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L'Archivio dei Diari getta un ponte culturale tra Valtiberina, Portogallo e Croazia

Fino a venerdì prossimo ad Anghiari si tiene la prima Residenza Artistica con artisti e professionisti del settore artistico-creativo. E domani ci sarà anche una sessione a Pieve Santo Stefano. Ecco il dettaglio del progetto Store the Future

Fino a venerdì prossimo ad Anghiari si tiene la prima Residenza Artistica in cui sono coinvolti artisti e professionisti del settore artistico-creativo. E domani ci sarà anche una sessione al Piccolo Museo del Diario di Pieve Santo Stefano. Ecco il dettaglio del progetto Store the Future, che vede protagonista anche la Valtiberina.

Store the Future

Il patrimonio archivistico europeo, fonte inesauribile di ricerca storica, ha degli aspetti ancora non completamente esplorati che potenzialmente contengono nuove forme di comunicazione, specie quelle legate al mondo delle arti.  Le memorie e i documenti conservati negli archivi europei possono infatti costituire una straordinaria fonte di ispirazione per la creazione di prodotti artistici originali, così come i linguaggi dell’arte hanno enormi potenziali in termini di diffusione della memoria verso ampie fasce di pubblico e, in particolare, verso le nuove generazioni.  Il progetto “Store the Future - Artists, memoirs and civil rights for Europe in third Millennium” nasce dall’analisi della complementarietà di queste due considerazioni.

L'archivio dei Diari di Pieve

L’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, organizzazione capofila del progetto, dal 1984 custodisce e valorizza scritture di sé. Diari, autobiografie, epistolari. Vite comuni, a oggi quasi 8.000, che rappresentano la memoria dell’Italia dall’Unità ad oggi. La storia e la società lette attraverso gli occhi delle persone che hanno deciso di raccontarsi e di donare alla collettività la propria memoria. Con sempre maggiore frequenza alle tradizionali modalità di valorizzazione (ricerche, pubblicazioni, studi di approfondimento) si affiancano forme di restituzione artistica del patrimonio custodito. Registi, sceneggiatori, drammaturghi attingono abitualmente al fondo archivistico alla ricerca di soggetti da sviluppare. “Store the Future” vuole quindi indagare e sistematizzare il rapporto tra conservazione / valorizzazione del patrimonio esistente e creazione artistica. Lo fa proponendo una nuova figura professionale, un esperto in ricerca archivistica finalizzata alla produzione artistica. Un profilo che abbia le competenze per fare ricerca in archivi che custodiscono materiali eterogenei, per tipologia, lingua, formato, modalità di archiviazione e catalogazione. Una figura che sappia comprendere le richieste che provengono dal mondo artistico e che sappia fornire al regista, al drammaturgo, allo sceneggiatore materiali utili allo sviluppo di un soggetto originale. Da qui la composizione della rete di organizzazioni aderenti al progetto. Da un lato una forte componente archivistica.

Lisbona e Pazim

Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, Arquivo dos Diários di Lisbona, Archivio di Stato di Pazin (HR). Istituzioni diverse per storia, materiali conservati e modalità di ricerca ma unite nella volontà di valorizzare e trasmettere il patrimonio posseduto verso ampie fasce di pubblico e le future generazioni. Dall’altro, Teatro di Anghiari e l’Associazione Bandalena di Sigonce (FR). Organizzazioni che da anni si sperimentano nel narrare storie individuali e di comunità attraverso i linguaggi del teatro e della musica. Il partenariato si completa con una sesta organizzazione, OpenCom (IT). Impresa sociale attiva a livello europeo in progetti di comunicazione sociale, formazione e ITC, OpenCom in “Store The Future” avrà il compito di mettere a sistema il nuovo profilo di competenza proposto e di curare il piano di comunicazione. La fase operativa di progetto ha preso avvio con il primo incontro del Comitato Scientifico, svolto a Pazin (HR) dal 4 al 6 settembre 2018. Tale meeting, tra le altre cose, ha permesso di definire e condividere il campo tematico del progetto. Il ’68, fenomeno culturale e sociale. Il ’68, momento di frattura degli equilibri, dei linguaggi, delle gerarchie definite a partire dal Secondo dopoguerra. Il ’68 e i giovani come elemento attivo di cambiamento sociale. Il ’68 in senso ampio, movimento di rivendicazione dei diritti individuali e collettivi. I ’68 europei. Avvenuti, mancati, rimandati. Tutto ciò è stato ricercato nei mesi scorsi all’interno degli archivi aderenti e non solo. È stato analizzato, con approccio scientifico proprio del mondo archivistico.

L'evento di Anghiari

E adesso l’esito di queste ricerche viene presentato e messo a disposizione dei soggetti preposti alla produzione artistica. Nei giorni 3-8 dicembre 2018 si svolge infatti ad Anghiari la prima delle due residenze creative previste dal progetto. In tale occasione il materiale individuato e selezionato dal gruppo di ricerca transazionale sarà condiviso e discusso con gli operatori creativi culturali coinvolti nel progetto con l’obiettivo di farne materia prima funzionale alla creazione di nuove forme di cultura. Uno spettacolo multi-linguaggio per narrare al pubblico e alle future generazioni il ’68 attraverso la visione, le emozioni, le aspettative dei giovani europei di 50 anni fa. Questo l’esito artistico di “Store the Future”. Uno spettacolo che sarà presentato in quattro eventi distribuiti in tre differenti paesi europei (Italia, Francia e Portogallo). 

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