Torna a volare l'export aretino: dopo la caduta del 2018 balzo a doppia cifra di calzature, tessile e oreficeria

Confortanti i risultati conseguiti dai distretti aretini nel primo trimestre del 2019. Quello orafo si distingue in Italia

Torna a volare l'export aretino, con un aumento nel primo trimestre del 2019 a doppia cifra su più fronti. A svelare i confortanti dati è il Monitor dei distretti della Toscana, realizzato direzione "Studi e Ricerche" di Intesa Sanpaolo. Lo studio parla di Particolarmente positivo l’andamento delle esportazioni dei distretti tradizionali toscani nel primo trimestre 2019: il valore delle vendite all’estero è stato pari a 4,7 miliardi, in crescita del 16% rispetto al periodo gennaio-marzo 2018. Dallo studio "emerge come - tra le regioni a vocazione distrettuale - la Toscana si distingua come prima regione per variazione assoluta delle esportazioni nel primo trimestre e si conferma come terza regione per importi esportati, alle spalle solo di Veneto e Lombardia".

A trainare è sempre il comparto del lusso, dove Arezzo compare con tre importanti distretti: pelletteria e calzature, tessile e abbigliamento e oreficeria. Per tutti e tre i risultati conseguiti nel primo trimestre tornano ad essere positivi con l'export che è volato con aumenti a due cifre dopo la drastica battuta d'arresto (-25, 8 per cento del 2018). La pelletteria e le calzature hanno visto una crescita dell'11,1, tessile e l'abbigliamento del 10,7. Nel dettaglio, il distretto della pelletteria e calzature ha realizzato esportazioni per circa 115 milioni di euro, in aumento di oltre 11 milioni rispetto al primo trimestre 2018; sono stati positivi i risultati sia per la pelletteria (+3 milioni; +5%), sia per le calzature (+8 milioni; +18,2%).

"Il mercato più brillante in termini di crescita delle esportazioni è la Cina, mercato in cui le imprese del distretto erano praticamente assenti nel primo trimestre 2018; bene anche l’andamento verso gli Emirati Arabi Uniti e il Canada. L’interesse verso la Cina e verso un approccio multicanale è stato confermato anche dalle recenti dichiarazioni del gruppo Prada che da giugno sarà disponibile sulla piattaforma cinese Secoo seguendo la strategia basata sul controllo della distribuzione e sulla protezione dell’immagine del marchio richiesta dal gruppo italiano". 

Ancora meglio l'oreficeria, che con un saldo positivo del 19 per cento si distingue tra i distretti del settore (Vicenza e Valenza) per il maggior tasso di crescita. Il rimbalzo della domanda proveniente dal Medio Oriente  ha permesso al mercato aretino - fortemente orientato verso gli Emirati Arabi Uniti, che rappresentano più di un quarto delle vendite all’estero - di realizzare il miglior tasso di crescita tra i distretti orafi italiani.

Positivo anche il trend delle esportazioni verso Hong Kong (14 milioni; +22%) e gli Stati Uniti (+10,4 milioni; +33%) che rappresentano rispettivamente il secondo e il quarto mercato di riferimento per il distretto. Il settore sarà condizionato nei prossimi mesi dalla forte incertezza legata alle tensioni protezionistiche tra Stati Uniti e Cina: i gioielli in oro sono stati infatti inseriti nella lista di beni che potrebbero vedere l’innalzamento al 25% dei dazi sulle importazioni cinesi negli Stati Uniti. 

In Toscana

"Determinante - spiega il Monitor dei distretti -  è stato l’apporto della pelletteria e calzature di Firenze (+53%) ma è significativo evidenziare come, anche al netto di questo distretto, le realtà toscane avrebbero realizzato un tasso di crescita migliore della media nazionale (+3,7% verso +0,9%). 

È trainante il comparto del lusso: bene anche l’Abbigliamento di Empoli (+39%), le Calzature di Lamporecchio (+71%), la Pelletteria e calzature di Arezzo (+11%) e il Tessile e abbigliamento di Arezzo (+11%). Stabili le esportazioni per il distretto del Tessile e abbigliamento di Prato (+0,1%) e in calo la Concia e calzature di S. Croce (-13,7%) e le Calzature di Lucca (-15,7%)". 

In leggera crescita la filiera agro-alimentare (+2%): i distretti dei Vini dei colli fiorentini e senesi (+4%) e il Florovivaismo di Pistoia (+14%) hanno più che compensato il calo del distretto dell’Olio toscano (-7%).

In linea con le esportazioni del primo trimestre 2018 la filiera del Marmo di Carrara (-0,2%), mentre dopo il punto di massimo dell’anno precedente subisce un rimbalzo il Cartario di Lucca sia nei prodotti in carta (-13%), sia nel settore delle Macchine per l’industria cartaria (-21%).

“I segnali positivi dell’export regionale provengono da settori e aziende che riescono a guardare ai mercati internazionali grazie a investimenti e strategie vincenti. Il nostro Gruppo sostiene i loro progetti di crescita, innovazione, internazionalizzazione e digitalizzazione, incentivando anche scelte di circular economy, leva sempre più strategica per le PMI - spiega Luca Severini, direttore regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo -. Nei primi 5 mesi dell’anno in Toscana e Umbria abbiamo erogato 1,4 miliardi di credito alle imprese e le abbiamo assistite in percorsi di valorizzazione, come Women Value Company, per il sostegno all’imprenditoria femminile, Imprese Vincenti, per dare visibilità alle PMI che crescono con fatturato e occupazione, e ‘Giovani e lavoro’, corsi di formazione per contrastare il gravissimo problema della disoccupazione giovanile. In questi giorni infine abbiamo accompagnato nel programma Elite di Borsa Italiana altre due aziende toscane, che si aggiungono alle tre già inserite negli ultimi dodici mesi”.

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