Lunedì, 27 Settembre 2021
Economia

Ripartita la trattativa sindacale con Ubi, la Fabi: "Preoccupano le 1.300 esternalizzazioni"

È ripresa a Bergamo la trattativa cominciata a fine giugno tra Ubi e sindacati sul nuovo piano industriale che prevede una riduzione di personale di 3.500 unità entro il 2020, dopo l'integrazione delle 3 good bank, Banca Marche, Banca Etruria e...

È ripresa a Bergamo la trattativa cominciata a fine giugno tra Ubi e sindacati sul nuovo piano industriale che prevede una riduzione di personale di 3.500 unità entro il 2020, dopo l'integrazione delle 3 good bank, Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti.

A preoccupare i sindacati - spiega una nota di Fabi - è soprattutto l'ipotesi che circa 1.300 dipendenti possano essere esternalizzati. Per i restanti 2.100 sono invece già state aperte in precedenza procedure che garantiscono esodi volontari e incentivati attraverso il Fondo di Solidarietà. Di questi 1.300 usciranno da Ubi in base al protocollo firmato da azienda e sindacati lo scorso 11 dicembre, mentre altre 530 uscite sono state individuate nel perimetro delle 3 good bank, come da accordi sindacali sottoscritti ad aprile e propedeutici all'integrazione.

La Fabi e le altre sigle, durante l'incontro, hanno ribadito la loro contrarietà alle esternalizzazioni, chiedendo che anche gli altri 1.300 esuberi siano gestiti in maniera morbida, tramite prepensionamenti volontari.

Una soluzione praticabile visto che il bacino dei lavoratori del gruppo che raggiungono i requisiti pensionistici al 31 dicembre 2024 ammonta a 1376 risorse, di cui 1283 in Ubi e 93 nelle bridge bank.

I sindacati hanno anche chiesto chiarimenti rispetto alla chiusura dei 129 sportelli prevista dal piano e all'eliminazione delle direzioni generali delle tre good bank.

"Chiediamo le massime garanzie per tutti i lavoratori coinvolti nella ristrutturazione", ha detto Paolo Citterio, Coordinatore FABI del Gruppo Ubi, "Non accetteremo esternalizzazioni o cessioni di attività che comprometterebbero la stabilità occupazionale privando, inoltre, il Gruppo di asset importanti sui territori. Vogliamo che gli esuberi siano gestiti come sempre in maniera morbida e condivisa, senza contraccolpi sociali per i lavoratori".

Le posizioni tra sindacati e azienda sono ancora distanti. Intanto sono già stati calendarizzati due incontri il 20 e il 21 settembre.

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