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Ubi e la cessione delle filiali a Bper, Faltoni (Fabi): "Ripercussioni per centinaia di aretini"

"A fine febbraio ci sarà la cessione a Bper di 500 filiali di Ubi (18 in Toscana, forse tutte ad Arezzo), con un’appendice di un’ulteriore vendita di 30 filiali (in questo caso di Banca Intesa) nel giugno 2021"

"Sull’acquisizione di UBI Banca da parte di Intesa, con il coinvolgimento di Banca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper), questa è la tempistica". A tracciare la mappa temporale del passaggio è Fabio Faltoni, segretario provinciale coordinatore della Fabi – Federazione Autonoma Bancari Italiani, il primo sindacato in Italia nel settore bancario.

"Nella primavera 2021, Ubi– che fa già parte del Gruppo Intesa – sarà definitivamente integrata in Intesa. Però, prima di questa data, e cioè a fine febbraio, ci sarà la cessione a Bper di 500 filiali di Ubi (18 in Toscana, forse tutte ad Arezzo), con un’appendice di un’ulteriore vendita di 30 filiali (in questo caso di Banca Intesa) nel giugno 2021. Sembra ormai certo che Bper non si prenderà solo le 500 filiali, ma anche alcune porzioni di uffici. Ora, dopo l’insediamento del nuovo cda di Ubi  proprio in questi giorni, non dovrebbe tardare la pubblicazione dell’elenco filiali e degli uffici ceduti (il vero e proprio “ramo d’azienda”, come da codice civile)".

Ma quale tipo di ripercussioni potrebbe avere questa operazione? "Questa grande operazione bancaria avrà delle forti ripercussioni anche nella nostra provincia, dove la metà dei dipendenti bancari (circa mille su duemila) lavora per UBI - in pratica la ex BancaEtruria - e per Intesa".

Già Lando Maria Sileoni, il segretario generale della Fabi – il primo sindacato nel settore in Italia - ha dichiarato che “Per il successo dell’operazione, devono essere salvaguardate le professionalità di Ubi”.

Rivolgendoci sia a Intesa che a Bper , che al momento ha solo due filiali nella provincia, ma che poi diventerà anche da noi un Istituto molto importante - prosegue Faltoni - pure a livello locale è massima la nostra attenzione per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, cioè per la salvaguardia della mobilità, per la valorizzazione di tutti i dipendenti coinvolti, per la migliore integrazione delle filiali Ubi - quindi del personale - nella rete di Intesa e in quella di Bper, per il futuro degli uffici di Ubi e di Ubi (si devono spostare i lavori e non i lavoratori, come già riuscimmo a fare tre anni fa, quando l’Etruria entrò in Ubi) e per IWBank. Infine, quante delle annunciate duemilacinquecento assunzioni in Intesa, coinvolgeranno Arezzo?
Gli organi amministrativi delle tre banche coinvolte possono fare affidamento sulla grande e riconosciuta professionalità dei dipendenti di tutte e tre le banche coinvolte, che saranno all’altezza anche di questa nuova sfida professionale, per il bene dei clienti e dei territori. Però, anche da chi ha ruoli di responsabilità, ci aspettiamo la stessa attenzione e sensibilità.  

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