Economia

Vendemmia 2021 a ostacoli, Luzzi (Strada del vino): "Dal gelo alla siccità, resa -30%. Ma la qualità è salva"

Le bottiglie aretine saranno un po' di meno: il clima non è stato clemente ma le piogge di fine agosto hanno salvato l'annata. "Meno manodopera straniera in circolazione per via del Covid, ma tanti giovani aretini si stanno impegnando in vigna", dice il presidente della Strada

La qualità è salva, la quantità no. Una sforbiciata del 30% in provincia. Ecco la prospettiva di questa vendemmia 2021 ad Arezzo. La racccolta è da poco iniziata, la settimana appena trascorsa è stata quella delle uve da rosato, ma il grosso del lavoro è atteso d'ora in avanti. E dire che la partenza dell'annata era stata disastrosa, come conferma il presidente della Strada del Vino Terre di Arezzo Saverio Luzzi, neurologo di professione e vignaiolo nell'azienda di famiglia Villa La Ripa di Antria. "In alcune zone dell'Aretino il clima è stato inclemente: all'origine della grande preoccupazione che sin da primavera ha accompagnato la nascita dei vini millesimo 2021 c'è stata un'improvvisa e violenta gelata. Ad aprile, le temperature sono andate in picchiate per alcuni giorni, devastando i primi germogli. Avevamo sperato che la poca uva rimasta fosse di qualità". Ma all'orizzonte si andava profilando, con l'arrivo dell'estate, un'altra grande insidia. Quella della siccità. "C'è stato un agosto caldissimo e secco. A un certo punto abbiamo temuto che l'annata fosse compromessa. Io e miei colleghi abbiamo notato le ustioni sulle viti. Provvidenzialmente, alla fine del mese scorso, è arrivata la pioggia e ha cambiato le sorti dell'annata. Le viti - aggiunge Luzzi - hanno una grande capacità di reazione e si sono riprese brillantemente. Resta un crollo della resa del 30% rispetto a un anno standard, ma complessivamente la vendemmia sarà buona. In futuro si stanno studiando tecnologie, come la deep root irrigation, che permettono di andare ad innaffiare in profondità le radici delle viti. Si spreca meno acqua e non si alimenta la vegetazione infestante in superficie".

I tempi della raccolta

"Da un paio di settimane - prosegue Luzzi - è iniziata la raccolta dello chardonnay, poi di altri vitigni internazionali. La scorsa settimana è stata quella delle uve rosse da rosato. Ora si continua con i vitigni autoctoni: bianchi come trebbiano e malvasia e rossi come il sangiovese. La produzione del rosato da sangiovese ci permette di sfoltire i grappoli destinati ai vini rossi del nostro vitigno principe, che avranno così una qualità maggiore, potendo maturare meglio in questi ultimi giorni".

La manodopera a km zero

Infine una riflessione sul lavoro. "La manodopera? Posso parlare per la mia azienda. E ho notato - dice Luzzi - che ci sono meno lavoratori stagionali stranieri in circolazione. Credo che,per effetto della pandemia, molti siano rimasti nel paese di origine. Devo dire che però che non abbiamo avuto eccessiva difficoltà nel trovare aretini, per lo più ragazzi, disposti ad impegnarsi a lavorare nelle nostre vigne".

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