Saldi. Il bilancio di Ascom: "Sei negozianti su dieci soddisfatti"

Per sei negozianti aretini su dieci i saldi invernali 2016, che si sono chiusi ufficialmente sabato 4 marzo, sono stati uguali o migliori rispetto a quelli del 2015. Per gli altri quattro sono stati invece peggiori. Le motivazioni? Colpa del...

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Per sei negozianti aretini su dieci i saldi invernali 2016, che si sono chiusi ufficialmente sabato 4 marzo, sono stati uguali o migliori rispetto a quelli del 2015. Per gli altri quattro sono stati invece peggiori. Le motivazioni? Colpa del freddo, che non è arrivato quando doveva, ma soprattutto della crisi economica, che ha spinto molte famiglie a comportamenti più parsimoniosi nelle spese, soprattutto in quelle superflue.

Lo rivela il sondaggio effettuato dalla Confcommercio tra gli operatori della provincia di Arezzo per fare un bilancio delle vendite di fine stagione, a sessanta giorni dal loro avvio, il 5 gennaio scorso.

Se dunque quasi la metà degli operatori (42%) ha visto una diminuzione degli affari, il 33% ritiene invece che l’andamento delle vendite sia rimasto stabile rispetto al 2015, mentre il restante 25% lo giudica addirittura migliore.

Per quanto riguarda il profilo dei clienti che hanno acquistato in saldo, il 75% è donna e quasi il 90% (87,50%) appartiene ad una fascia d’età compresa fra i 35 e i 50 anni.

Lo scontrino medio si è aggirato intorno alle 150 euro a persona. Si è quindi conferma la stima di spesa pari a 396 euro a famiglia preventivata da Confcommercio alla vigilia dei saldi.

Nella classifica dei prodotti più richiesti si confermano ai vertici i classici capispalla, tra cappotti, piumini e giubbotti, poi scarpe e stivali, maglieria e accessori, che avevano visto un discreto successo anche tra i regali natalizi. Ma le spese in saldo sono per molti clienti anche l’occasione giusta per rinnovare biancheria intima e pigiami oppure per fare il cambio della biancheria per la casa, acquistando nuove paia di lenzuola o tessuti per cambiare il look dell’arredamento.

Nonostante gli affari per qualcuno siano stati in flessione, il 75% dei commercianti aretini resta comunque convinto che i saldi continuino ad avere un senso, se non altro per ravvivare un po’ l’interesse dei consumatori e smaltire le scorte di magazzino ritrovando liquidità. Da ritoccare, semmai, secondo alcuni ci sarebbe la data di inizio: per il 40% andrebbe spostata all’ultimo sabato di gennaio, per il 20% al giorno stesso dell’Epifania. Per il 30% va bene esattamente come è ora, fissata al primo sabato di gennaio. E c’è perfino qualcuno che propone di dedicare ai saldidue soli mesi all’anno, in esclusiva,: febbraio per quelli invernali e agosto per quelli estivi. Ma, e tutti gli operatori ne sono ben consapevoli, a decidere saranno soprattutto il mercato e la volontà dei consumatori.

Paolo Mantovani Paolo Mantovani

“La categoria si sta interrogando da tempo sulle nuove strategie di gestione dei saldi da adottare”, osserva il presidente provinciale di Federmoda Confcommercio Paolo Mantovani, “ci sono da tenere in considerazione nuovi fattori, come il commercio online ma non solo, che hanno cambiato molto le aspettative dei clienti sulle date di avvio delle promozioni di fine stagione”.

Intanto, la maggior parte dei negozi ha già esposto in vetrina e sugli scaffali le nuove collezioni della primavera-estate. “La primavera sarà caratterizzata dal colore e dalle fantasie”, sottolinea Mantovani, “tornano i pantaloni a vita alta e ci sono importanti novità sulle lunghezze e sui volumi, sempre più morbidi. Ma si darà ancora ampio spazio all’interpretazione personale, grazie al “mix match” che permette di mescolare stili diversi, capi vecchi e capi nuovi, per una mise sempre originale e mai omologata”.

“Questa moda così allegra e interpretabile sta piacendo molto”, continua il presidente della Federmoda aretina, “ormai l’acquisto non svolge più una funzione d’uso, è diventato un atto di gratificazione personale. E in un contesto abbastanza malinconico come quello che stiamo vivendo concedersi un tocco di colore e di fantasia non guasta”.

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Per gli operatori potrebbe presto arrivare anche qualche buona notizia. Merito della Pasqua bassa, secondo la Confcommercio. “In genere invita la gente ad anticipare gli acquisti. Quale che sia il meteo in, si ha comunque voglia di uscire dall’inverno, scrollandosi di dosso freddo e cieli grigi. E a volte un capo o un accessorio nuovo possono bastare”.

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