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Sabato, 15 Giugno 2024
Economia

Vangelisti, il miele eroico del Casentino che conquista il mondo

Una scommessa da vincere continuamente. Il miele Vangelisti è tra i più famosi ed esportati d'Italia, prodotto di un'impresa che quest'anno spegne 87 candeline. Il cuore di quest'azienda ha sempre battuto nell'estremo nord della provincia aretina...

Una scommessa da vincere continuamente. Il miele Vangelisti è tra i più famosi ed esportati d'Italia, prodotto di un'impresa che quest'anno spegne 87 candeline. Il cuore di quest'azienda ha sempre battuto nell'estremo nord della provincia aretina, in Casentino, stretto tra i monti dell'Appennino tosco-emiliano. Una cornice tanto affascinante quanto scontrosa per imprenditori che devono piazzare i propri prodotti ben aldilà dei confini di vallata. "Logisticamente - spiega Marco Vangelisti, terza generazione familiare alla guida - la nostra sede non è la più opportuna, ma l'azienda vive in stretto rapporto con il territorio, svolgendo anche un ruolo di carattere sociale. Cerchiamo di impattare il meno possibile nel contesto di una natura preziosa e offriamo possibilità di lavoro ai residenti".

L'Apicoltura Vangelisti ha sposato il Casentino: l'azienda è stata fondata nel comune di Poppi nel 1929 da Pietro Vangelisti (Marco è suo nipote) e nel 1946 è stato edificato lo stabilimento di Stia, dove attualmente l'azienda ha sede. Una lenta e costante espansione ha permesso a una realtà che non ha mai divagato dal focus "miele" (tutti i prodotti dell'azienda hanno il miele come ingrediente base) di crescere negli ultimi anni di diffusa crisi. Assunzioni ci sono state anche nel 2015, i dipendenti sono una ventina, senza contare l'indotto generato e il lavoro assicurato - sia in provincia di Arezzo che in altre varie parti d'Italia - a un centinaio di apicoltori da cui la Vangelisti acquista il miele.

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E pensare che l'impresa partì, quasi 90 anni fa, per l'esigenza di un mezzadro - Pietro Vangelisti - di assicurare sostentamento alla propria famiglia. L'idea vincente fu quella di scommettere su un prodotto prezioso, all'epoca parificato a un medicinale. La svolta arrivò trent'anni dopo, nella seconda metà degli Anni '50, i figli del fondatore presero le redini dell'azienda e nel 1959 la Vangelisti fu la prima impresa italiana ad esportare miele all'estero, in Germania in particolare.

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Ma questo è uno dei tanti primati tagliati dall'azienda di Stia nell'ambito della produzione e del commercio del miele. All'avanguardia nelle tecnologie per la conservazione e il trasporto dei propri prodotti, l'Apicoltura Vangelisti si è distinta anche per essere stata la prima azienda italiana a creare una crema spalmabile a base di latte e miele e una linea di "mieli chef" da cucina, a sviluppare una tecnologia di produzione di mieli cremosi facilmente spalmabili e prodotti a base di miele e frutta, ad omogeneizzare il polline con il miele, con procedura a freddo.

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"Oggi l'azienda - spiega Vangelisti - è presente capillarmente nei punti vendita nazionali, ma l'export - soprattutto per prodotti di alta gamma - è in crescita, occupando già una fetta del 15% rispetto al totale prodotto. Tra i mercati internazionali in cui è presente ci sono Germania, Gran Bretagna, Svizzera, Austria, Singapore, Francia. La gamma dei prodotti è varia: ci sono creme spalmabili, mieli gourmet (che sono blend dai sapori intensi adatti a cucinare, nda), mieli bio, caramelle, pappa reale, pollini, cosmetici. Ma la fetta più sostanziosa della produzione è legata al millefiori e al miele di acacia, i più delicati e adatti - secondo il gusto italiano - per l'impiego come dolcificante".

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Quattromila tonnellate tra produzione e acquisti: ma la quantità annuale di miele a marchio Vangelisti è molto variabile. Ad incidere sono anche le condizioni climatiche. "Le api - chiude Vangelisti - sono ottime sentinelle per i cambiamenti climatici. E gli ultimi tempi sono stati critici. L'impressione è che ci sia una situazione di forte evoluzione, i mutamenti climatici sono innegabili. In Casentino, come nel resto d'Italia. Tutti hanno la responsabilità di impattare meno possibile sull'ambiente. Ecco perché la nostra azienda è tanto scrupolosa".

@MattiaCialini

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