Saldi estivi: in provincia di Arezzo un affare da 20 milioni di euro. Le previsioni di Ascom

Circa il 60% delle famiglie aretine (oltre 88mila delle 147mila censite) è pronta a partecipare al ‘rito’ dei saldi estivi, destinando un budget di 225 euro all’acquisto di capi a prezzi scontati, per un volume d’affari complessivo di quasi 20...

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Circa il 60% delle famiglie aretine (oltre 88mila delle 147mila censite) è pronta a partecipare al ‘rito’ dei saldi estivi, destinando un budget di 225 euro all’acquisto di capi a prezzi scontati, per un volume d’affari complessivo di quasi 20 milioni di euro distribuiti fra i circa 700 negozi di abbigliamento e calzature presenti in provincia. Lo ha previsto l’ufficio studi della Confcommercio alla vigilia dell’avvio ufficiale delle vendite di fine stagione, che si apriranno il 7 luglio per concludersi il prossimo 4 settembre.

“Le aspettative sono alte”, dice il presidente provinciale di Federmoda-Confcommercio Paolo Mantovani, “le temperature di questi giorni sembrano anche favorire le vendite dei capi più leggeri, per cui partiamo sotto i migliori auspici”.

Tra i capi più richiesti dalla clientela ci saranno probabilmente tshirt, sneakers e abiti di qualsiasi foggia (lunghi o corti, ampi o attillati) per le donne; giacche sportive, tshirt griffate e ancora sneakers per gli uomini.

Tramontata l’era della polo per ogni occasione, nella moda maschile si stanno riaffacciando anche le camicie bowling a maniche corte e con fantasie molto accese, stile hawaiano. Nella moda femminile fanno invece tendenza gli accessori, che con una spesa contenuta consentono di rinnovare il look: bastano infatti un foulard, una cintura particolare o un oggetto di bigiotteria azzeccato nella forma e nel colore per dare nuovo smalto anche ad un vecchio abito. Molto gettonate per i saldi anche le borse, con un ritorno a forme molto contenute e perfino al marsupio, mentre per gli uomini diventa un must la “pochette” da tenere in mano.

La stagione non è stata finora delle più brillanti”, dice il presidente della Federmoda-Confcommercio aretina, “rispetto allo scorso anno non possiamo parlare di incremento delle vendite, ma di tenuta sì. Ed è già un ottimo risultato, visto che il settore moda ormai da tempo figura tra i più colpiti dalla contrazione dei consumi e i tanti interrogativi sulla stabilità economica e politica del nostro Paese di sicuro non favoriscono lo shopping. Senza pensare a chi ha effettivamente problemi di lavoro, come i 318 dipendenti della Bekaert. Una vicenda che avrà purtroppo ripercussioni amare anche sull’economia del Valdarno aretino”.

Si sente forte tra i commercianti della moda l’esigenza di lavorare in un mercato meno confuso, dove regole e paletti valgano per tutti”, prosegue Mantovani, “la concorrenza tra “off line” e “online” si va facendo aspra, per questo Federrmoda chiede l’introduzione di una web tax che costringa i colossi dell’ecommerce a pagare le stesse tasse che pagano i negozi fisici. Si deve tornare a competere ad armi pari”.

Dal canto suo, la rete distributiva di vicinato deve forse innovare le sue proposte per attirare di più la gente, i giovani soprattutto, che rischiano di allontanarsi troppo dai circuiti classici dello shopping. Ma ci sono anche tanti clienti che continuano a scegliere con convinzione il negozio tradizionale, perché cercano la vendita assistita, vogliono consigli e servizi personalizzati, vogliono garanzie di qualità. Insomma, la vendita asettica e impersonale del web o dei grandi canali distributivi non piace a tutti, per fortuna. Il prezzo non può essere l’unica leva di marketing per le imprese che puntano sulla qualità, anche se i clienti sono ormai abituati a vedere offerte e sconti tutto l’anno, ormai li chiedono a prescindere”.

Per quanto riguarda l’andamento delle vendite, Confcommercio prevede il solito picco concentrato nelle prime due o tre settimane al massimo, prima che intervenga il consueto calo fisiologico. Non è un caso che moltissimi centri, dal capoluogo ad altri nelle vallate, abbiano fatto coincidere importanti eventi estivi proprio con la prima giornata di saldi: le famiglie aretine, ma anche i turisti, potranno così beneficiare di una lunga maratona no-stop dalla mattina fino a mezzanotte per scegliere con tranquillità fra i prodotti ancora disponibili nei negozi. E lo shopping potrà così trasformarsi davvero in un divertente rito collettivo da condividere con la famiglia e gli amici.

SALDI ESTIVI – LE REGOLE: poche, e precise, secondo la Confcommercio, le regole da ricordare per uno shopping sereno degli articoli in saldo:

1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

2. Prova dei capi: non c'è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante.

3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.

4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia, nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.

5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

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