Risarcimento per gli attacchi alle greggi: 1.200 euro per un ariete, 350 euro per una pecora

Venti giorni per presentare le domande

Tempi stretti per chi ha subito attacchi da lupo nel corso del 2018, infatti la Regione Toscana ha stabilito che le domande di risarcimento danni devono essere presentate entro il prossimo 31 marzo.

Le aziende zootecniche che hanno avuto danni, con perdite di animali, pecore ma anche bovini, equini, asini e suini, potranno presentare la domanda di risarcimento per un indennizzo il cui importo varia secondo il valore commerciale dell’animale ucciso: per gli ovini iscritti al libro genealogico si va dai 1.200 euro per un ariete, ai 350 euro per una pecora.

L’intervento, finanziato con risorse della Regione, nasce come momento di sostegno per le imprese zootecniche interessate dagli attacchi di animali predatori che, come denunciato a più riprese da Coldiretti, sono sempre più frequenti e diffusi. L’indennizzo non è soggetto al regime comunitario del “de minimis” (cioè il tetto di 15mila euro in tre anni, di recente portato e 25mila euro) e copre i danni diretti per l’uccisione degli animali oltre alle spese veterinarie relative alla cura degli animali feriti.

Una parte cospicua di danni, quelli relativi ai cosiddetti danni indiretti come la perdita della produzione di latte e gli aborti, non sono previsti in questo bando, ma saranno oggetto di uno specifico provvedimento che sarà emanato nelle prossime settimane.

Coldiretti invita gli allevatori interessati a presentarsi con sollecitudine agli uffici presenti sul territorio per predisporre la documentazione e la relativa domanda che deve essere presentata attraverso il sistema informatico di Artea Toscana.

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Abbiamo sempre sostenuto che gli indennizzi, che dovrebbero essere veri e propri risarcimenti, non rappresentano comunque la soluzione del problema ma un semplice e parziale palliativo per danni spesso non permanenti – ha detto Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – e per questo continuiamo a batterci affinché le attività imprenditoriali degli allevatori possano svolgersi senza l’incubo delle predazioni. Questo problema riguarda ogni angolo della nostra regione con situazioni particolarmente gravi in alcune aree a causa della proliferazione dei predatori, con un crescendo di attacchi che mettono a rischio la sopravvivenza stessa di molte imprese agricole.

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