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Venerdì, 12 Agosto 2022
Economia

Saldi estivi. Gli aretini spenderanno 186 euro a famiglia, le previsioni di Ascom

Il presidente regionale di Federazione Italia Moda-Confcommercio Paolo Mantovani: “la gente ha ripreso la vita di prima della pandemia, tra socialità ed eventi, e ha voglia di rinnovare look e armadio"

“Abbiamo buone attese per i saldi estivi: il caldo di questi giorni e il ritorno alla normalità pre-pandemia dovrebbero spingere in alto gli acquisti. Ma pesa l’incognita sulla propensione di spesa delle famiglie, spaventate dal caro-bollette e dallo spettro di nuovi aumenti delle materie prime in autunno”. Paolo Mantovani, presidente regionale di Federazione Moda Italia -Confcommercio Toscana, prova a delineare una previsione sull’andamento delle vendite di fine stagione dell’estate 2022, che in tutta la Toscana inizieranno sabato 2 luglio.

“La partenza di sabato vedrà uno sprint soprattutto nelle località di mare, nelle città dell’entroterra come Arezzo sarà invece la presenza di turisti a fare la differenza”, prosegue il presidente dei dettaglianti toscani di abbigliamento e calzature, che è anche presidente provinciale aretino della categoria. “Lo scontrino medio sarà forse un po’ più alto dello scorso anno, quando è stato di 180 euro a famiglia (78 a persona) perché si sono moltiplicate le occasioni di incontro e di socialità che invitano a rinnovare il proprio guardaroba. Resteremo però ancora lontani dalle 230 euro a famiglia dell’estate 2019, l’ultima pre-pandemia.

L’ipotesi dell’ufficio studi di Confcommercio per la provincia di Arezzo è di 186 euro a famiglia, per un volume d’affari complessivo di oltre 16 milioni di euro, visto che solo sei famiglie su dieci acquisteranno in saldo. A questo dato, andrà poi aggiunta la spesa dei turisti. “Nelle città d’arte molti confidano proprio sul ritorno dei turisti, stranieri soprattutto, che volentieri acquistano scarpe, abiti e borse made in Italy”, ricorda Mantovani, “in Toscana mancheranno ancora i top spender russi e cinesi, ma la quantità di presenze americane ed europee fa ugualmente ben sperare”.

Confcommercio Toscana invita però alla cautela: “le tensioni internazionali, con la guerra in Ucraina ancora in corso, unite alla preoccupazione per ulteriori rincari rischiano di frenare lo shopping in saldo”, sottolinea Mantovani, che da poco è stato eletto anche vicepresidente nazionale della Federazione Moda Italia di Confcommercio. “La moda viene già da anni difficili, segnati dal calo dei consumi, e nonostante tutto è uno dei pochi settori dove in questi mesi non ci sono stati aumenti. I commercianti hanno cercato di reggere botta senza ritoccare i cartellini, per non fiaccare troppo il mercato, ma ovviamente hanno visto scendere i loro ricavi. E i saldi da soli non possono fare miracoli per ripianare i bilanci”.

“Per fortuna – aggiunge - negli ultimi appuntamenti della moda, non ultimo Pitti Immagine Uomo a Firenze, si è respirato un clima più disteso. Il comparto ce la sta mettendo tutta per superare le difficoltà ed essere propositivo. Si vede anche dalle collezioni presentate: vincono originalità, colore e praticità. L’obiettivo è coniugare lo stile con le esigenze della vita di tutti i giorni”.

Le regole per resi e per acquisti

Le vendite di fine stagione, che dureranno 60 giorni, in provincia di Arezzo interessano circa 800 imprese commerciali di abbigliamento, tessuti, calzature, pelletteria e articoli sportivi in sede fissa e ambulante. Potranno essere messi in saldo tutti i capi a carattere stagionale o di moda, suscettibili di deprezzamento. Come sempre, Confcommercio Toscana ha ricordato ai propri associati le principali regole da rispettare:

  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  2. Prova dei capi: non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  3. Pagamenti: devono essere accettate le carte di credito.
  4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
  5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita e lo sconto (non è più obbligatorio indicare il prezzo finale in base al Codice del Commercio della Regione Toscana).
  6. Modifiche e/o adattamenti sartoriali: sono a carico del cliente, salvo diversa pattuizione.

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