SAV Sansepolcro: né liquidità né certezze. Solo il rischio licenziamenti

Manca la liquidità e la soluzione prospettata è quella dei licenziamenti. L’Amministratore Unico della Società Agricola Valtiberina di Sansepolcro ha ammesso, nell’incontro con la Flai Cgil, i gravi problemi dell’azienda. “Fin dai primi...

Manca la liquidità e la soluzione prospettata è quella dei licenziamenti. L’Amministratore Unico della Società Agricola Valtiberina di Sansepolcro ha ammesso, nell’incontro con la Flai Cgil, i gravi problemi dell’azienda.

“Fin dai primi confronti e cioè subito dopo il passaggio di proprietà – commenta il sindacato - era già emersa in maniera chiara la difficoltà da parte dei nuovi proprietari nel rilanciare un'azienda con un forte indebitamento. Ci sono stati i primi segnali positivi quali la ripresa dell'attività molitoria che era stata di fatto bloccata nell'ultima fase di gestione della precedente compagine societaria. E importanti erano state anche le garanzie sull’occupazione di tutte le maestranza”.

La Segreteria Flai Cgil “dà quindi sicuramente atto dell'impegno da parte dei nuovi proprietari ma ormai da diverse settimane la situazione finanziaria dell'azienda è di fatto bloccata a causa di una sospensione degli affidamenti precedentemente accordati dalle banche. E oggi ci è stata illustrata, a fronte di una situazione in termini di liquidità a dir poco preoccupante, il licenziamento di una parte delle maestranze quale unica via di uscita”.

“Ad inizio settimana – continua la Flai - avevamo provveduto a richiedere l'apertura del tavolo attività produttive in merito a questo nuovo stato di crisi di SAV, anche a fronte degli impegni presi da parte della amministrazione comunale non più tardi della metà di maggio. Al momento non abbiamo ancora ricevuto risposta alla nostra richiesta”.

La Flai Cgil ritiene quindi “indispensabile e urgente l'apertura del tavolo presso il Comune di Sansepolcro. Come in passato, anche oggi ci opponiamo alla malsana idea che si possa uscire da situazioni di crisi, soprattutto se finanziarie, solo ed esclusivamente chiedendo l'ennesimo sacrificio occupazionale. E questo in una Valtiberina già da tempo duramente colpita in termini di perdita di posti di lavoro”. Su questo punto il sindacato dichiara di non essere disposto a mediazioni. “E lo abbiamo sottolineato all'Amministratore unico nella convinzione che si debbano trovare strade per riattivare da parte degli istituti di credito gli affidamenti precedentemente accordati e abbiamo invitato la proprietà ad assumersi la responsabilità di investire in azienda nuovi capitali. Nel frattempo i lavoratori, da troppo tempo incerti sul loro futuro, continuano responsabilmente ad andare incontro all'azienda, spostando il pagamento degli stipendi e della quattordicesima mensilità. Ma la pazienza non è infinita. Pretendiamo quindi risposte immediate prima che la vicenda possa ancor di più precipitare”.

Ufficio Stampa CGIL Arezzo

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