Economia

Sentenza esecutiva, ma i soldi nel conto non ci sono. Sos Abusi: "Deve pagare Nuova Banca Etruria"

Non solo azionisti ed obbligazionisti, non solo i casi in cui la banca ha delle sofferenze perché non riesce a far rientrare i soldi prestati con i finanziamenti. Ci sono altri casi, molto particolari che si annidano dietro la vicenda della...

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Non solo azionisti ed obbligazionisti, non solo i casi in cui la banca ha delle sofferenze perché non riesce a far rientrare i soldi prestati con i finanziamenti. Ci sono altri casi, molto particolari che si annidano dietro la vicenda della trasformazione di Banca Etruria. E questo che stiamo per raccontarvi riguarda un correntista a credito, che, stante una sentenza, deve ricevere un'importante cifra indietro dalla Banca. Ce lo racconta il tributarista Maurizio Forzoni di Sos Abusi che ha seguito la pratica con il suo staff:

"Il 5 maggio del 2015 è stata emessa una sentenza immediatamente esecutiva da parte del tribunale di Arezzo per il correntista che si era rivolto a noi, riconosciuto come vittima di anatocismo bancario. La sentenza ha stabilito che lui non era a debito nei confronti di Banca Etruria ed anzi era l'istituto di credito popolare di Arezzo a dovergli una cifra che il giudice, dope la perizia tecnica, ha stabilito in 256 mila euro."

La Banca, lo ricordiamo, in quel momento era già commissariata e nonostante la sentenza nessuno ha provveduto ad accreditare nel conto corrente di questa persona la somma dovuta.

"Ci sono stati tentativi di conciliazione, tentativi di contatto e di confronto soprattutto del nostro avvocato con quello della Banca, ma mai una risposta e nessun passo avanti."

Sta di fatto che siamo arrivati al 22 novembre, al decreto salva-banche ed alla trasformazione di Banca Etruria nella Nuova Spa. Contemporaneamente si è assistito alla separazione delle sofferenze della banca rispetto alle positività che sono confluite nella Good Bank.

"Nemmeno in questo caso i 256 mila euro sono stati accreditati nel conto corrente, quindi abbiamo assistito alle prime dichiarazioni dei membri del Cda della Nuova Banca che ribadiva come per qualsiasi azione di rivalsa per le questioni riguardanti il periodo precedente i correntisti ed i risparmiatori non potevano rifarsi sulla Good Bank. Abbiamo atteso qualche giorno, ci siamo confrontati ed abbiamo deciso di spedire un atto di precetto alla nuova banca che secondo noi è titolata a rispondere in casi come questo."
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