Economia

Sei Toscana, tribunale boccia ricapitalizzazione. Estra più forte grazie a Ecolat

Potrebbe essere più forte di quanto previsto, la posizione di Estra nei confronti di Sei Toscana, in seguito all'acquisizione del 12% di Ecolat datata 30 luglio 2018. Il condizionale è d'obbligo perché la materia societaria è delicata e intricata...

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Potrebbe essere più forte di quanto previsto, la posizione di Estra nei confronti di Sei Toscana, in seguito all'acquisizione del 12% di Ecolat datata 30 luglio 2018. Il condizionale è d'obbligo perché la materia societaria è delicata e intricata, tanto più quando si parla della scatola di Sei Toscana, il gestore unico dei rifiuti per le province di Arezzo, Siena, Grosseto e parte del livornese, che nel corso degli ultimi anni non ha mancato di subire scossoni societari, indagini e inchieste, anche in virtù di cattivi rapporti tra soci pubblici e privati.

Francesco Macrì presidente di Estra

Perché Estra potrebbe essere in una posizione più forte? Il Tribunale delle imprese di Firenze, interpellato con un ricorso da Ecolat e Cooplat, ha dato ragione a questi due soci di Sei Toscana bocciando, con un'ordinanza di 14 pagine, la delibera di ricapitalizzazione e di conseguenza invalidando altri atti successivi approvati dal Cda del gestore del sistema dei rifiuti della Toscana del Sud. In sostanza, il giudizio emesso, stabilisce che Ecolat e Cooplat avevano pieno diritto di accedere alle procedure di aumento di capitale e di collocamento delle quote usando in compensazione i crediti vantati verso Sei Toscana.

Questa azione fu però impedita dal Cda che non accettò le compensazioni.

La storia parte almeno quattro anni fa, quando Sei Toscana deliberò un aumento di capitale in due tranche da 30 milioni complessivi. Ecolat e Cooplat a febbraio 2017 versarono la loro parte utilizzando il meccanismo di conversione di un credito. Il Cda lo rifiutò chiedendo un versamento integrale in denaro. In quel momento Cooplat e Ecolat subirono la sospensione del diritto di voto nel Cda. I mancati versamenti di denaro per l'aumento di capitale, provocarono anche la redistribuzione delle quote non sottoscritte, a favore degli altri soci.

Ecolat passò dall'11,03 al 7,22% di quote, Cooplat invece dal 13,00 all'8,13%.

L'Ad di Sei Marco Mairaghi

Alla vigilia di Ferragosto è arrivata la pronuncia del Tribunale civile delle imprese fiorentino che di fatto invalida alcune delibere, rispacchetta le quote, ridisegna gli assetti di Sei Toscana, che devono così tornare alla situazione antecedente la redistribuzione del capitale. Anche l'approvazione del bilancio appare nulla perché adottata con il voto di una compagine societaria diversa da quella reale e legittimata ad esercitare quel diritto. Secondo il tribunale civile c'è stata infatti una condotta abusiva del Cda diretto dall'Ad Marco Mairaghi.

Estra, che ha scelto di entrare nel sistema dei rifiuti proprio tramite Ecolat, con questa ordinanza, si ritrova ad essere presente all'interno di una società che ha vinto un contenzioso importante e che ha più peso dentro Sei Toscana.

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