Economia

Vecchia Banca Etruria, bella bidonata per azionisti e obbligazionisti subordinati

Vecchia Banca Etruria, bella bidonata per azionisti ed obbligazionisti subordinati. Come ormai sappiamo, la sistemazione della posizione di banca Etruria è stata fatta senza toccare i risparmi dei depositanti, come avevamo ampiamente previsto...

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Vecchia Banca Etruria, bella bidonata per azionisti ed obbligazionisti subordinati. Come ormai sappiamo, la sistemazione della posizione di banca Etruria è stata fatta senza toccare i risparmi dei depositanti, come avevamo ampiamente previsto. Bene, anzi benissimo.

Però sono state anche perpetrate, nel contempo, delle gravi ingiustizie che devono essere sanate. Un inciso: quanto saranno costati in termini di maggiori perdite alla banca, e quindi in sostanza agli azionisti ed agli obbligazionisti subordinati, i nove mesi di lente ed impacciate trattative intercorse tra il Governo e l'Unione Europea? Quanti altri danni avrà provocato l'aver lasciato, con un dilettantismo che fa paura, nel panico ed abbandonati a loro stessi i depositanti per tutto questo tempo?

Ma torniamo agli azionisti ed agli obbligazionisti subordinati. E' stata creata una frattura tra questi ultimi e gli altri risparmiatori, ovvero i depositanti. Gli uni salvati, e ci mancherebbe altro, gli altri espropriati. Con allarmante protervia il Governo ha ritenuto di poter assimilare gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati della banca a quelli di una normale azienda commerciale o industriale. Ma le cose non stanno così. Una banca è regolata, giustamente, da norme molto stringenti e vigilata dalla Banca d'Italia, in quanto custodisce i risparmi dei cittadini e delle famiglie. Risparmi, tra l'altro, che le Leggi varate negli ultimi anni ci obbligano, di fatto, a custodire in banca, per la gioia dei soliti idioti abbagliati da fantasiose, e strumentali, statistiche sull'evasione fiscale. Banca Etruria, inoltre, era una società quotata in Borsa, e come tale soggetta anche al controllo della Consob.

Poi ci sono, importantissimi, gli aspetti ambientali. L'investimento nei titoli azionari della banca, una società cooperativa non dimentichiamocelo, era popolarmente considerato abituale e sicuro dai risparmiatori ed anche, a quanto si dice comunemente, incoraggiato, mettiamola così, dalla banca stessa nei confronti degli aspiranti mutuatari, insomma di chi voleva richiedere un mutuo.

Cosa dire poi di coloro che hanno sottoscritto le obbligazioni subordinate? L'investimento sarà senz'altro stato loro illustrato, non è questo il punto. Ma sarebbe interessante scoprire quanti avevano realmente compreso, almeno sino a domenica scorsa, la sottile, ma vitale, differenza tecnica intercorrente tra obbligazioni diciamo normali, ed obbligazioni subordinate. E, soprattutto, se erano a loro chiari tutti i possibili rischi. E a nulla possono valere, almeno sotto un profilo di equità, i documenti siglati con fiducia nei confronti della solidità della banca al momento della sottoscrizione dei titoli, magari senza neanche averli letti.

Vedete che è troppo facile, e troppo comodo, liquidare questi risparmiatori come dei malaccorti speculatori che devono prendersela solo con se stessi? Come è possibile credere che oltre 60.000 soci e 5.000 obbligazionisti subordinati, perché questi sembrano essere i numeri, siano tutti scaltri finanzieri e navigati investitori? Insomma, per farla breve, le posizioni dei depositanti e quella della stragrande maggioranza degli azionisti e degli obbligazionisti subordinati, formalismi a parte, sono sostanzialmente sovrapponibili e devono essere trattate nello stesso modo. E nessuno di Lorsignori si illuda di passarla liscia, gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati della vecchia Banca Etruria non si fanno spianare così facilmente. E nessuno pensi di trincerarsi con lo scudo dell'Unione Europea, la Germania sta salvando con denari pubblici una banca anche in questi giorni nel silenzio generale. E' una battaglia giusta che merita di essere fatta, costi quello che costi. Non c'è nulla di chiuso ed archiviato, siamo solo agli inizi.

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