Cultura

Dalì arriva ad Arezzo: le sculture dell'artista in mostra nel Palazzo della Provincia

Genio e follia. Surrealismo e avida realtà. La vita e l'opera di Salvador Dalì sono questo. Contraddizione. Provocazione, stupore. Quel senso di meraviglia, di eccezionalità, che assale lo spettatore appena i suoi occhi si posano su una delle sue...

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Genio e follia. Surrealismo e avida realtà.

La vita e l'opera di Salvador Dalì sono questo. Contraddizione. Provocazione, stupore. Quel senso di meraviglia, di eccezionalità, che assale lo spettatore appena i suoi occhi si posano su una delle sue, assurde, incomprensibili, installazioni.

Ridicolezza. Ma pur sempre stupefacente bellezza e forza.

L'artista catalano, protagonista indiscusso del panorama mondiale dell'arte del '900, sarà al centro degli appuntamenti espositivi della primavera aretina.

Soltanto pochi mesi fa erano state le opere scultoree di Giorgio de Chirico a fare bella mostra di sé all'interno dell'artio d'onore del palazzo della Provincia. Oggi, a distanza di qualche settimana, ecco che l'associazione Arezzo Ars Nova si è messa al lavoro per realizzare un altro grande appuntamento dedicato appunto al padre del Surrealismo.

Salvador Dalí scultore, a cura di Fabio Migliorati è infatti il secondo atto che lega la comune "spiritualità mistificata" di de Chirico e di Dalí con la verità di Freud e Böcklin.

La mostra - con il patrocinio del Consiglio della Regione Toscana, della Provincia, del Comune, della Camera di Commercio di Arezzo - sarà visitabile dal 14 aprile al 20 maggio 2018 (inaugurazione sabato 14 aprile, ore 18, in Sala dei Grandi.)

Salvador Dalí scultore è realizzata con la collaborazione di A.M. Arte Moderna, grazie al sostegno di Estra, Chimet, Centro Chirurgico Toscano.

"Salvador Dalí - fanno sapere gli organizzatori dell'esposizione - era un artista costante nel suo esserci; nel gridare il proprio nome alla vita e al tempo. Testimone fedele di un Novecento capriccioso, che mutava di continuo e che alla fine sarebbe morto giovane - iniziato ideologico e terminato scientista, nel flusso periodico di guerre e stragi, prima politiche, poi religiose - Dalí ha fatto della sua vita un'opera d'arte e ha conosciuto quell'arte per l'azione morale della passione, con l'amicizia di Éluard, García Lorca, Buñuel. Il suo gusto di meravigliare era prima di tutto capacità di meravigliarsi: anche quando tutto sembrava istrionico atteggiamento, o vana ritualità. La sua storia ci è giunta così, tramite linguaggi vaneggianti; tra fanatismo dell'autore e paradosso dell'opera, il "messaggio Dalí" si attestava per onirica complessità e realismo estatico. Dalí è tutto ciò, sebbene nella scultura la semplificazione della forma come verità architettonica sembra più che mai reazione agli -ismi d'inizio secolo, guidando la suprema individualità dell'artista al conforto di Velázquez, Zurbarán, El Greco, Goya, Millet, dopo le speculazioni di Gris o di Picasso che suggeriranno, fra Metafisica e Purismo, le libertà coscienti di Magritte, Miró, Tanguy, Brancusi".

Salvador Dalí scultore, a cura di Fabio Migliorati, con il coordinamento di Nicola Furini, la comunicazione di Valeria Gudini e Giuseppe Modeo percorre questa fase del lavoro del grande artista catalano (con opere archiviate presso la Fondazione Gala e Salvador Dalí, autenticate Archives Descharnes, fuse nelle Fonderie Bonvicini). Salvador Dalí scultore sarà inaugurata sabato 14 aprile alle 18 presso il Palazzo della Provincia di Arezzo, Sala dei Grandi, alla presenza di Eugenio Giani (Presidente Consiglio Regione Toscana), Lucia De Robertis (Vicepresidente Consiglio Regione Toscana), Roberto Vasai (Presidente Provincia di Arezzo), Alessandro Ghinelli (Sindaco di Arezzo), Pasquale Macrì (Arezzo Ars Nova), Andrea Sereni (Vicepresidente Camera di Commercio italiana), Fabio Migliorati (Critico d'arte / Curator).

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