Ubi e il terzo settore a confronto. Per l'Etruria fusione alle porte, Manella: "Arezzo polo logistico"

Un passo dopo l'altro. Ubi continua il proprio cammino di inserimento all'interno del territorio aretino. Un percorso iniziato la scorsa primavera dopo l'acquisizione della Nuova Etruria nella propria famiglia. Oggi il gigante del credito...

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Un passo dopo l'altro.

Ubi continua il proprio cammino di inserimento all'interno del territorio aretino. Un percorso iniziato la scorsa primavera dopo l'acquisizione della Nuova Etruria nella propria famiglia.

Oggi il gigante del credito italiano ha conquistato un proprio spazio e una propria credibilità. Forte e salda.

Mission della banca quella di intraprendere un cammino incentrato fortemente sulle territorialità e sull'impronta prettamente locale.

In questo contesto si inserisce l'incontro che ha preso il via questo pomeriggio all'interno di Palazzo Cavallo dove i vertici di Ubi, in primo luogo l'amministratore delegato Silvano Manella, hanno incontrato l'amministrazione locale, la diocesi e buona parte delle realtà del terzo settore che operano nel territorio provinciale e comunale. "L'impegno di Ubi - spiega Silvano Manella - è di andare a investire in questo settore che oggi rappresenta il 4% del Pil nazionale e con la nuova riforma andrà a potenziare i propri benefici fiscali. al 2011 esiste ubi comunità per questo settore". Recentemente, non più tardi della scorsa settimana, si sono concluse con successo le trattative per l'inclusione definitiva di Banca Adriatica all'interno del gruppo bergamasco.

La prossima in ordine cronologico sarà la pratica riguardante la Nuova Etruria o Banca Tirrenica.

“Il perfezionamento della fusione di Banca Tirrenica e Banca del Vecchio in UBI Banca è programmato entro la fine del prossimo mese di novembre, mentre quello di Banca Teatina entro la fine del mese di febbraio 2018. La fusione delle tre suddette incorporande non produrrà alcuna variazione nel numero delle azioni e nel capitale sociale di UBI Banca, essendo dette incorporande detenute direttamente o indirettamente al 100% dalla stessa UBI Banca, né qualsivoglia modifica dello statuto sociale dell’incorporante”.

"Dal 27 di novembre si attuerà la fusione definitiva - ha sottolineato ancora l'ad Manella - e da quella data saremo in grado di operare a pieno regime in tutta la toscana dove era presente Banca Etruria. Anche le trattative sindacali siamo alle battute finali e per tanto non possiamo anticipare alcuna indiscrezione. Per quello che concerne invece il futuro della sede di via Calamandrei oltre ad essere destinata a diventare la direzione di area per Arezzo e provincia sarà anche un polo logistico per varie attività di fondamentale importanza".

NOTA DI UBI BANCA RELATIVA AD ACCORDO SINDACALE

Nel tardo pomeriggio Ubi Banca ha inviato una nota in cui si annuncia un accordo sindacale che in questa prima fase andrà ad interessare Banca Adriatica. Ecco il testo integrale:

UBI Banca informa che in data odierna è stato siglato, con tutte le Rappresentanze Sindacali, l’Accordo Quadro che completa il percorso avviato il 15 giugno scorso con la procedura di legge e di contratto relativa all'aggiornamento del Piano Industriale, conseguente all'acquisizione e all’integrazione delle 3 Banche (Banca Adriatica, Banca Tirrenica e Banca Teatina) nell’ambito del nuovo assetto organizzativo del Gruppo.

L’Accordo, concluso in concomitanza con la prima delle 3 migrazioni previste in UBI Banca, relativa a Banca Adriatica (ex Nuova Banca Marche) e alla controllata Carilo, contiene un “quadro” di regole da applicare nelle fasi di progressiva attuazione del Piano Industriale, volte ad accompagnare i processi riorganizzativi e di evoluzione strategica del Gruppo e gestire, nel contempo, le ricadute sulle condizioni di lavoro del Personale, secondo criteri di sostenibilità sociale ed economica, con attenzione all’occupazione e alla territorialità, pur nei necessari processi di ristrutturazione ed efficientamento complessivo del Gruppo, finalizzati al conseguimento degli obiettivi e delle sinergie definiti nell’ambito del Piano Industriale medesimo.

Gli aspetti salienti dell’intesa riguardano:

l’attivazione di un Piano di esodo anticipato e incentivato, che consente in questa prima fase a ca. 400 Risorse complessive nel Gruppo, che maturano i relativi requisiti previdenziali entro il 31.12.2024, l’accesso volontario al trattamento pensionistico ovvero alle prestazioni del Fondo di Solidarietà di Settore.

L’uscita di tali risorse è prevista già a partire dal mese di gennaio 2018.

I costi di tutti gli esodi comporteranno ulteriori oneri nel conto economico dell’esercizio pari a circa 50 milioni lordi che saranno contabilizzati nei risultati nel quarto trimestre del 2017 a seguito degli accordi raggiunti. Le sinergie attese sono in linea con le previsioni di Piano Industriale;

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la conferma e l’ampliamento, in tutte le realtà aziendali di nuova acquisizione, dell’istituto del part-time, il mantenimento delle flessibilità connesse anche a temporanea sospensione dell’attività lavorativa (misure di cd. “Solidarietà difensiva”) concordate presso le Bridge Banks, nonché la facoltà per tutte le Risorse del Gruppo di richiedere volontariamente per l’anno 2018 periodi di congedo straordinario, nell’ottica di conseguire sinergie di costo con forme compatibili di politiche sociali;

soluzioni anche di tipo organizzativo, consistenti nella individuazione di poli e presidi operativi decentrati, volte alla tutela dell’occupazione e delle professionalità direttamente sui territori di riferimento delle Risorse interessate, anche supportate da idonei percorsi di riconversione, riqualificazione e formazione delle stesse.

Alle successive fasi di realizzazione del Piano strategico, seguiranno gli ulteriori processi e iniziative per la necessaria e complessiva razionalizzazione degli organici del Gruppo e il conseguente contenimento dei costi operativi. Infine, proseguirà il piano di ricambio generazionale secondo le entità già definite dal suddetto Piano Industriale, correlato principalmente all’iniziativa di esodo, prevedendo, a sostegno anche dell’occupazione giovanile, l’ingresso entro il 2018 di ca. 130 nuove risorse, prevalentemente di prima occupazione.

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