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Una holding con Unicredit e Intesa per salvare Banca Etruria? Lo scenario

Una holding per salvare Banca Etruria. L'idea è stata svelata qualche giorno fa dal Sole 24 Ore, occorre comprendere la fattibilità del progetto. Soprattutto bisogna interpretare l'orientamento di Unicredit e Banca Intesa, i due giganti che -...

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Una holding per salvare Banca Etruria. L'idea è stata svelata qualche giorno fa dal Sole 24 Ore, occorre comprendere la fattibilità del progetto. Soprattutto bisogna interpretare l'orientamento di Unicredit e Banca Intesa, i due giganti che - secondo Milano Finanza - sarebbero chiamati al maggior esborso per mettere in piedi il salvataggio, sotto la regia del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd). L'intervento del fondo, ventilato in estate, è plausibile, soprattutto perché il Fitd è già operativo per situazioni analoghe a quella di Banca Etruria: ovvero le crisi di Carife e Banca Marche.

Un modello replicabile? Soci e dipendenti di Banca Etruria sono alla finestra, perché l'evoluzione del quadro di Carife e Banca Marche - commissariate prima di via Calamandrei - potrebbe anticipare quel che avverrà ad Arezzo. Proprio ieri mattina si è svolta una riunione tra responsabili del personale e rappresentanti sindacali, per fare il punto della situazione, in attesa delle mosse che definiranno il futuro dell'istituto di credito aretino.

I tempi La holding, una società-veicolo con partecipazioni - proporzionali alla grandezza - di più istituti nazionali, dovrebbe mettere in campo circa 1,5 miliardi per il salvataggio del terzetto Carife, Marche, Popolare dell'Etruria. Il Sole 24 Ore ha accennato a tempi piuttosto brevi (entro settembre) per la realizzazione, qualora il progetto decolli. Un piano subordinato, ovviamente, al benestare dei giganti Unicredit e Intesa (che secondo gli analisti di Equita dovrebbero mettere a disposizione 250 milioni l'uno) i quali ufficialmente non si sono esposti.

Le conseguenze per soci e personale Quali sarebbero le conseguenze per correntisti, soci e dipendenti? Banca Etruria (commissariata) è pedina di uno scacchiere nazionale complesso, non più protagonista del proprio destino. Le banche della holding diverrebbero socie influenti. D'altro canto la holding di salvataggio scongiurerebbe il bail-in, misura che, dal 2016, permetterebbe - in caso di crisi - anche il prelievo forzoso dai conti correnti oltre i 100mila euro. Un risanamento immediato, poi, garantirebbe un certo grado di sicurezza sia per il futuro del personale che delle filiali. Da registrare, tuttavia, la possibilità - non esclusa dal Sole 24 Ore - che alcuni fondi per il risanamento possano provenire dai titolari di obbligazioni subordinate, quelle a maggior rischio. Per salvare le tre banche in crisi, ai 1.500 milioni della holding, si dovrebbero sommare 700 milioni di obbligazioni. Solo per Banca Etruria, riporta il Sole, l'ammontare dei prestiti subordinati è di circa 150 milioni. Non rimane che attendere.

@MattiaCialini

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