Economia

Sospensione dei pagamenti, Cna: "Vale solo per un'impresa su tre"

Il direttore Edi Anasetti: "Questo non è uno Stato vicino agli imprenditori. Così si escludono migliaia di imprese in difficoltà finanziarie causa Covid-19"

“Si fa presto a parlare di rinvii delle scadenze fiscali con l’intenzione di dare ossigeno e lasciare risorse nelle casse delle piccole e medie imprese quando poi, a ben guardare, ne può beneficiare solo un’impresa su tre – è il commento di Edi Anasetti direttore Cna Arezzo - Così si escludono migliaia di imprese in difficoltà finanziarie causa Covid-19. Il decreto liquidità, infatti, stabilisce la sospensione di due mesi dei pagamenti fiscali e contributivi fissati il 16 aprile ed il 16 maggio solo per le imprese con perdite di fatturato a marzo e aprile di almeno il 33% rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente”. 

“Una limitazione che, per difficoltà nel ricostruire la corretta imputazione delle fatture di competenza dei periodi da mettere a confronto, e per la non coincidenza tra fatturazione e incasso, rischia di obbligare ad effettuare i versamenti già del prossimo 16 aprile a migliaia di imprese che non hanno disponibilità finanziarie, includendo quelle che sono state costrette a interrompere l’attività a seguito dei decreti governativi”.

Ma c’è di più: le prime, quelle del Cura Italia, e le nuove scadenze moltiplicano i versamenti in scadenza a maggio e giugno. “C’è il rischio che molti contribuenti avranno difficoltà ad effettuare i versamenti dato che, nel frattempo, le misure sulla liquidità contenute nello stesso decreto stenteranno ad arrivare. In questa fase di emergenza e di inefficacia normativa, slittare significa solo rimandare a breve il problema e accumulare problematicità anziché risolverle”. 

Un decreto liquidità doppiamente penalizzante quindi per i soggetti più in difficoltà: non ha centrato l’obiettivo dell’emergenza liquidità facile e veloce sul fronte del credito, non ha evitato penalizzazioni, interventi temporanei, sovrapposizioni di pagamenti sul fronte fiscale. 

“Oltre a rischiare di non concedere vero credito aggiuntivo alle imprese – precisa il direttore - non si provvede neanche ad allargare la sospensione dei pagamenti ai tributi locali, per i quali si lascia l’ultima parola ai Comuni, e agli avvisi bonari: in sostanza si illude e si delude. L’emergenza in atto imporrebbe invece misure straordinarie chiare e decise: non la sospensione ma la cancellazione di imposte e tributi per tutte le attività chiuse a seguito delle disposizioni di legge. Diventa indispensabile se non si vuole aggravare definitivamente la situazione e gettare nella disperazione migliaia di artigiani e piccoli imprenditori. Lo Stato in questo momento sia con i fatti davvero vicino agli imprenditori”.

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