30 anni di Arezzo Wave. Valenti: "Il Comune ci ha risposto picche sull'organizzazione"

"Vogliono il marchio ma non vogliono il Festival". Le parole sono quelle del patron di Arezzo Wave Mauro Valenti che attacca il Comune di Arezzo in seguito all'ultimo confronto avuto con l'amministrazione e riguardante l'organizzazione della...

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"Vogliono il marchio ma non vogliono il Festival". Le parole sono quelle del patron di Arezzo Wave Mauro Valenti che attacca il Comune di Arezzo in seguito all'ultimo confronto avuto con l'amministrazione e riguardante l'organizzazione della 30esima edizione del Love Festival.

Secondo quanto riportato da Valenti, "il Comune di Arezzo alla nostra richiesta di coinvolgimento per la trentesima edizione del Festival e relativi progetti celebrativi ad esso collegati ci ha risposto negativamente ritenendo di scegliere altre priorità estive".

Una scelta che ha amareggiato non poco il presidente della Fondazione il quale sottolinea anche che "l'assessore Comanducci scrive che il Festival potrebbe svolgersi autonomamente se solo se fosse compatibile con altre iniziative, non specificando quali, ne quando. Peccato! Volevamo fare squadra per valorizzare un evento che Google, digitando Arezzo, segnala con San Francesco Pieve e Duomo tra i 4 luoghi di interesse per visitare la nostra città (...e gli utenti del web sono ormai alcuni miliardi...). Riteniamo che attrarre pubblico ad Arezzo necessiti un’operazione congiunta e non di azioni estemporanee e prive di strategie condivise, come spesso vediamo".

Nessuno sconto di critiche neanche per quanto riguarda le strategie di promozione del territorio e i diritti riguardanti la proprietà del marchio.

"Non ci è stato espresso nessun interesse neanche per la digitalizzazione del nostro patrimonio culturale (...articoli, video, foto dei concerti, ecc) né per la nostra disponibilità di portare e distribuire materiale turistico da collocare nelle centinaia di serate da noi organizzate per la valorizzazione della musica italiana, in tutte le regioni d'Italia in America e in Europa - continua Valenti - Evidentemente abbiamo visioni diverse del marketing territoriale della cultura del turismo e dell'innovazione. È evidente che in un’ottica locale offriamo pochi tornaconti, ma in democrazia la cosa è giusta è comprensibile: a questa giunta Arezzo Wave non piace, in linea con quella precedente. Siamo e continuiamo ad essere liberi...e Google purtroppo non è sindaco di Arezzo.

Ciò che ci sfugge, forse perché non siamo politici o più semplicemente non ci arriviamo, è la richiesta di mantenere il marchio, che ci esprime l'attuale giunta, spingendosi a pagare addirittura quanto da noi sostenuto per i costi di rinnovo del marchio (che cedemmo gratuitamente, divenendo comproprietari, in cambio di promesse di sua valorizzazione ). Il Comune è disposto a pagare (e condividere) la comproprietà del marchio e quindi sborsare migliaia di euro, ma non vuole condividere le iniziative che lo celebrano. Da cittadino capisco le ristrettezze delle amministrazioni locali e visto che i soldi pubblici sono anche miei chiedo: perché non spendere questi soldi, che vogliono darci per rimborsarci delle spese del marchio, per interventi sul sociale, per chi non ha un pasto o per altri scopi di cui c'è senz'altro più bisogno, che non per avere una comproprietà che ha come unico motivo quello del controllo? Si è detto a volte che Arezzo Wave costa troppo alla città... Non mi sembra questo il caso… o per lo meno non per nostra colpa. Buon 2016! Vi aspettiamo tutti alla festa di compleanno dei 30anni di Arezzo Wave dal 1 al 3 luglio 2016!". Lettera inviata dalla Fondazione Arezzo Wave Italia al Comune di Arezzo in data 14 dicembre 2015 a seguito di un incontro avvenuto con il Comune stesso: Egregio Assessore,

nel ringraziarLa dell'incontro e in vista della pianificazione delle attività della nostra Fondazione per l'anno 2016, Le chiediamo se l'Amministrazione è interessata a condividere con noi il marchio Arezzo Wave e se ha progetti per la valorizzazione dello stesso. Siamo orgogliosi di sottolineare che il marchio Arezzo Wave è molto forte, come prova il motore di ricerca più importante al mondo e cioè Google. Digitando infatti la parola Arezzo (come tantissimi turisti fanno) i 4 luoghi di interesse e attrazione della città consigliati sono le chiese di San Francesco, la Pieve e la Cattedrale e poi Arezzo Wave, unica attrazione contemporanea.

Questi in breve i progetti di cui abbiamo discusso e che ci vedranno impegnati per il 2016, anno in cui Arezzo Wave compie i suoi 30 anni di vita.

1) SELEZIONI AREZZO WAVE ITALIA in tutte le Regioni. In questi luoghi e a tutti i gruppi in concorso potrebbe essere presentato il nostro territorio, creando stimoli turistici su un target giovane e predisposto ai viaggi.

Si noti che alcune band vincitrici del contest hanno suonato all'estero in alcuni Festival internazionali quali il CMJ a New York, il Montreux Jazz Festival in Svizzera, il Rototom Sunsplash in Spagna, per citarne solo alcuni. In questo modo hanno portato il nome di Arezzo in giro per il mondo attraverso la musica.

2) AREZZO WAVE 30 ANNI E LODE. Dall'8 al 10 luglio si terrà Arezzo Wave Love Festival. Ci piacerebbe farlo ad Arezzo negli spazi del Colle del Pionta, occupando sia l'area a ridosso di Arezzo Factory - dove più volte si sono svolti concerti e festival - sia l'area retrostante l'ex palestra, ovvero la zona a destra salendo via Duomo Vecchio. Tale location sarà occupata da Streetfood, che nell'occasione si gemellerà con Arezzo Wave e porterà proposte gastronomiche da ognuna delle 20 regioni italiane in abbinamento con i gruppi musicali selezionati dal Festival. L'operazione è volta a dare un messaggio positivo e di recupero di una zona di Arezzo bella e da riqualificare.

Il Festival di quest'anno sarà inoltre caratterizzato oltre che dalla presenza di nuove band - una sorta di X Factor - soprattutto da molti testimonial oggi famosi e provenienti non soltanto dal mondo della musica ma da tutti i campi della cultura e del giornalismo.

3) AREZZO WAVE STATION. Il progetto prevede la creazione di un archivio che raccolga tutti i documenti cartacei, foto-video e altro trasferendoli dai supporti originali a quelli digitali, creando quindi la possibilità di una visibilità sia tramite web che con un eventuale spazio ad esso dedicato. In tale progetto è coinvolta la Regione Toscana, dalla cui Presidenza ci autorizzano a dirvi che considerano di rilievo l'archivio di Arezzo Wave.

Durante l'incontro di lunedì 14 dicembre Vi abbiamo consegnato materiali che testimoniano la presenza continua della Fondazione Arezzo Wave Italia sul territorio, attraverso iniziative quali "Elementare Watson" e "Arezzo Wave Music School", che coinvolgono i giovani aretini dai bambini delle elementari ai ragazzi delle scuole medie superiori.

Questi sono in sintesi alcuni dei nostri progetti. Per realizzarli ad Arezzo è necessaria una piena condivisione, sia attraverso la Vostra presenza nella FAWI, che come partner coproprietario del marchio per trovare insieme, in appuntamenti istituzionali e con aziende private, le risorse necessarie.

Come da accordi, attendiamo a brevissimo, e comunque prima di Natale, la Vostra decisione su quanto appena esposto.

Cordiali saluti,

Mauro Valenti

Presidente Fondazione Arezzo Wave Italia

Risposta del Comune alla Lettera precedente in data 29 dicembre 2015:

Buongiorno Mauro,

non sono riuscito a darti una risposta prima in quanto aspettavo di parlarne in giunta con tutti gli altri assessori ed il sindaco.

Questa mattina ci siamo riuniti e abbiamo parlato della tua proposta che è senza dubbio interessante ma al momento non rientra nei progetti che il comune ha previsto di organizzare nel 2016, sai benissimo che la situazione economica delle amministrazioni comunali è precaria ed abbiamo ormai individuato altre priorità.

Questo non preclude ovviamente per te la possibilità di organizzare il festival con la tua associazione nei luoghi e nelle date, che compatibilmente con altre manifestazioni, credi migliore.

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Per quanto riguarda il marchio è nostro interesse mantenerlo quindi mi attivo con gli uffici per allineare il vecchio e saldare il nuovo anche nella speranza che nei prossimi anni ci siano prospettive migliori.

Marcello Comanducci

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