Vecchia Banca Etruria, occhio ai depistaggi

La situazione degli obbligazionisti subordinati e degli azionisti della vecchia Banca Etruria ormai la sappiamo. Le posizioni più scottanti tra quelle degli obbligazionisti subordinati verranno probabilmente sistemate in qualche modo dal Governo...

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La situazione degli obbligazionisti subordinati e degli azionisti della vecchia Banca Etruria ormai la sappiamo. Le posizioni più scottanti tra quelle degli obbligazionisti subordinati verranno probabilmente sistemate in qualche modo dal Governo, salvo altri pasticci. E vedremo come. Per tutti gli altri e per gli azionisti, come ci siamo già detti non resteranno che le azioni legali. Il fatto mediatico degli ultimi giorni, seppur previsto, sono le azioni di responsabilità che verranno promosse a carico dei vecchi amministratori.

Ma da questa strada, parliamoci chiaro, probabilmente c’è poco di concreto da attendersi. Anche se, sottolineo se, qualcuno tra anni ed anni ed al termine di una causa lunga e costosa, dovesse essere considerato civilmente responsabile, che importi potrà mai risarcire? Forse, in questo caso, qualcosa potrebbe essere recuperato dalle assicurazioni che immagino saranno state a suo tempo sottoscritte, ma anche qui non parliamo certamente di centinaia di milioni di euro. E solo se non ci saranno implicazioni penali a carico dei vecchi amministratori, perché allora le assicurazioni faranno di tutto per tirarsi indietro. Casomai, data la diversa solvibilità, potremmo forse attenderci un po’ di più da una eventuale azione, ricorrendone i presupposti, contro la società che ha revisionato i bilanci.

Mi spiace cari amici dover cavillare noiosamente, ma tutta questa roba funziona come i farmaci. Anche sapendoli prescrivere al momento e nelle dosi giuste, possono comunque provocare degli spiacevoli effetti indesiderati, oltre che suscitare talvolta false speranze. Di sicuro l’azione di responsabilità sortirà l’appetitoso effetto politico di acquietare, almeno per qualche tempo, i più semplici di spirito tra i danneggiati. Consideriamolo, in conclusione, un atto dovuto. Ma ricordiamoci che dare tutta la colpa ai vecchi amministratori farebbe contenta tanta, troppa gente.

Il tentativo è evidente, ma sarebbe troppo facile, sicuramente ingiusto e soprattutto troppo comodo per molti chiudere così la vicenda. Invece potrebbe essere molto più proficuo rivolgere lo sguardo anche, se non soprattutto, verso alcune autorità. Solo stando a quanto che viene riportato tutti i giorni dai giornali, su Banca d’Italia mi sembra che le situazioni degne di approfondimento non manchino. Pare che Banca d’Italia sia stata pressoché in pianta stabile presso Banca Etruria almeno dal 2010, che abbia fatto correggere d’imperio alcuni bilanci, che abbia redatto verbali di fuoco, che abbia comminato sanzioni per milioni di euro. Di sicuro ha disposto il commissariamento della banca per nove mesi con propri uomini. Ebbene, domando, quale è stato il risultato di cotanto attivismo visto che centinaia di milioni di euro di risparmi delle famiglie, alla fine della fiera, sono poi andati in fumo? E della Consob quando vorremo iniziare a parlare seriamente? E cosa dire poi del Governo? Concentriamoci su pochi semplici aspetti. Prima o poi ci dovrà spiegare perché non ha salvato i nostri obbligazionisti subordinati come invece sta facendo proprio in questi giorni, in un omertoso silenzio generale, con quelli dell’abruzzese banca Tercas.

Prima o poi ci dovrà spiegare perché ritiene di poter andare avanti con questo euro che in Italia sparisce dalle tasche delle famiglie nello spazio di una domenica pomeriggio qualunque, mentre in Germania riposa al sicuro nelle banche. Prima o poi ci dovrà spiegare perché gli attivi della vecchia Banca Etruria sarebbero stati valutati a prezzi da saldo azzerando il risparmio degli obbligazionisti subordinati e degli azionisti. Prima o poi ci dovrà spiegare a quali prezzi questi attivi verranno poi venduti e a chi, e per un minimo di trasparenza a quali prezzi quest’ultimo a sua volta li rivenderà. E parliamo di centinaia di milioni, se non di miliardi di euro, veri e non futuribili, di possibile guadagno per qualcuno. O di possibile recupero dei risparmi degli obbligazionisti subordinati e degli azionisti, se saremo bravi a tenere sulla corda Lorsignori. Vedete che siamo solo agli inizi di una lunghissima battaglia? E la nostra comunità dovrà fare molta attenzione ai depistaggi ed alle cortine fumogene, tipo l’inesistente ed arbitraria differenziazione tra gli obbligazionisti subordinati, perché non mancheranno.

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