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Carnevale Foiano: grande show per la seconda uscita dei "mostruosi" carri

L'ordine di sfilata estratto vede Bombolo, Nottambuli, Azzurri, Rustici.

480 edizioni.
Tante sono le uscite del Carnevale di Foiano della Chiana, il più antico d'Italia e uno dei fiori all'occhiello del folklore locale.
Quest'oggi, lungo le strade e piazze del centro storico, i mastodontici mostri creati appositamente dai cantieristi di Bombolo, Azzurri, Nottambuli e Rustici, hanno incantato il folto pubblico che ogni anno affolla la cittadina.

Si tratta della seconda domenica di festa dopo il debutto dello scorso 10 febbraio. La manifestazione proseguirà per altre tre domeniche fino ad arrivare al gran finale dove verrà scelto e premiato il carro più suggestivo e meritevole.

L'ordine di sfilata estratto vede Bombolo, Nottambuli, Azzurri, Rustici.

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I temi dei quattro carri in gara. Il cantiere degli Azzurri si presenta con “Primavera Silenziosa”, un carro che cerca di analizzare il rapporto tra la natura e l’uomo nel tentativo di rendere quest’ultimo parte integrante di un sistema che negli ultimi anni ha contribuito a minare. Una figura principale che è metà rapace e metà uomo che tiene in mano il mondo. Il cantiere di Bombolo invece presenta “Follemente” una allegoria della cupa pazzia dell’uomo del nuovo secolo che condiziona la quotidianità. Non esiste tuttavia solo la pazzia mostruosa, ma anche quella “buona” che riguarda i geni, i visionari e gli artisti. Come convivono questi due elementi? Il cantiere dei Nottambuli mette in scena “Nuda Veritas”, il sentimento dell’uomo occidentale che si trova a vivere in uno spazio omologato e prova smarrimento e tra una serie di figure allegoriche andrà alla ricerca di se stesso. Il cantiere dei Rustici invece rappresenta “Racconto d’autunno”, i ricordi di ciò che è stato, i rimpianti di ciò che poteva essere: le foglie morte sono le occasioni perdute, antiche rovine il tempo andato e un avvoltoio gigante è la bestia del rimpianto ma è il viaggiatore il protagonista della storia che potrà essere ritrovata in un viaggio a ritroso nel tempo.

Dal 1539 ad oggi Sebbene il Carnevale di Foiano della Chiana sia relativamente recente (anni ’30) per come è conosciuto oggi, tuttavia la sua celebrazione come festa pagana della città è antichissima così come la sua esistenza già in tempi remoti sembra essere confermata da una disposizione contenuta nello Statuto della Comunità dell’anno 1539 nel quale in materia di festività si individua “il dì di Carnovale con uno di inanzi e uno di poi..”, assegnando ben tre giorni alla celebrazione.
Determinare quale sia stata la “forma” dei festeggiamenti non è ancora oggi facile: documenti relativi al 1809 rilevano che ancora a quest’epoca il carnevale foianese non veniva celebrato con particolari cerimonie ma che comunque il periodo era sentito come festivo visto che il Podestà Vulpillot emise un’ordinanza con la quale veniva permesso l’uso di maschere.

Le feste carnevalesche si svolgevano per lo più al chiuso, sotto forma di veglie organizzate nella grande cucina delle case coloniche, accompagnate dai “cenci” di pasta frolla (tipico dolce tutt’oggi presente nella tradizione culinaria di questo periodo) da far passare insieme al Vinsanto fra gli invitati.
Nel paese queste feste cedevano il posto a veglioni nel locale teatro “Garibaldi” che fin dal 1826 era riservato a grandi feste che coinvolgevano giovani e meno giovani, tra musiche e danze. L’apertura del teatro, anche se richiedeva notevoli costi, era sempre garantita perché c’era la coscienza del valore che ricopriva l’avvenimento il quale, oltre ad offrire “lecito divertimento al pubblico è altresì di non lieve utilità al medesimo poiché devia molti oziosi dai luoghi di vizio ed istruisce le masse”.
Con tali ed altre argomentazioni, il presidente dell’Accademia Teatrale nel 1863 chiedeva al Comune “di accordarle una somma a sgravio di quella superiormente deliberata in dote per l’apertura del Teatro”.

Oggi il Carnevale di Foiano della Chiana, il più antico d’Italia, è considerato tra le più importanti manifestazioni del genere in Italia, sia per le spettacolari coreografie sia per la sua tradizione storiografica. Re Giocondo apre le sfilate ogni domenica seguito dai carri maggiori, dalle mascherate e dalle bande e durante l’ultima domenica di festa, dopo aver fatto pubblico testamento, viene dato alle fiamme nella spettacolare cerimonia della rificolonata.

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