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La casa di Sansovino scrigno delle meraviglie: Giovanni Raspini apre la storica dimora

L'architetto, argentiere e designer aretino è pronto a dare nuova vita al palazzo che fu dimora di Andrea Sansovino. Un gioiello situato nel cuore della Valdichiana

 

Le finestre si spalancano. La luce rimbalza sulle pareti di quelle sale dove si legge una storia antica, essenziale eppure carica di meraviglia. Lo spazio si desta dal silenzio e narra di maniscalchi, viandanti e ingegneri che lì, oltre cinquecento anni fa, trovarono rifugio. La nuova stagione della casa di Andrea Sansovino si intreccia a doppio filo con il destino di un altro architetto. Giovanni Raspini, il designer-argentiere titolare dell'omonima azienda, che ha scelto proprio questo palazzo signorile situato nel cuore di Monte San Savino come sede di rappresentanza. "Desidero mostrare a quante più persone possibili questo spazio - spiega l'imprenditore - È bellissimo e la bellezza va condivisa con gli altri".

Circa 600 metri quadrati dove sale, camere segrete, chiosti, antichi granai e misteriosi sotterranei si susseguono conducendo il visitatore in una sorta di mondo immaginifico, fantastico e terribile allo stesso tempo. "Rimane da dare una spolverata e allestire parte degli arredi - racconta ancora - ho già trasferito qualche mobile e sistemato la "King Kong suite" che altro non è che una stanza speciale dove si trovano teschi di gorilla e gioielli fatti con noccioli di susine, tappi di birra e qualche zanna di cinghiale. Si tratta di una provocazione ovviamente. Di un elemento inusuale che riesca a suscitare stupore negli occhi di chi lo vede per la prima volta". E di sorprendente all'interno della dimora che nel 1508 venne acquista da Sansovino senior per il giovane e promettente figlio, il più celebre Andrea appunto, c'è davvero tanto. Non solo la struttura poggia su fondamenta medievali ma, è uno dei due palazzi signorili che dominano piazza di Monte.

Quale destinazione d'uso attende questo edificio è ancora troppo presto per dirlo. Una sede museo, una fucina per nuovi talenti, un laboratorio creativo, una sede espositiva. Le possibilità sono infinite. "Così come lo è la creatività italiana - continua ancora Raspini - ogni volta che mi viene chiesto se ha ancora senso investire nel made in Italy sobbalzo e rispondo che è come chiedere ad un produttore vitivinicolo francese se ha ancora senso fare il vino. La risposta è ovviamente sì. E ha senso in virtù di luoghi come questo che dimostrano quanto grande e potente sia il genio italiano. La nostra manualità, l'artigianalità di ogni singola produzione non trova pari in nessun angolo del mondo". E a proposito di arte fatta a mano, mission da sempre tratto distintivo dell'azienda Raspini, ad impreziosire ancora di più la casa del Monte ci sono due gigantesche sculture in bronzo realizzate interamente a mano da artisti locali tra cui anche l'ultra novantenne Giancarlo Fulgenzi. "Io ho pensato al disegno - racconta ancora - ho realizzato delle tavole dove si potesse raccontare la bellezza della nostra terra di Toscana e poi esse sono diventate materia per merito di talenti straordinari come Giancarlo che ancora oggi sono in grando di lasciare senza parole". Insomma, uno scrigno dei tesori dove la preziosità degli oggetti risiede non tanto nel materiale scelto quanto nella loro perfetta imperfezione, nella loro unicità.

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