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Economia

UnoAerre: oltre 90 anni di storia. Dall'incontro di Gori e Zucchi, alla prima pietra in via Fiorentina fino ai giorni nostri

Da quel giorno sono passati oltre 90 anni e allora, come oggi, la UnoAerre continua ad essere una delle realtà produttive più rappresentative della città e del territorio

È stata la prima azienda ad aver depositato, nel 1935, il proprio marchio nel registro dell’allora Camera di Commercio. Era il 15 marzo 1926 quando Arezzo assistette alla nascita della "Gori e Zucchi" impresa che, da un piccolo laboratorio in via di Seteria, ha mosso i suoi passi fino a riuscire a cambiare per sempre il volto dell’intero comparto orafo. Da quel giorno sono passati oltre 90 anni e allora, come oggi, la UnoAerre continua ad essere una delle realtà produttive più rappresentative della città e del territorio.

Un’azienda che non solo ha fatto storia ma che ha dato lavoro a migliaia di uomini e donne creando maestranze specializzate e aprendo la strada a nuove generazioni di orafi. A fine degli anni ’40 gli operai e impiegati alle dipendenze della UnoAerre erano già 500 e, negli anni d'oro sono cresciuti fino a raggiungere le 4.000 unità. Intere generazioni hanno vissuto, respirato e prestato il proprio estro alla crescita di uno dei gioielli industriali di Arezzo.

La storia

(Tratta dal libro: “Nascita ed evoluzione del distretto orafo aretino” di Tiziana Nocentini) Determinante, per lo sviluppo industriale della lavorazione dell’oro, è stata l’industria Gori e Zucchi che nasce nel centro storico di Arezzo, in via di Seteria. Nel Registro delle Ditte della Camera di Commercio di Arezzo nell’Atto costitutivo troviamo la registrazione come “Laboratorio Gori & Zucchi”. L’oggetto sociale dichiarato era la fabbricazione degli oggetti di oreficeria. Grazie all’incontro di Leopoldo Gori, rappresentante di commercio e di recupero di residui di metallo prezioso negli scarti dei laboratori artigiani e Carlo Zucchi, artigiano e gestore di un piccolo negozio di oreficeria. I due si conobbero cinque anni prima. Avevano esperienze di vita diverse. Leopoldo Gori era senese, aveva preso parte alla Grande Guerra, ed aveva intrapreso studi umanistici. Avviò la sua attività di recupero di residui orafi nel 1913 nella sua città natale. Investì i suoi risparmi in una ditta farmaceutica che dopo pochi anni fallì. Carlo Zucchi ereditò invece, dal padre, la bottega dove produceva fedi nuziali ed altri piccoli oggetti di oreficeria. Per la sua attività di “recupero residui” Leopoldo Gori operava, oltre che a Siena, anche ad Arezzo e proprio qui conobbe Carlo Zucchi. La nuova industria nasce il 15 marzo del 1926 e venne fondata “con un capitale sociale di 100.000 lire, 50.000 lire per ciascun socio”. Nonostante la forte “deflazione che segue nei tre anni successivi e la successiva “grande crisi” internazionale del 1929, il personale aumenta di numero. Inizia l’opera di educazione delle maestranze da parte dei due soci. Nel 1935 entrò in vigore la legge sui marchi di identificazione delle aziende orafe. La Gori e Zucchi, che allora era l’unica industria di Arezzo, ricevette il marchio Uno A Erre e solo tre anni più tardi furono concessi i marchi successivi.

Gli anni Trenta, per l’azienda, furono gli anni del progresso tecnologico. Da qui nascono le ricerche di studio, laboratori, scuole interne, impianti chimici, affinazione dei metalli, tutte attività che ancora caratterizzano le lavorazioni dell’azienda.

L’attività della Gori & Zucchi fu gravemente danneggiata nel gennaio del 1943 quando lo stabilimento fu distrutto dai bombardamenti. Nel 1944 l’edificio subì gravi danni ma nonostante ciò la produzione non si arrestò. Lo stabilimento, alla fine del secondo conflitto mondiale, venne spostato situato in via Vittorio Veneto nei locali di un ex biscottificio ed arriverà ad occupare, nel 1948, 150 unità per raggiungere, a metà degli anni cinquanta, 500 addetti. Alla fine degli anni cinquanta all’interno dell’azienda cominciarono le produzioni di gioielleria con i diamanti. Il 10 aprile del 1961 il vice Presidente della Camera dei Deputati, Brunetto Bucciarelli Ducci, pose la prima pietra del nuovo stabilimento della società Gori & Zucchi “la grande industria orafa che con i suoi quasi mille dipendenti, le sue moderne attrezzature e la sua complessa organizzazione commerciale, è oggi la più importante del settore in Italia e in Europa”. Il 18 novembre del 1966 venne inaugurato il nuovo stabilimento di Via Fiorentina che sorgeva in un’area di 60mila metri quadrati dove furono impiegati millecinquecento dipendenti. Gli anni del miracolo economico furono quelli di maggior sviluppo. Infatti la UnoAErre andò incontro al grande processo di meccanicizzazione e porrà particolare attenzione alla ricerca continua di nuove lavorazioni del metallo prezioso. A partire dagli anni settanta, Uno A Erre comincerà ad attuare un processo di decentramento delle proprie attività. Dal reparto progettazione e costruzione di macchinari nascerà la M.G.Z. e la Chimet per il recupero dei residui dei metalli. La EmmeGiZeta (Metalmeccanica Gori & Zucchi) sorge nell’area industriale di San Zeno, alle porte del capoluogo. M.G.Z. apre nel 1973 ed impiega 150 unità che si sono formate all’interno della Uno A Erre e dirette dall’ingegner Giovanni Mazzini già direttore tecnico della Uno A Erre. Due i tipi di produzione svolti all’interno dell’industria meccanica: macchine automatiche per l’industria orafo-argentiera e macchine per lavorare il filo come laminatoi speciali e arabescatici per filo e creazione di catene ornamentali e di minuterie metalliche per bigiotteria utile a calzaturifici, borsettifici e aziende di abbigliamento. Nel 1978 fu fondato a Firenze “L’Atelier di arte orafa Gori e Zucchi” dove venivano promossi convegni. Questa iniziativa, come quella che fu intrapresa tra il 1964 e il 1970 dal “Consorzio Internazionale per la medaglia e la targhetta d’arte” e l’avvalersi di artisti di fama internazionale, hanno permesso all’azienda di essere conosciuta in tutto il mondo. In occasione del cinquantesimo dalla fondazione della Gori & Zucchi, fu sottolineato, nel discorso di apertura dal Presidente della Camera di Commercio, Industria e Artigianato, avvocato Niccolai, che grazie alle qualità “promozionali ed organizzative dei titolari, che dell’equipe di tecnici e di lavoratori gli uni e gli altri dimostratisi capaci di acquisire esperienza e preparazione professionale di grado molto elevato. Ne è conferma il processo di filiazione che è derivato dalla Gori & Zucchi e che ha visto nel corso degli ultimi anni, numerosi ex dipendenti dell’azienda, in essa formatisi a livello professionale ed in parte anche imprenditoriale, dare vita a nuove autonome attività nel campo dell’oreficeria, sicchè si è verificato quello straordinario fenomeno che ha portato al moltiplicarsi di iniziative nelle città e nelle vallate facendo della lavorazione dell’oro e dell’argento uno dei settori qualificanti dell’industria e dell’economia aretina”. Il massimo sviluppo del settore orafo e della Uno A Erre è riconducibile agli anni ottanta quando l’azienda leader completò la sua formazione con la creazione della società capogruppo, appunto la Uno A Erre, e delle sub-holding soprattutto estere; fra queste la Gori e Zucchi INC di New York, quella di Tokyo, di Vienna e di Parigi. La Uno A Erre, fu acquistata nel 1999 dalla Morgan Grenfell Private Equity-Deutsche Bank; è tornata da pochi anni sotto il controllo di una delle famiglie fondatrici, la Zucchi di Arezzo. Nel 2012 è stato Sergio Squarcialupi, patron di Chimet, ad acquistare la UnoAerre.

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