Ordine commercialisti: vademecum agli imprenditori per gestire l’emergenza Coronavirus

Il presidente Grazzini: “Approfittare del rallentamento operativo per pianificare e programmare immediatamente la possibile gestione della crisi”

L’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili della provincia di Arezzo interviene sulla situazione delle imprese aretine alle prese con l’emergenza Coronavirus : “In una parola: flessibilità. La flessibilità è la chiave per la resilienza aziendale, in attesa delle indifferibili misure di sostegno del Governo e delle istituzioni”-  spiega il presidente Grazzini.

Grazzini si rivolge direttamente agli imprenditori.

"Un’azienda è come un organismo vivente: va protetta subito dall’emergenza, con misure adeguate. Non ci sono ricette valide per tutti, dipende dalle dimensioni e dal settore in cui si opera, tuttavia la tecnica dello struzzo non paga. Ogni imprenditore deve porsi subito il problema di come affrontare le prossime settimane, i prossimi mesi: mettersi a tavolino, approfittando del rallentamento operativo, per studiare e programmare con tutti i vertici aziendali sviluppando un “risk assesment”, come dicono gli inglesi: una valutazione dei rischi aziendali prevedendo delle possibili soluzioni in ogni ambito, per poi redigere un report dinamico aggiornato su: dipendenti; settore produttivo, settore commerciale/vendite e finanza aziendale”.

Grazzini suggerisce alcune misure concrete:

“Per i dipendenti: bisogna domandarsi come metterli al sicuro dai contagi, capire se con un 30/40% della forza lavoro malata o a casa l’azienda può operare senza danni; quali sono i processi essenziali da sostenere, capire se le figure chiave in caso di quarantena possano trovare dei sostituti, se non sia il caso di procedere subito ad una formazione in tal senso per creare sostituti a coloro che si dovessero ammalare. Per la produzione: individuare i punti di debolezza negli acquisti: chiedersi se i fornitori attuali sono in aree a maggiore rischio e se posso trovare dei sostituti. Per le vendite: occorre fare un budget suddividendo i clienti per aree geografiche e cercando di capire le dinamiche di diffusione del virus, impedire le visite degli agenti nei focolai attivi ma cercare anche di intuire se sia il caso di potenziare altri ambiti, come le vendite on line che potrebbero costituire un valido canale alternativo.  Per la finanza: è urgente pianificare una previsione delle riscossioni, tenendo conto del possibile calo in funzione del comportamento dei consumatori e dei clienti in funzione delle zone geografiche. Coinvolgere la banca cercando un nuovo scadenzario delle rate, con un atteggiamento trasparente e collaborativo; tagliare i costi non indispensabili razionalizzando al massimo, cercare di ottenere termini maggiori nei pagamenti dei fornitori.”

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