rotate-mobile
Economia

Il rimbalzo del turismo in provincia di Arezzo dopo il tonfo dei mesi scorsi. L'Irpet: "Ma per il 2022 c'è ancora incertezza"

Anche secondo l'Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana sul territorio si è registrata una crescita importante nei primi mesi del 2021, dopo il crollo turistico a seguito della fase iniziale della pandemia e quello dello scorso inverno. Gli scenari futuri

Arriva anche la certificazione dell'Irpet del rimbalzo del turismo nell'Aretino, dopo i dati forniti dal Comune circa un'estate 2021 da record. Secondo l'Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana sul territorio si è registrata una crescita importante nei primi mesi del 2021, dopo il crollo turistico a seguito della fase iniziale della pandemia e quello dello scorso inverno, che aveva visto, tra le altre misure, la sospensione della Città del Natale.

Il quadro regionale

"Il Covid-19 si è abbattuto nel 2020 con particolare virulenza sull’economia turistica della Toscana - si legge nella nota congiunturale di Enrico Conti - (...). Un settore che negli ultimi due decenni si è fortemente internazionalizzato e ha trovato nel turismo straniero, in particolare extraeuropeo, praticato dai nuovi ceti benestanti frutto dell’ultima fase della globalizzazione, elementi di dinamismo e resilienza alla debolezza della domanda interna, accentuatasi dopo la crisi del 2008". E chi viveva di turismo straniero, senza dubbio, è stato tra i più penalizzati dalla pandemia che ha di fatto impedito gli spostamenti in aereo e di più lunga tratta, abbattendosi in particolare sulle "forme di viaggio organizzate e alle strutture collettive, premiando invece, seppur solo in termini relativi come è ovvio, gli spostamenti a più corto raggio, le forme auto-organizzate, e le tipologie ricettive più capaci di garantire o far percepire il distanziamento sociale". Il crollo della domanda extraeuropea ha inciso in modo particolare "sul turismo in città d’arte e su alcune aree collinari, nonché sulla ricettività alberghiera, e ha contribuito considerevolmente a ridurre il consumo turistico e il suo impatto sull’economia regionale. Fortunatamente la Toscana (...) è un’economia turistica solida proprio perché caratterizzata dalla multidimensionalità, dalla capacità di offrire, talvolta in un solo viaggio, molteplici motivazioni di visita". Ed ecco infine perché la regione è riuscita a limitare i danni. "La Toscana - prosegue il report - ha rappresentato quest’anno una delle mete preferite da quella grande quantità di italiani e di toscani abituati a trascorrere almeno una parte delle proprie vacanze estive all’estero o in altre regioni, che ha invece deciso di soggiornare sul litorale o in un contesto montano o rurale toscano, in una struttura extra alberghiera outdoor, in una casa in affitto o, ancor meglio, nella propria seconda casa. Un fenomeno, quest’ultimo, per definizione non sufficientemente registrato nelle statistiche ufficiali ma evidente non appena si consultino fonti non ufficiali e qualitative. Ciò ha permesso di limitare i danni a quelle destinazioni in particolare della costa e montane, che hanno potuto approfittare della pausa estiva dell’epidemia per recuperare parzialmente le perdite di mancate aperture dei mesi primaverili". 

irpet-3

Il dettaglio delle aree

Per quanto riguarda le aree della regione e l'andamento turistico nei primi 8 mesi dell’anno, gli ambiti balneari mostrano una maggior tenuta nel complesso del periodo 2019- 2021 grazie soprattutto alla componente domestica dei toscani e degli altri italiani, e nel 2021 grazie al ritorno in maggior numero dei turisti europei. D'altronde le spiagge hanno beneficiato dell'allentamento delle restrizioni per via dell'andamento pandemico più clemente, sia nel 2020 che nel 2021. "A seguire rispetto agli ambiti balneari in termini di tenuta complessiva - spiega il rapporto - emergono a distanza alcuni territori caratterizzati dal turismo rurale montano e collinare particolarmente premiati dalla componente italiana e dal ritorno degli europei. Tra tutti la Lunigiana, e la val d’Orcia, ma anche alcuni territori collinari e montani della provincia di Arezzo". A seguire ci sono sono poi territori "collinari e città d’arte che stanno intorno alle media regionale sia per quanto riguarda il crollo del 2020 (-55%) che il recupero del 2021 (+24%)". Tra questici sono 'Le terre di Valdelsa e Etruria Volterrana' e la 'Valdichiana senese', "la cui performance sarebbe migliore e simile a quella della vicina Val d’Orcia se escludessimo dall’ambito la località di Chianciano terme che ha una risultato particolarmente negativo in linea con quello realizzato da Montecatini (essendo particolarmente legate al turismo termale, nda)". E poi ci sono Arezzo e Siena che condividono un risultato vicino alla media regionale sia nel 2020 che nel 2021. "Tutti questi ambiti si trovano nel 2021 a dover recuperare poco meno della metà delle presenze del 2019".

irpert2-2

Ci sono inoltre situazioni più particolari, frutto di una oscillazione più spiccata, "sia in negativo nel 2020, che in positivo nel 2021". Sono ad esempio il Chianti e l’Empolese Montalbano e un ambito contenente una città d’arte di primo livello come Lucca. "Per tutti e tre conta in negativo il venir meno dei flussi di turismo straniero e in particolare americano e inglese nel 2020 e in positivo il ritorno degli europei e degli italiani nel 2021". C'è anche chi continua a faticare: "vi sono gli ambiti che ancora nell’agosto 2021 appaiono complessivamente più in difficoltà nel recuperare i volumi pre-pandemici, Firenze e l’area fiorentina con i suoi satelliti turistici (Prato e il Mugello), la Valdinievole con Montecatini, e le Terre di Pisa. Per Firenze e Montecatini in particolare pesa la debacle complessiva del prodotto città d’arte e in particolare il contributo che, in negativo, porta la riduzione dei flussi extra-europei nel 2020 e il loro ancora flebile ritorno nei mesi tra maggio e agosto del 2021", aggiunge il rapporto.

Una previsione

"Data l’incertezza persistente in termini di andamento della pandemia a livello mondiale mai come in questo momento fare previsioni rispetto al possibile andamento dei mercati appare rischioso ed occorre dunque ragionare per macro-scenari", si legge nelle conclusioni. Un'ipotesi favorevole è quella in cui la pandemia resti sotto controllo almeno nei paesi che hanno potuto avere accesso al vaccino. Posta questa premessa il rapporto spiega: "Pur ipotizzando il realizzarsi di questo scenario, permangono tuttavia ulteriori elementi di incertezza, legati al ripristino della propensione a viaggiare su lunghe tratte intercontinentali, in presenza di regole, certificazioni e restrizioni ancora in vigore e di una incertezza sulle condizioni sanitarie e sui servizi sanitari nei paesi di destinazione. Ulteriore elemento di cautela riguarda poi la capacità e la propensione alla spesa dei turisti, che ovviamente ha risentito delle conseguenze economiche della pandemia, come suggeriscono i dati di Banca d’Italia sulla spesa turistica procapite relativi all’anno 2020. Nel complesso dunque è probabile che a dominare il 2022 saranno ancora i mercati interni, per i quali la concorrenza tra regioni certamente aumenterà, e i mercati europei, che costituiscono una chiave importante del recupero dei livelli prepandemici, insieme al mercato cruciale per eccellenza per molte destinazioni toscane tra quelle più toccate dagli effetti economici del virus, quello degli statunitensi. Il loro ritorno, atteso su una scala più elevata dell’attuale, è previsto soprattutto nella primavera del 2022 e anche da ciò dipenderà la capacità della regione di ridurre significativamente e ulteriormente quel gap di presenze rispetto al tempo precedente la crisi che oggi misuriamo tra il 30% e il 40%, ma che permane più ampio se tradotto in termini di consumo e di impatto economico", conclude il rapporto.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il rimbalzo del turismo in provincia di Arezzo dopo il tonfo dei mesi scorsi. L'Irpet: "Ma per il 2022 c'è ancora incertezza"

ArezzoNotizie è in caricamento