappresenta oggi il Pionta, diventato sede universitaria e luogo di formazione degli educatori? Sono i temi dell’ultimo incontro del ciclo “Quando c’erano i matti. Viaggi nei territorio della follia” organizzato dal Dipartimento dell’Università di Siena con sede ad Arezzo e che vedrà la partecipazione anche di alcuni testimoni di tali transizioni. La giornata di studio, dal titolo “Le pratiche di cura nell’esperienza aretina: dall’Ospedale psichiatrico del Pionta a oggi”, si svolgerà lunedì 29 maggio, dalle ore 14,45 nella sala dei Grandi del campus del Pionta in viale Cittadini, e proporrà riflessioni che saranno approfondite in un convegno nazionale che si terrà il 26 e 27 ottobre sempre al Pionta, durante il quale il Dipartimento universitario presenterà i primi risultati delle diverse ricerche interdisciplinari condotte su questi temi .

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Tre i momenti di analisi: il primo, a cura del dottor Paolo Nascimbeni, che è stato direttore del Dipartimento di Salute mentale e dell’Unità operativa di Psicologia dell’Ausl 8 di Arezzo, preciserà il contesto culturale di riferimento che, tra gli anni sessanta e settanta, portò all'approvazione della legge 180 del 1978 che impose la chiusura dei manicomi e regolamentò il trattamento sanitario obbligatorio, istituendo i servizi di igiene mentale pubblici. Il secondo momento, a cura del dottor Giampiero Cesari, responsabile dell’Unità funzionale Salute mentale Adulti di Arezzo, permetterà di soffermarsi su questa nuova idea di cura che si concretizza progressivamente a partire dagli anni ottanta sulla figura dell’educatore impegnato sul territorio e all’interno delle comunità ad attivare un modello di cura “flessibile”. «Concluderemo questa giornata di studio – spiega Carlo Orefice, uno dei coordinatori dell’iniziativa e docente di Pedagogia della cura presso il Dipartimento universitario - soffermandoci sul Pionta oggi, in quanto luogo di apprendimento e ricerca che, anche grazie alla presenza dell’Archivio storico del manicomio, sta permettendo lo sviluppo di competenze trasversali utili all’elaborazione socio-culturale della diversità e a una riflessione sul concetto educativo di cura».

Il programma della giornata di è pubblicato nel sito del Dipartimento universitario con sede ad Arezzo, www.dsfuci.unisi.it.

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