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Cultura

Radicalizzazione politica, religiosa e culturale e gestione della multiculturalità, nel secondo convegno del progetto Forward

Il progetto ha coinvolto 1500 persone – medici, infermieri, addetti alla sicurezza negli istituti penitenziari, insegnanti, studenti universitari e delle scuole superiori - che hanno partecipato a varie attività di formazione

La prevenzione dei fenomeni di radicalizzazione politica, religiosa e culturale, da oggi a sabato 6 novembre si svolgerà, presso la Certosa di Pontignano, il secondo convegno del progetto Forward, finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca e coordinato dalla professoressa Loretta Fabbri, docente di  Didattica e metodologia dei processi educativi e formativi presso la sede di Arezzo dell'Università di Siena. Negli ultimi due anni il progetto ha coinvolto oltre 20 partner istituzionali impegnati su questi temi e raggiunto 1500 persone – medici, infermieri, addetti alla sicurezza negli istituti penitenziari, insegnanti, studenti universitari e delle scuole superiori - che hanno partecipato ai corsi di formazione, ai seminari e alle attività di ricerca.
Il convegno sarà dedicato allo sviluppo di collaborazioni tra istituzioni pubbliche e private, per realizzare progetti di ricerca che possano supportare l'innovazione dei contesti sociali di lavoro, anche con riferimento alle recenti linee di finanziamento offerte dal Pnrr.

Il Progetto Forward ha sviluppato un network di ricerca che si è ampliato nel secondo anno di attività grazie alla collaborazione con nuovi partner istituzionali internazionali, quali l'University of Georgia, l'lstituto interregionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia (Unicri, con sede a Torino), Florida Gulf Coast University e Unesco Chair in Prevention of Radicalisation and Violent Extremism dell'University of Concordia (Canada).
Nel secondo anno di attività del progetto, sono stati organizzati workshop di approfondimento sui temi della radicalizzazione, delle teorie del complotto e della gestione della multiculturalità nei contesti universitari, che hanno coinvolto più di 300 partecipanti. Sono stati inoltre organizzati due corsi intensivi di aggiornamento professionale online rivolti a professionisti dei contesti carcerari e professionisti di area educativa e sanitaria, che hanno visto la partecipazione di quasi cento persone. Tra gli ultimi risultati delle azioni di ricerca e formazione del progetto, c'è anche la costituzione del "Centro per la prevenzione della radicalizzazione", al quale partecipano docenti, professionisti e studenti e che vedrà la sua formalizzazione nel prossimo anno.

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