Vittime del Salva-Banche: "No all'arbitrato, ecco la nostra proposta." Domani la protesta alla Leopolda

Il no all'arbitrato, accompagnato da una controproposta arriva dal gruppo che si è costituito su Facebook con il nome di "Vittime del Salva-Banche" e che riunisce moltissimi risparmiatori che hanno visti azzerati i loro risparmi sotto forma di...

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Il no all'arbitrato, accompagnato da una controproposta arriva dal gruppo che si è costituito su Facebook con il nome di "Vittime del Salva-Banche" e che riunisce moltissimi risparmiatori che hanno visti azzerati i loro risparmi sotto forma di azioni ed obbligazioni subordinate nella quattro banche trasformate in nuove Spa dal decreto del 22 novembre scorso.

Il cuore del loro pensiero sta nell'ultimo paragrafo di un corposo comunicato stampa appena diramato:

No all'arbitrato, no al fondo di solidarietà, che ciascun investitore, in ragione del proprio capitale effettivamente investito e del proprio strumento, abbia diritto ad un concambio adeguato e che ricalchi la natura di quanto aveva in portafoglio e distrutto dalla procedura di risoluzione. Nessun guadagno, nessuna speculazione, nessun miglioramento dell'ordine delle cose naturali. Chi aveva azioni dovrà ricevere strumenti analoghi. Lo stesso per chi aveva obbligazioni. Rivogliamo i nostri soldi, che sono stati bruciati tramite raggiro, consapevolmente o meno.

Gli attivisti hanno anche organizzato una manifestazione di protesta per domani nei pressi della stazione Leopolda dove è in corso la sesta edizione del convegno politico organizzato dal 2010 da Renzi.

Il resto del comunicato stampa spiega il perché i risparmiatori del gruppo Vittime del Salva-Banche dicano no alla proposta del Ministro Padoan:

Il gruppo “Vittime del Salva-Banche” ritiene irricevibile e persino irrispettosa la proposta elaborata dal Ministro Padoan.

Riteniamo infatti che queste dichiarazioni, oltre che offendere i risparmiatori truffati dalle banche e dall’omessa vigilanza di Bankitalia, forse volutamente spostino l’attenzione sui casi umanitari più eclatanti: non sono meritevoli di rimborsi soltanto i poveri pensionati, essi mantengono il primato delle attenzioni ed è giusto che sia così, ma una persona anziana, qui dentro, è un primus inter pares.

Esistono risparmiatori inconsapevoli che si sono fidati delle proprie banche: esistono altresì risparmiatori che scientemente hanno compiuto investimenti basandosi tuttavia su false comunicazioni costantemente date al mercato da parte degli attori apicali di questa vicenda.

Questo tedioso teatrino mediatico sui poveri anziani fregati dal bancario cattivo sta confondendo i nostri diritti sanciti dalla Costituzione, che tutela il risparmio, sperando forse di mettere a tacere la nostra voce con le elemosine di Stato.

Ma noi non vogliamo né elemosina, né fondi e né arbitrati, caso per caso.

Le banche debbono prendersi la responsabilità di aver venduto prodotti finanziari inadatti ai loro clienti, come anche rimarcato dalla Ue, nonché di aver continuamente diffuso false informazioni tali da indurre ad acquistare sui mercati secondari azioni ed obbligazioni subordinate delle banche coinvolte.

Il principio di simmetria informativa, sacro in qualsiasi sistema finanziario, è stato leso dal silenzio commissariale ed addirittura fuorviato da una pletora di dichiarazioni pseudo-rassicuranti, che sono state inoltrate a tutti gli organi di stampa.

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E per domani appuntamento alla Leopolda anche se per motivi di sicurezza i manifestanti saranno tenuti a distanza:

Domenica saremo alla Leopolda, mentre Renzi, sul palco, celebrerà il “futuro” fuori le “vittime del Salva banche”, che si son viste negare il loro, urleranno la propria indignazioni per un decreto che ha avuto come effetto la cancellazione di tutti i loro risparmi. Per ragioni di sicurezza i manifestanti non potranno protestare immediatamente davanti la stazione Leopolda, ma in via Il Prato, 42.

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