Economia

Turismo, dal crollo dei visitatori al calo dei nuovi contratti di lavoro. Ad Arezzo -35,8 per cento

L'altro volto della medaglia del calo dei visitatori riguarda i posti di lavoro persi. L'indagine Irpet mostra come in Toscana ci sia stato un crollo anche dei contratti di avviamento al lavoro

Un anno difficile, difficilissimo, per il turismo. I riflessi della pandemia si sono fatti sentire in modo pesante in questo settore che per mesi è rimasto in un limbo di attese e speranze. I dati dello studio dell'Irpet parlano chiaro: ad Arezzo nel 2020 c'è stato un calo di visitatori pari al 53,8 per cento. E' andata meglio nelle vallate: dal Valdarno aretino (-45,6) alla Valdichiana (-48,7) fino a Casentino e Valtiberina, dove il calo è stato un po' meno vertiginoso (rispettivamente -38,5 e -38,8).

Ma cosa è accaduto in termini di posti di lavoro? Lo studio dell'Irpet prende in esame anche questo importantissimo aspetto. 

"Il blocco dei licenziamenti imposto per legge - si legge nel rapporto - falsa in parte le statistiche sulle cessazioni, laddove si confronti il 2020 con il 2019: esiste infatti una parte di lavoro congelato, sottoutilizzato o non utilizzato che resta nella disponibilità delle imprese. Quanto ai contratti di lavoro avviati nel settore dei servizi turistici, ce ne sono stati nel 2020 circa centomila in meno, con una flessione del 44,5 per cento: il triplo rispetto ai meno 34 mila del complesso dell’industria manifatturiera (-29,3%) o degli altri settori dei servizi (-10,4%), sei volte in più rispetto ai meno 17 mila del commercio (-27,3%) e tredici volte il volume mancante nei contratti del settore dei trasporti e magazzinaggio (-26,6%)".

A subire di meno le conseguenze sono state le città d’arte (-59 per cento, solo a Firenze -65,3 con poco meno della metà del calo complessivo dei nuovi contratti nella regione), mentre più resilienti si dimostrano gli ambiti costieri (-24,4%) o montani (-37,8%).   L’isola d’Elba riduce gli avviamenti ‘solo’ del 14,9 per cento e la Maremma e la Costa degli Etruschi del venti. Il saldo invece, dato complessivo dell’intera Toscana, dice che tra avviamenti e cessazioni mancano alla fine dell’anno, rispetto al 2019, circa 12 mila contratti. 

E la provincia di Arezzo? La perfromance peggiore è quella del Valdarno, con un calo del 37,7 per cento dei contratti di avviamento. Poi l'area della città, che segna -35,8. La segue a ruota la Valdichiana aretina con -35,7. In Casentino gli avviamenti sono crollati del 31,5. In Valtiberina emerge il dato più contenuto: -25,5.

contratti turismo anno pandemia-2

Fanno da contraltare poi le strutture e attività ricettive e della ristorazione che cercano personale e sono in difficoltà a reperirlo sul mercato del lavoro. Una situazione più volte segnalata dalle categorie economiche ma che, al momento, non rientra nello studio dell'Irpet.

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