Lunedì, 21 Giugno 2021
Economia

Registro telematico farine, nuovo balzello per le piccole imprese. Stocchi: "Non ce la facciamo"

Risulta che 5 tonnellate di farina si traducono in un quantitativo giornaliero di 19-20 chilogrammi

Interessa tutti coloro che trattano le farine: fornai, pastai, pizzerie, piadinerie, pasticcerie ed è il nuovo registro telematico delle farine introdotto con l'ultima finanziaria di fine anno dal Governo Conte. Per Piero Stocchi, titolare de "La Rustica", presidente nazionale dei pastai di Confartigianato e componente del direttivo nazionale della federazione Alimentazione, è l'ennesimo laccio al collo delle imprese. "All'insaputa di tutti - racconta Stocchi - è comparsa questa prescrizione nascosta nella Finanziaria di fine anno, un bocconcino avvelenato contenuto nei commi che vanno da 139 a 143 dell'art. 1. Prevede che chiunque usi un quantitativo di farina superiore alle 5 tonnellate annue debba dotarsi di questo registro telematico, il che significa che il lavoro burocratico cresce ancora e un piccolo imprenditore la sera, dopo il lavoro, dovrà passare altre due ore ad occuparsi di questo. Pena multe salate che vanno fino a 20 mila euro". Per capire meglio quanto la nuova norma impatterà sulle piccole aziende Stocchi ha fatto due conti e risulta che 5 tonnellate di farina si traducono in un quantitativo giornaliero di 19-20 chilogrammi. "Significa - spiega - che questa norma impatterà anche sulle aziende più piccole. I fornai, ad esempio, ci rientrano tutti, perché anche il forno più piccolo impasta più di 20 chili di farina al giorno. Ma anche i pastai, i pizzaioli, le piadinerie ecc rientrano facilmente in questa previsione, che si traduce in un ulteriore balzello, per di più inutile perché la tracciabilità delle farine c'era già. Ma non bisognava ridurre la burocrazia- si domanda Stocchi- a me pare che invece qui si studiano tutte per aumentare gli adempimenti. Avevamo appena finito di lavorare per dotarsi dell'attrezzatura necessaria alla lotteria degli scontrini e anche l'aggiornamento della trascrizione telematica degli scontrini, che ogni sera viene spedito al Ministero a Roma, e ora ci piomba fra capo e collo anche questo". La norma andata in pubblicazione il primo gennaio prevede l'entrata in vigore dopo 60 giorni, dunque ai primi di marzo. "Abbiamo scritto al presidente del consiglio dimissionario Conte - conclude Stocchi - perché lui aveva la delega del Ministero dell'agricoltura, ora ci auguriamo che il nuovo Governo che nascerà non faccia cadere nel vuoto la nostra richiesta. Questa previsione deve essere almeno cambiata, aumentando sicuramente la soglia delle cinque tonnellate annue e consentendo una proroga perché l'inizio di marzo ormai è alle porte e nessuno è in grado di ottemperare anche a questo nuovo balzello in un tempo così breve. Inoltre sarebbe forse più sensato risolvere il problema a monte partendo dalla molitura".

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