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Martedì, 30 Novembre 2021
Economia

Oggi lo sciopero degli operai aretini del settore orafo. Presidio sotto Confindustria

Tracchi: "Lo sciopero provinciale del settore è da molti anni che non si fa, ma adesso è giunto il momento, una mossa coraggiosa ma opportuna"

Sciopero di quattro ore: le ultime del turno. E presidio di fronte alla sede di Confindustria in via Roma: inizio alle ore 14,30 di oggi. I lavoratori del settore orafo argentiero dell’industria scendono in sciopero per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. La decisione è stata presa dalle federazioni di categoria Fiom Cgil,m Fim Cisl e Uilm Uil.

A spiegare le motivazioni è Alessandro Tracchi della Fiom Cgil: "Da inizio ottobre la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale è arrivata a un momento di scontro tra le parti, così in provincia di Arezzo abbiamo organizzato le assemblee sindacali e cercato di raggiungere tutti i lavoratori che si trovano in un comparto costituito anche da tantissime piccole e piccolissime imprese. E al termine di questo percorso è stato indetto lo sciopero.Tra i lavoratori c'è un clima di attesa e di forte motivazione per il miglioramento delle condizioni economiche. Come metalmeccanici chiediamo l'aumento dell'8% pari a 112 euro sul quinto livello" spiega il segretario della Fiom.

Il settore ha vissuto momenti molto difficili a causa della pandemia, ma non solo. "Già prima dell'emergenza sanitaria il settore ha visto l'inpennata del costo della materia prima, a questo si è aggiunto il lockdown provocando una situazione di stallo e di forti problematiche sul mercato. C'è stato un massiccio ricorso alla cassa integrazione per lunghi periodi con pagamento diretto dell'Inps e quindi con i ritardi nei pagamenti perché pochissime aziende sono riuscite ad anticiparla ai propri dipendenti. Insomma c'è stata grande sofferenza in questi lavoratori che hanno un'elevata professionalità, che son custodi di conoscenza e di valore artistico e nonostante questo sono quelli meno pagati. Un paradosso."

"Con questo presidio di oggi abbiamo deciso di portare la protesta nel cuore della città simbolo dell'oro, sotto alla sede di Confindustria perché al tavolo delle trattative la nostra controparte è Federorafi. Lo sciopero provinciale del settore è da molti anni che non si fa, ma adesso è giunto il momento, una mossa coraggiosa ma opportuna."

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