Martedì, 22 Giugno 2021
Economia

Casentino: le sfide decisive per il rilancio della vallata. L’impegno di Confartigianato Arezzo

Cerofolini: "Favorire al meglio l’utilizzo delle risorse provenienti dal fondo di sostegno alle attività economiche"

Fondo di sostegno alle attività economiche, artigianali e commerciali per lo sviluppo delle aree interne, ma anche smaltimento dei rifiuti da cantiere, piano cave, filiera del legno e recupero delle strutture territoriali in disuso. Sono queste le principali aree di intervento su cui va l’impegno forte e quotidiano di Confartigianato Arezzo a favore del Casentino. 

Lo spiega Giordano Cerofolini, presidente del comitato zona Casentino di Confartigianato Arezzo, che descrive il lavoro che l’associazione sta facendo sul territorio per favorire l’utilizzo delle risorse provenienti dal fondo di sostegno alle attività economiche, artigianali e commerciali, con una dotazione di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022), istituito presso il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito della strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne.

“I comuni della vallata - afferma Cerofolini - con popolazione inferiore alle 3.000 unità come Talla, Chiusi della Verna, Castel San Niccolò e Chitignano hanno già pubblicato i bandi, mentre Montemignaio e Ortignano  Raggiolo sono in via di pubblicazione. I Comuni possono utilizzare le somme del ristoro per la realizzazione di azioni di sostegno economico in favore di piccole e micro imprese, anche al fine di contenere l’impatto dell’epidemia da COVID-19. Le risorse sono destinate alle micro e piccole imprese che hanno avuto riduzioni di fatturato nell'anno 2020 rispetto al 2019 o che intendono fare investimenti nella propria attività. Come Confartigianato, stiamo concertando con i comuni più grandi che non hanno avuto questa disponibilità di risorse, alla previsione, come già avvenuto nell'anno 2020 nei Comuni di Bibbiena e Pratovecchio Stia, la possibilità di destinare risorse alle attività del territorio”. 

Un altro degli obiettivi che si è prefissato il nuovo direttivo di vallata è quello inerente la risoluzione di un problema molto sentito da tutto il comparto edile. “Parliamo – spiega ancora Cerofolini - dei conferimento e smaltimento dei rifiuti di cantiere. L'attuale normativa complica molto la normale attività di settore, smaltire anche una piccola quantità di macerie implica esami da dover effettuare sui materiali con conseguenti costi da sostenere da parte di un settore molto provato da una crisi che si protrae dai primi anni del nuovo millennio. Con la probabilità di non poter neppure conferire nei centri di raccolta presenti nel territorio con le imprese saranno obbligate a sostenere costi ancora più gravosi per poter smaltire i materiali regolarmente”.

Sempre per il settore edile “dovrà essere trovata - continua il rappresentante artigiano - una soluzione per il Piano cave. La materia prima nel territorio è in esaurimento e se non vengono individuati a stretto giro siti da poter sfruttare, saremo costretti a reperire materie prime provenienti da lontano con inevitabili ripercussioni sui costi e sull'ambiente dovendo aumentare la circolazione dei mezzi pesanti per il trasporto della materia prima”.

Altra questione che desta grande preoccupazione e “per la quale - approfondisce Cerofolini - abbiamo già fatto appelli agli Enti interessati riguarda la filiera del legno: in pratica le aziende che si occupano di taglio del bosco, sia per la legna da ardere che per quella destinata alla trasformazione, si sono viste moltiplicate le autorizzazioni necessarie per procedere al taglio, con conseguenti allungamenti dei tempi di rilascio delle autorizzazioni stesse ed un aumento dei costi di rilascio. Ma il problema più importante non è forse l'eccessivo aumento burocratico ed economico, ma la volontà di ridurre fortemente le quantità di legname da realizzare, nonostante secoli fa i monaci ci abbiano insegnato che le foreste, se tagliate e curate nei giusti modi non solo vengono conservate più a lungo ma riescono a dare frutti maggiori”. 

Confartigianato Arezzo chiede poi anche di “arrivare ad una soluzione per quelle strutture in disuso presenti nel territorio  - Ex Sacci ed ex FIAT su tutte - che non contribuiscono certo all'abbellimento di questa vallata che negli ultimi anni sta cercando di sfruttare il turismo come risorsa economica, vista la presenza di luoghi e bellezze di grandissima rilevanza. Nella consapevolezza che tutte le norme in materia di recupero e bonifica non rendono certo facile ed economico il compito a chi potrebbe avere interesse alla conversione o recupero di tali strutture”.   

Per ultimo, un invito a tutti gli amministratori dei Comuni del Casentino affinché i progetti presentati per l’adeguamento della strada di fondovalle, vengano portati a termine in tempi brevi.

A sostegno di Giordano Cerofolini, che è anche presidente comitato intercomunale Castel Focognano, Talla, Chitignano, sul territorio vi sono anche Gilberto Lamberti (La Divina Bruschetta Sas) presidente comitato intercomunale Bibbiena, Ortignano Raggiolo, Chiusi della Verna; Davide Maggi (Maggi Mariano Servizi Ecologici Srl) presidente comitato intercomunale Poppi, Castel San Niccolò, Montemignaio e Erminia Romagnoli (Romagnoli Giancarlo Sas) presidente comitato comunale Pratovecchio Stia.

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