Mercoledì, 23 Giugno 2021
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La denuncia per il Capodanno, il valore del Karemaski e "Arezzo città di una certa musica". L'intervista ad Andrea Marmorini

Da una parte Federico Scapecchi, consigliere comunale, membro dell'organizzazione del Mengo Festival, dall'altro Andrea Marmorini presidente del circolo Karemaski, che ha vinto il bando per la festa di Capodanno. Sono i due denunciati per aver sforato l'orario. Posizioni diverse che hanno voluto parlare in questi giorni

Andrea Marmorini, presidente del Karemaski

"Il bando era molto chiaro, il limite era fissato all'una e trenta, ma in quel momento la piazza era piena, festante, carica di entusiamo, così la musica è proseguita e si è abbassata più gradatamente per far defluire il pubblico con calma". Andrea Marmorini, rappresentante legale del Karemaski, sul quale pendono le indagini per il ritardo sulla chiusura della festa di Capodanno del Comune di Arezzo, ricostruisce la serata e ne inquadra il contesto. Le dichiarazioni arrivano a poche ore da quelle con le quali, l'altro coinvolto, Federico Scapecchi ha voluto chiarire la sua posizione.

Cosa è successo quella sera?

"Ne avevamo parlato anche con qualche rappresentante dell'amministrazione e con alcuni agenti della questura la sera stessa in piazza intorno alle 1.30. Staccare di netto la musica sarebbe potuto essere più problematico anche dal punto di vista dell'ordine pubblico. Organizziamo eventi da 15 anni e le feste di piazza per il Capodanno degli anni precedenti avevano tirato avanti ancora più a lungo, non credevamo ci fosse un problema così drastico di orario. Oltretutto non avevamo interessi terzi perchè la festa dovesse proseguire.

Ma i vigili urbani che vi hanno detto?

"Con noi la polizia locale non ci ha parlato, nonostante fossimo tutti lì a disposizione, non ci sono venuti a chiedere niente, probabilmente non sono andate dalle persone giuste, se sono andati a parlare con Federico Scapecchi. Pau stava suonando, il nostro interesse, come penso quello dell'amministrazione, era che tutto andasse bene, erano stati presenti sicuramente il sindaco e l'assessore Tanti, forse anche altri."

Poi è arrivata la notifica delle indagini.

"Sì, è arrivata la multa per l'infrazione e l'avviso a comparire, consegnato in modo poco piacevole visto che mi sono trovato le macchine della polizia locale a casa alle 8 di mattina mentre preparavo mia figlia per andare a scuola, oppure a Federico sul posto di lavoro. Comunque sono andato con il mio avvocato, Marco Teoni, il legale del Karemaski, alla sede della polizia locale a ritirare il rapporto d'indagine."

Cose che sono accadute mentre voi eravate nel pieno del vortice di Sanremo con l'etichetta Woodworm, che effetto ti ha fatto? C'è molta amarezza oppure il successo di Sanremo ha lavato via tutto? 

"Noi siamo dei grandi lavoratori, noi produciamo contenuti che ci rendono la vita bella, non è una multa o un’indagine che mi cambia la volontà di farlo nella mia città. Il fulcro di tutto è il Karemaski, dove siamo 20 persone che da luoghi ed esperienze più disparate sono tornate in questa città per renderlo un posto più vivibile per noi stessi e per gli altri, nonostante le difficoltà. La musica e

un “luogo” sono i presupposti per creare socialità e confronto tra membri di una comunità purtroppo sempre più impoverita culturalmente. E’ stato “divertente” vedere nelle pagine dei giornali da una parte elogiare per la partecipazione a Sanremo, che ci vede tornare con 4 premi, dall’altra le contestazioni sul capodanno.

Cosa rappresenta per voi il Karemaski?

E' la roccaforte di questi valori, del nostro impegno. Le vite

di tutti i membri dell’associazione sono cambiate in dodici anni, il volontariato e il ricambio fisiologico dei soci si è indebolito ma questo circolo racconta di esperienze formative importantissime come per esempio il fotografo Gabriele Spadini improvvisatosi luciaio al karemaski adesso è un professionista richiestissimo per gli spettacoli live. Woodworm stessa non avrebbe avuto contatto con molti artisti con i quali ha costruito percorsi importanti come per esempio The Zen Circus, Motta, Fast Animals and Slow Kids..

Avete avuto contatti con l'amministrazione dopo Sanremo?

“Non ci sono stati contatti diretti ne con Karemaski ne con Woodworm. Nessuna telefonata o incontro. Solamente voci di corridoio di volontà di dialogo”

Siete disponibili a collaborare per gli eventi di Arezzo?

"

Sia come realtà associativa Karemaski che opera non solo nel territorio da 12 anni che come società Woodworm di contenuti culturali che opera anche in tutta Europa abbiamo dimostrato quale sia il nostro operato. Questo forse riconosciuto più al di fuori dalle mura cittadine. 

Se l’amministrazione ci vede come interlocutori per una progettualità, siamo molto aperti a dei tavoli volti alla progettazione condivisa di contenuti che abbiano un risvolto a breve, e soprattutto lungo termine, che diano un’impronta ben precisa di quella che sarà la vita culturale nella nostra città. Questo però richiede una forte consapevolezza di come l’intero paese, e come specchio il nostro territorio, stia cambiando in termini di attività e gusti e di come questo momento sarà proiettato negli anni a venire. Solo così possiamo essere “attuali” e concedere all’intera cittadinanza ciò di cui ha bisogno."

Cosa pensi quando senti parlare di "Arezzo città della musica"?

"Beh, Arezzo città della musica, direi che ci sono spazi per certa musica, ma la musica è tanta. Per adesso vedo musica che comunica ad alcuni non a tutti, per essere città della musica si deve parlare di musica a 360 gradi sennò siamo solo la città del Saracino o la città del ritorno al passato. Certo non è detto che interessi a tutti, ma la musica bisogna farla, anche quella pop e rock."

Ritorniamo infine al Capodanno, perché pensi che sia successo?

"Se

si sviluppassero più eventi della portata di capodanno e in maniera più continuativa credo che tutte le parti interessate (gli organizzatori, le autorità..) sarebbero più preparate a gestire queste situazioni. Non credo ci sia un’accanimento verso la nostra associazione anche se tutto porta a credere il contrario. Credo che se continuiamo a affrontare gli eventi con la paura delle esperienze negative e non quelle positive, che fortunatamente sono molto più frequenti, non può esserci un’evoluzione in questo settore. Detto questo quando non c’è una preparazione e consapevolezza adeguata è molto più semplice reprimere che assumersi delle responsabilità. Questo vale per gli eventi come per tutto il resto."

La denuncia da parte della polizia locale

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