Economia

Sei Toscana nel caos, accuse tra l'Ad Mairaghi e i commissari. Il 29 l'assemblea dei soci

Intricata la vicenda che si è sviluppata all'interno di Sei Toscana. La settimana scorsa alla vigilia del Cda per l'adozione del bilancio al 31 dicembre 2017 il presidente Roberto Paolini si è dimesso, anche da consigliere. Gli altri membri del...

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Intricata la vicenda che si è sviluppata all'interno di Sei Toscana. La settimana scorsa alla vigilia del Cda per l'adozione del bilancio al 31 dicembre 2017 il presidente Roberto Paolini si è dimesso, anche da consigliere. Gli altri membri del cda hanno comunque approvato l'atto, forzando la mano e nonostante un passivo di 4,2 milioni di euro.

E' stato poi l'amministratore delegato Marco Mairaghi ad imputare questi conti alla gestione dei tre commissari scelti dal prefetto Gradone di Siena per l'amministrazione della società del ciclo dei rifiuti.

La resa dei conti ci sarà probabilmente il 29 giugno giorno della convocazione dell'assemblea dei soci che dovrà approvare il bilancio di Sei Toscana. I soci pubblici saranno tentati di non dare il loro voto positivo.

La proroga dei commissari, già prolungati fino al 31 luglio, appare sempre più probabile, sono loro stessi a rispondere a Mairaghi con una nota:

"Non risponde al vero che il bilancio della società espone una perdita per i servizi attivati dai Commissari... la società si è dotata negli anni di una struttura di costi oggi rigida e non facilmente modificabile. Molti dei servizi contrattualizzati con l'Ato, nella passata gestione e cioè ante ingresso degli amministratori straordinari e del nuovo direttore Ato, sono strutturalmente privi di margine, a causa di probabili sottovalutazioni nell'originaria offerta di gara»

«Vi è, tuttavia, ampio margine per rivedere l'organizzazione aziendale e per innalzare il livello qualitativo del servizio e nel contempo contenere i costi di gestione. La funzione svolta dagli amministratori straordinari è stata di ricondurre a ragionevolezza il rapporto con l'Autorità di ambito, con la quale era in corso un defatigante contenzioso, questo sì fonte di incertezza nella predisposizione dei bilanci aziendali, allo scopo di comporre le controversie sulla determinazione del corrispettivo sulle annualità passate»

Mairaghi invece poche ore fa ha lanciato un appello:

"E' fondamentale che la società torni saldamente nelle mani dei soci, cosiddetti pubblici, controllati dai comuni. E' questa la strada da intraprendere, non certo pensare a piccole società comunali che operano solo sul proprio territorio e che oggi non avrebbero la possibilità, in termini economici, di sopravvivere per gli investimenti richiesti e la complessità del servizio. Sarebbe un passo indietro di vent'anni mentre il resto del mondo va verso società multiservizi di un dimensionamento adeguato a fare gli investimenti necessari e ad attrarre capitali con l'ingresso in borsa. E' un effetto della lunga crisi della finanza locale che spesso mette in seria difficoltà i nostri sindaci perfino nell'erogazione di servizi al cittadino di primaria importanza. Abbiamo davanti una grande opportunità che si verificherà nel giro di poche settimane - prosegue Mairaghi -. Entro l'estate Sei Toscana dovrà fare un nuovo aumento di capitale da 18 milioni di euro e per questo invito i soci pubblici, ossia Siena Ambiente, Csai e Aisa a lavorare insieme per recuperare la maggioranza della società di cui sono amministratore. Voglio anche sottolineare - conclude Marco Mairaghi - che il socio privato Sta con due lettere indirizzate ai soci pubblici e privati, una del giugno 2017 e una del maggio di quest'anno, si è dichiarato disponibile a contribuire a questo obiettivo. E' nell'interesse di tutti che Sei Toscana torni nelle mani delle società controllate dai sindaci dei nostri comuni ed è, personalmente, quello che vorrei si realizzasse".

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