Venerdì, 25 Giugno 2021
Economia

Spike Lee attacca Prada: "Assuma stilisti neri". E l'azienda crea il "Consiglio per la diversità aziendale"

Mossa del Gruppo che mette a capo del nuovo organismo due afroamericani

Prada annuncia la creazione di un “Diversity and inclusion advisory council” presieduto dalla popolare regista e produttrice cinematografica americiana Ava DuVernay e dall'artista Theaster Gates, le cui opere sono state recentemente ospitate alla Fondazione Prada di Milano. L'iniziativa, che coinvolge due importanti personalità afroamericane, viene letta come lodevole, inserendosi in un percorso volto a cambiare la cultura aziendale, ma anche come risposta a casi di cronaca che hanno recentemente riguardato il Gruppo.

Le intenzioni dell'iniziativa

Il Consiglio fornirà - spiega la nota di Prada - consulenza al gruppo per gli investimenti che saranno fatti per supportare talenti diversi e per aumentare le opportunità degli studenti di colore (of color) nell’industria della moda. Il Consiglio darà un contributo ai processi aziendali e collaborerà con altre personalità della cultura e dell’arte, con università e centri di ricerca. Saranno istituite borse di studio e offerti stage nelle sedi Prada del mondo.

L'attacco di Spike Lee

Ecco i casi di cronaca in questione. Una decina di giorni fa il celebre regista americano Spike Lee aveva attaccato frontalmente Prada (e Gucci). Lo scorso settembre era stato ospite della Fondazione Prada a Milano, ma qualcosa si è rotto e su Instagram il messaggio è stato forte: "Io non indosserò mai più Prada o Gucci finché non assumeranno stilisti neri che siano in quella stanza quando vengono prese le decisioni. È ovvio che quelle persone non hanno la più pallida idea di quando si diventa razzisti attraverso un immaginario di odio nei confronti dei neri. Svegliatevi".

Il caso "Pradamalia"

Lo scorso dicembre, l'azienda era stata accusata di razzismo Oltreoceano ed era stata costretta a ritirare dal mercato alcuni gadget a forma di scimmia. Il caso era esploso per la denuncia di Chinyere Eize, avvocatessa del New York Center for Constitutional Rights. In uno store di Prada, la donna aveva notato le immagini di gadget della serie Pradamalia, a forma di scimmia, somiglianti al personaggio Little Black Sambo, libro per bambini del 1899 scritto e illustrato di Helen Bannerman. L'autrice perseguiva finalità lontane dal razzismo, ma i tratti distintivi di Sambo erano in stile pickaninny, che fa proprie caricature razziste nei confronti degli afroamericani. All'iniziale protesta, sollevata tramite social, si erano aggiunte numerose voci, anche di personaggi del mondo dello spettacolo. Montando la critica, il gruppo aveva deciso così di ritirare i gadget in questione, accompagnando l'iniziativa da due comunicati. Tra cui uno di scuse.

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