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Seco: 36 anni di successi. Un'avventura partita da un piccolo garage di Arezzo

Luciano e Daniele si sono conosciuti a scuola quando, ancora ragazzini, tutte le mattine salivano sul trenino del Casentino per raggiungere l’Istituto tecnico di Bibbiena. La loro avventura è iniziata così. Una grande amicizia, una forte...

Luciano e Daniele si sono conosciuti a scuola quando, ancora ragazzini, tutte le mattine salivano sul trenino del Casentino per raggiungere l’Istituto tecnico di Bibbiena.

La loro avventura è iniziata così. Una grande amicizia, una forte passione per l’elettronica e la voglia fare qualcosa di grande insieme.

E’ l’aprile del 1979 quando i due giovani creativi decidono di dare un nome al proprio sogno: SECO.

Così è nata una delle aziende aretine che negli ultimi 36 anni si è fatta strada nel settore dell’elettronica embedded conquistando, passo dopo passo, un posto tra le eccellenze del Made in Italy.

“La nostra prima sede era un garage in via Sicilia – spiega Daniele Conti, presidente dell’azienda fondata insieme a Luciano Secciani – Lo avevamo preso in affitto e lì abbiamo iniziato a dare vita alle nostre creazioni aprendo un vero e proprio laboratorio. All’epoca potevamo contare solo sulle nostre energie e sul prezioso sostegno dei nostri genitori che ci hanno sempre appoggiato e sostenuto. Siamo partiti così. Giovanissimi e con tante idee in testa. Troppe idee. Addirittura avevamo pensato di aprire un negozio di musica ma poi, la nostra strada ha preso completamente un’altra direzione”.

Arrivano gli anni ‘80 e Conti e Secciani iniziano a muovere i primi passi nel mondo del lavoro alla guida della loro SECO. Il boom economico è alle stelle e Arezzo vive un periodo di grande espansione industriale soprattutto nel settore dell’oreficeria.

“Inizialmente ci siamo inseriti in questo mercato – spiega ancora Conti – Iniziammo a progettare alcuni piccoli sistemi per i produttori di macchine orafe e costruimmo dei generatori per vasche galvaniche e dei contapezzi che assemblavano catene d’oro e d’argento. In poco tempo riuscimmo a specializzarci anche nella produzione di altre tipologie di sistemi ed allargammo i nostri settori di competenza anche al gaming ed ai trasporti”.

Il passo successivo arriva nel 1989 quando la SECO presenta il suo primo personal computer sul mercato italiano ottenendo il premio miglior design alla fiera SMAU. Un successo ottenuto anche nel 1999 con l'introduzione del dispositivo all-in-one Ellipse Personal Computer. Nel frattempo l’azienda ha trovato una nuova casa prima a Pieve al Toppo e poi in via Calamandrei ad Arezzo dove, ancora oggi, è rimasta.

E’ il giro di boa. Pochi anni dopo dalla creazione del loro primo pc (prodotto apprezzato anche dalle grandi firme della moda come Gucci che, al tempo, ne acquistò diversi esemplari) Daniele e Luciano sentono la necessità di allargare la famiglia SECO dando vita a PSM unità produttiva del gruppo.

“Per noi si tratta di un motivo in più di orgoglio – spiega ancora Conti – Nel 1995 a Tregozzano è sorta PSM. Abbiamo volontariamente scelto di mantenere tutta la produzione ad Arezzo per offrire ai nostri clienti qualcosa di qualitativamente e progettualmente differente. I nostri sono elementi cento per cento Made in Italy. E’ questo che fa la differenza. Crediamo che in un panorama nazionale ed internazionale dove la concorrenza si fa sempre più dura, mantenere intatta la propria identità sia essenziale. In Italia siamo in pochi a fare questo tipo di produzioni. I nostri competitor sono principalmente esteri. Proprio in virtù di questa considerazione abbiamo deciso di accelerare il passo e lanciarci con ancora più determinazione in nuove sfide senza però dimenticare da dove siamo partiti”.

Una filosofia che ha trovato consenso nei numeri e nei fatti. Dopo la nascita di PSM infatti, SECO continua la sua ascesa nel mondo dell’elettronica embedded. Nel 2008 sono già 136 gli operatori assunti e l’impatto con la violenta ondata di crisi economica è stato superato brillantemente optando per scelte mirate all’internazionalizzazione dell’azienda.

Attualmente sono quattro le sedi estere aperte con marchio SECO in giro per il mondo. La prima è quella di Boston (2012), seguono quella in Germania, India ed Taiwan.

“Infine – spiega ancora Conti – abbiamo tagliato il nastro dell’ufficio di Milano poche settimane fa. Siamo orgogliosi del nostro operato e dei nostri dipendenti. Il capitale umano da sempre rappresenta la più grande ricchezza e risorsa della nostra azienda. A confermarlo sono soprattutto i numeri. Dal 2008 ad oggi la nostra realtà produttiva è cresciuta, dal punto di vista del fatturato, del 15 per cento annuo”.

E dal personal computer ecco che arriva prima la progettazione di macchinari ad uso industriale per poi arrivare a UDOO.

Unico nel suo genere, UDOO è di fatto una sorta di micro computer. Una piattaforma versatile e straordinaria in grado di eseguire sia Android che Linux. Il prodotto viene lanciato nel 2013 e grazie anche all’apporto dell’Università di Siena e dei suoi studenti, ottiene ben presto una discreta diffusione.

“Con l’arrivo di UDOO – prosegue Conti – abbiamo anche cambiato il modo di porci nei confronti del mercato. Non trattiamo più soltanto con singole aziende ma offriamo la possibilità anche al privato di acquistare questo nostro prodotto. Anzi, ne incentiviamo l’utilizzo anche nelle scuole. Trattandosi di una tecnologia duttile, incoraggiamo gli studenti a sperimentare progetti e creazioni avvalendosi proprio di UDOO. Crediamo fermamente che questo possa contribuire ad un processo di alfabetizzazione all’elettronica. Inoltre, elemento per noi indispensabile, vogliamo ribadire che il settore in cui operiamo non è fatto solo di tecnicismi e di competenze scientifiche. L’elettronica è fantasia, creatività, estro. Con UDOO cerchiamo di incentivare tutto questo quando più possibile”.

Infine nel 2015 SECO è entrata a far parte dell’importante progetto Axiom. Finanziato dalla Commissione Europea, il progetto ha preso il via a Bruxelles con un meeting tra tutti i soggetti coinvolti per avviare i lavori volti alla realizzazione di un rivoluzionario computer modulare per affrontare i bisogni dei sistemi tecnologici intelligenti presenti e futuri. Il consorzio costituito per sviluppare Axiom, guidato dal professore di ingegneria informatica dell’Università di Siena Roberto Giorgi, aggrega prestigiosi centri di ricerca internazionali (quali lo spagnolo Barcelona Supercomputing Center e il greco Forth) e partner industriali all’avanguardia come la stessa Seco, la Evidence di Pisa, la Vimar di Vicenza e la spagnola Herta Security. La Seco è il partner che si occuperà a tutti gli effetti di costruire il sistema, lavorando per progettare un modulo Input/Output agile, scalabile, potente e basato su un circuito integrato programmabile via software. IL PROGETTO AXIOM Da un piccolo grande sogno, quello di Daniele e Luciano si è trasformato in una realtà produttiva apprezzata e particolarmente vivace dove elementi quali l’innovazione e la fantasia vengono ogni giorno alimentati con convinzione.

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