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Parco nazionale, futuro di Slow food e un rapporto speciale con il Papa tra diritti e difesa della terra: la visita di Carlin Petrini

“Comunità e reti” queste le due parole chiave al centro della visita in terra di Romagna del fondatore di Slow Food Carlin Petrini. L’incontro ha rappresentato la conclusione pubblica della giornata romagnola di Petrini, venuto a conoscere da...

santini oltreterra

"Comunità e reti" queste le due parole chiave al centro della visita in terra di Romagna del fondatore di Slow Food Carlin Petrini. L'incontro ha rappresentato la conclusione pubblica della giornata romagnola di Petrini, venuto a conoscere da vicino le realtà che compongono l'articolato progetto "Oltreterra". Quest'ultimo è nato da un'idea di Slow Food Forlì e Appennino Forlivese col sostegno delle articolazioni di Emilia Romagna e Toscana, all'interno al progetto di Slow Food Italia degli Stati generali delle Comunità degli Appennini.

Hanno aderito ad Oltreterra entità strategiche a livello locale e nazionale: l'Ecomuseo dell'Unione dei Comuni montani del Casentino, con le Festesagge, il Ce.UB, Legambiente, il CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'Analisi dell'Economia Agraria), Romagna Acque, la Facoltà di Scienze Forestali dell'Università di Firenze e PEFC Italia (partner nelle politiche di sviluppo forestale sostenibili), le scuole e i Comuni del Parco nella costruzione delle mense agricole ("Pensa che mensa").

Alle 14.30 Carlo Petrini ha incontrato a Santa Sofia i Sindaci della Comunità del parco nazionale delle Foreste casentinesi e una delegazione di ragazzi della scuola primaria locale. Questi ultimi da otto anni coltivano l'orto scolastico seguendo il progetto "Orto in condotta" dell'associazione Braidese, finanziato dal Rotary Club Forlì Tre Valli.

E' stata anche una lezione sulla devastante invasione della plastica: "Fatta ai ragazzi perché gli adulti capiscano...", ha detto Carlin. Da Santa Sofia si è spostato a Bertinoro per visitare prima il Museo Intereligioso realizzato nella rocca vescovile, sede del Ce.U.B., per poi concedersi generosamente alle persone che avevano "invaso" la chiesa di San Silvestro. È attorno a questa capacità di fare rete, di essere comunità inclusive, che si è sviluppata la conferenza pubblica di Petrini, il quale ha saputo mettere in rilievo come temi da coltivare - la spiritualità e la fraternità - accumunano persino un Papa come Francesco e un agnostico, figlio di comunisti, come Carlin.

«È stata una chiamata che mi ha cambiato la vita, non lo nego», così Petrini ha introdotto il racconto della telefonata di papa Francesco. E' nata un'amicizia che ancora tutt'oggi si traduce in un intenso scambio epistolare. Da quel confronto continuo di idee ha preso forma anche la richiesta di scrivere la prefazione all'enciclica "Laudato sì", dal Cantico delle creature di san Francesco, e da cui prendono il nome anche le comunità lanciate da Petrini e dal vescovo di Rieti Domenico Pompili per diffondere il messaggio ecologista di Francesco. L'unione della battaglia per l'ambiente a quella per i diritti umani sono l'aspetto che accomuna il messaggio di papa Francesco alla missione di Slow Food. L'associazione è ora impegnata in un "cambio di pelle" cominciato con il congresso internazionale di Chengdu, che la porti ad essere esempio di una dimensione più orizzontale e inclusiva, capace di camminare con le persone e le istituzioni che sui territori perseguono gli obiettivi di difesa della terra e dei diritti, temi dei quali la sinistra italiana, ha sottolineato Petrini, non parla: «Nessuno nella passata campagna elettorale ha parlato di riscaldamento globale».

Di quell'inclusività diventata obiettivo da perseguire, Oltreterra è già testimonianza dal 2014, come ha ricordato Gabriele Locatelli nella sua introduzione. Una lavoro di sinergia che trova da tempo un partner convinto nel parco nazionale Foreste casentinesi monte Falterona e Campigna. Il fondatore di Slow food ha avuto modo di rimarcare l'apprezzamento per i tanti progetti di successo messi in campo con l'area protetta durante l'attuale mandato. Al suo presidente Luca Santini, erano affidate le conclusioni. Nel suo intervento ha ricordato l'importanza dell'equilibrio tra conservazione e sviluppo per fare del Parco una risorsa per le comunità che ci vivono oltre che un monumento vivente. Ha voluto anche ringraziare Petrini per le calorose parole di stima e condivisione spese nei suoi confronti», Da Santini anche un appello alla politica a "programmare a lungo termine», come si fa per le abetine: «Un abete piantato oggi sarà pronto tra 150 anni". A latere dell'iniziativa la rete di Oltreterra ha fatto un altro regalo a Carlin, un orto in africa da aggiungere ai quasi cinquemila già realizzati, dono di Romagna Acque, che ha importanti progetti nel continente africano.
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