Giovedì, 18 Luglio 2024
Economia

Siccità e agricoltura: razionata l'acqua del Calcione. Pozzi sotto stress, la mappa dell'emergenza

Il grido d'allarme degli agricoltori: "Situazione insostenibile, soprattutto nel sud della Valdichiana". A rischio olivi, orticole, girasoli, mais. E il prezzo del carburante che alimenta le pompe è triplicato

Una situazione critica e in alcune zone, non allacciate all'invaso di Motedoglio, drammatica. La siccità che sta duramente colpendo l'Aretino, come del resto buona parte d'Italia, si sta ripercuotendo anche sull'agricoltura e sugli allevamenti della provincia. Olivi, girasoli, mais, orticole: ecco le colture più danneggiate dalla scarsità d'acqua.

Siccità: è anche un problema burocratico

"E' un dramma: tante colture si stanno rovinando", spiega Lidia Castellucci, presidente di Coldiretti Arezzo. Nella sua azienda nel comune di Castiglion Fiorentino può osservare da vicino le conseguenze della carenza d'acqua, perché proprio alcune zone della Valdichiana non usufruiscono della riserva di Montedoglio. "Molti campi soffrono e anche chi ha un sistema irriguo ha problemi, i bacini si stanno asciugando. Mi auguro che vengano sbloccati i fondi per l'allaccio all'invaso della Valtiberina. La buracrazia rischia di fare più danni della vera siccità: adesso ci vorrebbe una legge speciale per permettere di fare invasi aziendali. Senza contare gli ulteriori danni: io ho un agriturismo, potenziali turisti dalla Danimarca sono a rischio. Ci stanno chiedendo dalle agenzie: 'ce l'avrete ancora l'acqua ad agosto?'"

Problemi a Foiano e Castiglion Fiorentino

Confagricoltura Arezzo, tramite le parole del presidente Carlo Bartolini Baldelli, traccia una mappa provinciale dell'emergenza. Come detto, la situazione è più pesante in quei territori che non hanno capacità irrigua, ovvero che non sono serviti da Montedoglio. A partire dalla Valdichiana del sud, come nei territori comunali di Foiano e Castiglion Fiorentino. "C'è grande difficoltà per gli orticoltori e i frutticoltori, come del resto per gli olivicolturi. Le vigne iniziano ad essere in sofferenza, ma le viti sono piante che resistono un po' meglio. Senza considerare che ormai anche i pozzi privati sono sotto stress", conclude Bartolini Baldelli.

Altrove bovini senz'acqua mandati al macello

"Purtroppo - aggiunge il direttore della Cia Arezzo Massimiliano Dindalini - ho notizie di un razionamento dell'acqua alla diga del Calcione. Ci sono due linee destinate ai campi: prima erano entrambe attive contemporaneamente, adesso vengono attivate a giorni alterni. Vanno in crisi le campagne di Lucignano, Foiano della Chiana, Rigomagno e altre zone del Senese. Non solo, ci sono colture come il mais che necessitano di molta acqua: ci sono agricoltori che sanno già che i volumi concessi loro non basteranno. Sono preoccupatissimi. Se aggiungiamo il caro carburante, le dimensioni delle problematiche si ingigantiscono. A seguito della guerra il gasolio agricolo, che alimenta le pompe dell'acqua, è passato da 50-60 cent di inizio anno a 1,50-1,60 euro. Il prezzo è triplicato. Chi gestisce le risorse idriche e gli approvvigionamenti deve dare priorità chiare. Non c'è dubbio che il consumo umano venga prima di tutto, ma non vogliamo rischiare di fare come in pianura padana, dove ci sono allevatori che mandano al macello bovini che non hanno più acqua negli allevamenti".

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