"Noi facciamo corrente elettrica e vapore, non chilometri in autostrada per spostare rifiuti"

Cherici interviene di nuovo per spiegare alcune caratteristiche dell'impianto di San Zeno. La puntata di Prisma ha infatti provocato la reazione del Movimento 5 Stelle

Continua a far discutere il tema dei rifiuti, del loro recupero e del trattamento. Gli scambi di opinione ruotano intorno al ruolo dell'impianto di San Zeno e al progetto di ampliamento che attende solo l'ok della giunta regionale. Dopo la puntata di Prisma | Fase 2 con il presidente di Aisa Impianti Giacomo Cherici è seguita la presa di posizione nettamente contraria al progetto, da parte del Movimento Cinque Stelle, che peraltro, non è l'unica forza politica che se ne sta occupando. Il tema è uno dei più importanti anche della campagna elettorale che porterà il Comune di Arezzo e la Regione Toscana alle elezioni, probabilmente nel settembre prossimo.

Agli attacchi arrivati, risponde ancora il presidente Cherici. "L'intervento del Movimento 5 Stelle mi rincresce di dover dire che lo trovo fuori luogo. Ridurre una realtà lavorativa e impiantistica ad un “recinto” rende bene l’idea che si ha di un gruppo di lavoratori di cui faccio parte da 20 anni e che tiene in sicurezza il territorio anche dall’emergenza rifiuti e Covid-19. Non affermiamo noi l’importanza di Zero Spreco bensì la nostra Autorità di rifermento regionale oltre ai cittadini tutelati dal lavoro dell’azienda pubblica. Si cerca di rispondere ad un'intervista che si basa su evidenze scientifiche aggiornate accostando l’inquinamento atmosferico al tema dei rifiuti solidi urbani. Sul tema dei rifiuti a questo punto ho il dovere di precisare."

Gli scarti dei rifiuti, le ceneri e le polveri

"Qualsiasi impianto che recupera rifiuti produce a sua volta degli scarti. Nel nostro caso sono di 2 tipi: le ceneri inerti della combustione, l’equivalente delle ceneri del camino, che vengono recuperate come composto dei materiali da costruzione. In Italia abbiamo preso ad esempio, per questa tecnologia di recupero, le esperienze di Danimarca, Germania e Svezia, dove è ben noto che per avere una raccolta differenziata efficiente servono impianti di recupero altrettanto efficienti. Sono democrazie moderne che aprono le realtà industriali ai propri cittadini.

Quelle che vengono chiamate impropriamente “ceneri tossiche” sono le micro e macropolveri presenti nei gas di combustione oltre a calce e carboni attivi che servono ad intrappolare gli inquinanti. Queste non vanno in atmosfera ma sono imbrigliate nel nostro sistema di filtrazione, potente, moderno e a recupero energetico. Questo residuo viene inertizzato con sostanze tali e secondo le indicazioni di legge che non permettono di rilasciare composti nell’ambiente."

Le emissioni di pm 2.5

"Quello di cui ho parlato, e che non mi stancherò di sottolineare, è il confronto tra le emissioni di impianti moderni ad alta tecnologia che recuperano energia dai rifiuti, che altrimenti verrebbe fatta bruciando petrolio, e le emissioni inquinanti provenienti dal traffico stradale. Le nostre emissioni annue di pm 2.5 sono 4 kg recuperando 45 mila tonnellate di scarti del bacino aretino contro i 25-30 kg di un autotreno che percorre 120 mila km. Per spostare 45 mila tonnellate di scarti servono oltre 2.200 autotreni a gasolio che fanno 4 km litro.

Vorrei ricordare che Greta non ha mai indicato gli impianti di recupero energetico ad alta tecnologia quali causa dell’inquinamento globale. Fa parte del suo background l’impiantistica per il riciclaggio come quella di San Zeno: non dimentichiamo che la Svezia è uno dei paesi che hanno fatto di questi impianti uno dei maggiori presidi di protezione ambientale, costruiti dentro le città, proprio perché non producono inquinamento, ma permettono di ridurre quello dovuto al riscaldamento domestico e al trasporto dei rifiuti."

Cherici si rivolge a Menchetti, candidato a sindaco

"Il mio interlocutore, aspirante sindaco, considera meno inquinanti tonnellate di polveri emesse dai mezzi di trasporto e che bruciano tonnellate di gasolio rispetto ai pochi chilogrammi emessi da un impianto di recupero energetico pubblico che restituisce energia per oltre 70 mila tonnellate di petrolio equivalente. Noi facciamo corrente elettrica e vapore, non km in autostrada."

La raccolta differenziata, Capannori e il 'recinto di San Zeno'

"Raccontare ai cittadini che tutti i rifiuti differenziati tornano ad essere carta, nuova plastica, vasetti per marmellata, scatole di cioccolatini e penne a sfera nasconde il fatto che dal 20 al 50% delle raccolte differenziate finisce in termodistruzione in impianti lontani o peggio in discarica. Con quale guadagno ambientale? Nessuno. Più costi, più trasporti, più inquinamento, meno energia da fonte rinnovabile.

Sentire dire “recinto di San Zeno” dopo tutti gli sforzi fatti è un dispiacere. San Zeno è un polo ad alta tecnologia aperto per chiunque voglia visitarlo. Un bene pubblico di tutti, anche del movimento delle 5 stelle. Tra l’altro da quel recinto sono uscito, assieme a molti dei miei colleghi, quasi 20 anni fa, quando andammo a studiare il modello Capannori, affascinante ma incompleto.

È comunque positivo che una forza politica sia attenta a certi temi pertanto propongo di lavorare insieme ad un progetto per la riduzione del trasporto dei rifiuti, del traffico veicolare e per la riduzione delle emissioni da riscaldamento domestico, le vere cause dell’inquinamento delle nostre città. Aprire “i recinti” è il nostro lavoro quotidiano, vi aspettiamo."

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