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"Il grande cinema arriva in treno", la stazione di Pescaiola trasformata in un set per il film con Borghi

"Per il gruppo Lfi - dice il presidente di Lfi Bernardo Mennini - è un vero piacere ospitare nella stazione di Arezzo Pescaiola le riprese del nuovo film realizzato dalla Kavac"

Il grande cinema arriva ad Arezzo e lo fa in treno. Oggi e domani la stazione di Pescaiola de La Ferroviaria Italiana diventa il set del nuovo  film diretto da Gianni Amelio.

"Per il gruppo Lfi - dice il presidente di Lfi Bernardo Mennini - è un vero piacere ospitare nella stazione di Arezzo Pescaiola le riprese del nuovo film realizzato dalla Kavac, società di produzione cinematografica fondata da Marco Bellocchio e Francesca Calvelli. Il film con la regia di Gianni Amelio, riproporrà con grande maestria e attenzione i dolorosi anni del primo conflitto mondiale e vede come attori protagonisti Alessandro Borghi, Gabriel Montesi e Federica Rossellini.

"L’idea di trasformare i nostri impianti in un set cinematografico – continua Mennini - ci ha fin da subito appassionato. Il cinema è un settore che rappresenta un volano molto importante per l’economia e la promozione del territorio. Lfi, Tft e la città di Arezzo vogliono continuare a essere mete privilegiate per l’industria del cinema, con un ruolo da vere protagoniste. L’impegno messo in campo, in questi giorni, da tutti gli enti coinvolti e dal nostro personale e la disponibilità verso la produzione per la migliore riuscita delle riprese conferma questo nostro reale interesse. Un ringraziamento infine va anche alla società HRail e all’ingegnere Di Giacomo per aver messo a disposizione i rotabili, e con i quali auspico entro breve di poter avviare ulteriori importanti iniziative".

La trama del film

In un'epoca segnata dal furore della Prima guerra mondiale il regista conduce lo spettatore attraverso un intenso "Campo di Battaglia", dove l'onore e la moralità si scontrano all’interno di una clinica di una grande città del nord Italia. Il dottor Stefano Zorzi, interpretato da Borghi, trascorre le sue giornate nella “clinica delle esenzioni”, affrontando non solo le ferite fisiche dei soldati provenienti dal fronte, ma anche un intricato labirinto di menzogne che mina l'integrità del suo operato. Questa battaglia quotidiana lo trasforma da medico compassionevole a ispettore risoluto, pronto a portare davanti al Tribunale militare coloro che vogliono sfuggire al fronte. A creare ulteriori turbamenti nell'animo di Stefano è il suo vecchio amico, il dottor Giulio Farradi, interpretato da Montesi. Profondamente contrario alla guerra, Giulio ha un approccio singolare: invece di guarire, fa ammalare i soldati o li aiuta ad autolesionarsi, per salvarli da un destino oscuro. L'amicizia tra Stefano e Giulio si trasforma in una competizione silenziosa che va oltre la sfera professionale, estendendosi anche alle intricate relazioni sentimentali con la coraggiosa infermiera Anna (Federica Rosellini). Tuttavia, quando nel 1918 la grande epidemia di febbre spagnola si abbatte sulla città, le linee tra amore, politica e scienza si mescolano pericolosamente. In questo contesto, i due medici sono costretti a confrontarsi con le conseguenze devastanti della malattia, mettendo alla prova le proprie convinzioni e rivelando la fragile natura dell'umanità in tempi di crisi.

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