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Chiude il dormitorio San Domenico. La Fraternità Bindi: "Dovrebbe stare aperto tutto l'anno"

E tre giorni prima, giovedì 4 aprile alle 17,30 alla Feltrinelli di Arezzo in Via Garibaldi, 107 sarà presente per un incontro Wainer Molteni, fondatore dell’associazione “Clochard alla riscossa” e gestore del Residence Sociale Aldo Dice 26 X 1 di Milano

Nuovo incontro organizzato dalla Fraternità Federico Bindi onlus con i protagonisti di esperienze diverse nella società civile: giovedì 4 aprile alle 17,30 alla Feltrinelli di Arezzo in Via Garibaldi, 107 sarà presente Wainer Molteni, fondatore dell’associazione “Clochard alla riscossa” e gestore del Residence Sociale Aldo Dice 26 X 1 di Milano.

Chi è Molteni

Molteni è laureato in sociologia, ha conseguito un dottorato alla Normale di Pisa e un master al quartier generale dell'FBI. Terminati gli studi è entrato come capo reparto in un’azienda. A seguito del fallimento dell'azienda è costretto a iniziare una vita sulla strada, in compagnia di tanti homeless con i quali condivide dormitori, marciapiedi, mense. Da qui nasce l'autobiografia “Io sono nessuno. Storia di un clochard alla riscossa” (Dalai Editore 2012) di cui parlerà alla Feltrinelli.

La possibilità di donazioni

Apre l’incontro Cristiano Rossi della Fraternità Federico Bindi onlus e modera Marco Montanari dell’associazione “La Seconda stella”.

Questo evento si inserisce nel ciclo “Essere umani / esseri umani”, iniziato lo scorso dicembre con l’incontro con Don Biancalani. Durante l’incontro sarà possibile fare donazioni dirette per il progetto “Casa Federico: una nuova accoglienza”, raccolta fondi straordinaria per l’apertura di un secondo appartamento da destinare a persone in difficoltà abitativa.

La chiusura del dormitorio di San Domenico

L’incontro con Wainer avviene tre giorni prima della chiusura del dormitorio di San Domenico, fissata il 7 aprile. Con l’occasione la Fraternità Federico Bindi onlus ringrazia le decine di volontari coordinati dalla Caritas che, in questi quattro mesi, si sono alternati ogni sera per garantire l’accoglienza a circa 50 senzatetto che hanno potuto essere accolti in un luogo che ha garantito loro sicurezza e dignità.

La Fraternità ribadisce con forza che un centro di prima accoglienza sia necessario tutto l’anno, per garantire sicurezza e decoro per chi si trova in difficoltà temporanea e per poter costruire con queste persone percorsi di inclusione.

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