Lo sfogo del dipendente del bingo: "Perché dobbiamo rimanere chiusi? Si favoriscono gioco online e criminalità"

"Lavorando in una sala bingo sono perfettamente consapevole che si possa riaprire oggi stesso, poiché i nostri locali hanno già un protocollo ben studiato da seguire e sono sufficientemente ampi da garantire la sicurezza dei lavoratori e degli utenti"

"L'assenza di una data certa per la riapertura del settore del gioco legale è stata certamente un duro colpo, poiché siamo gli unici che non sanno quando si potrà ripartire. La chiusura del gioco sta favorendo le grandi piattaforme online straniere e la criminalità organizzata che si sta appropriando del settore”. Come riporta l'agenzia di stampa Agimeg, sono le parole del dipendente di una sala bingo di Arezzo, Andrea Caruca. "Lavorando in una sala bingo sono perfettamente consapevole che si possa riaprire oggi stesso, poiché i nostri locali hanno già un protocollo ben studiato da seguire e sono sufficientemente ampi da garantire la sicurezza dei lavoratori e degli utenti. Non vedo perché altre categorie come ristoratori possano rialzare la serranda e noi dobbiamo ancora aspettare. Non ci sono pericoli maggiori all'interno di una sala bingo rispetto ad un ristorante. Inoltre, molto spesso si dimentica che bloccando il gioco si ferma anche tutto l'indotto che attorno ad esso gravita. Ci sono ripercussioni anche nel settore alimentare poiché all'interno di molti locali di gioco si possono consumare cibo e bevande. Lo Stato non deve trattarci come lavoratori di serie B. E' grave che dopo 3 mesi non sia ancora arrivato un euro della cassa integrazione. Non ci possono abbandonare così, perché paghiamo le tasse e svolgiamo un lavoro legale. Meritiamo di più".

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