Venerdì, 25 Giugno 2021
Economia

Regione Toscana fuori da Arezzo Fiere? I commenti di Boldi, Ghinelli, Merelli, Mugani e Sereni. Possibili scenari

Con un comunicato stampa e le dichiarazioni dell'assessore Vittorio Bugli, la Regione Toscana ha comunicato l'elenco delle società partecipate dalle quali uscirà in base alla riforma della pubblica amministrazione del ministro Madia, in questa...

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Con un comunicato stampa e le dichiarazioni dell'assessore Vittorio Bugli, la Regione Toscana ha comunicato l'elenco delle società partecipate dalle quali uscirà in base alla riforma della pubblica amministrazione del ministro Madia, in questa lista c'è anche Arezzo Fiere e Congressi.

boldi_andrea"In realtà da una lettura più approfondita si capisce che la Regione intende sostenere la Fiera di Arezzo, ma dall'esterno - ha commentato il presidente dell'ente fieristico Andrea Boldi - certo mi auspicavo che l'anno iniziasse meglio di così, sarebbe stato meglio apprendere la notizia magari da assessori di riferimento invece che da un'agenzia stampa, giudico imprudente una decisione presa così drastica in questo momento, comunque c'è una strada da percorrere, se tutti i soci saranno d'accordo."

Boldi si riferisce al progetto di suddividere Arezzo Fiere in una società immobiliare ed in una di gestione.

"Serve però che ci sia condivisione da parte di tutti, perché questa operazione potrebbe altrimenti aprire la possibilità di rescissione dei contratti da parte dei soci minori e din quel momento ci sarebbe da trovare 7/8 milioni di euro per liquidarli. Quindi o ci sarà ampia gold_itay_conferenzacondivisione oppure il percorso sarà molto in salita.. Se invece sarà portato avanti si potrebbe prefigurare la presenza di Regione Toscana, Comune e Provincia nella società immobiliare ed i contributi di sostegno agli eventi fieristici senza partecipazione diretta nella compagine che si occuperà della gestione. Adesso ci dovremo incontrare per capire quale sarà la strategia della Regione Toscana nella promozione del manufatturiero. E' bene che tutti gli attori istituzionali si fermino a riflettere se i 40 milioni di euro investiti per l'ampliamento del polo fieristico aretino, hanno avuto un senso, lo possono avere per il futuro, oppure sono stati un errore madornale."

Più ottimista il presidente della Camera di Commercio Andrea Sereni:

"E' un percorso che non desta preoccupazioni, la Regione resterà all'interno della società proprietaria degli immobili e poi abbiamo avuto rassicurazioni circa il sostegno economico che ci sarà agli eventi fieristici organizzati ad Arezzo."

ghinelli-merelliSulla vicenda si è espresso anche il Sindaco Ghinelli:

"La notizia è pessima per gli aretini, anche se per la Regione era dovuta visti i rilievi fatti dalla Corte dei Conti sulla partecipazione in società partecipate in perdita. La decisione poteva essere condivisa almeno con gli altri enti pubblici. E' una mazzata per il territorio aretino che si somma agli altri casi, come quello di Banca Etruria, vediamo se nei prossimi giorni sarà possibile confrontarci." "La giunta tutta sostiene il progetto di divisione tra società immobiliare e la cessione della gestione al miglior offerente - ha aggiunto il sindaco - Questa uscita unilaterale della Regione Toscana è arrivata a ciel sereno, nemmeno i consiglieri aretini ci hanno avvertito."

Anche il vicesindaco Alberto Merelli, che ha le deleghe alle società partecipate, interviene:

"Mi preoccupa il motivo per cui la Regione ha preso questa decisione - aggiunge Merelli - perché Arezzo fiere produce perdite e debiti, il piano industriale presentato è stato giudicato scadente dalla Regione. Sembra un fuggi fuggi generale da una barca che sta affondando. Che cosa intende fare la REgione a questo punto? La legge regionale parla di dismissione, non mi sembra un messaggio che sottintenda un sostegno."

Dal consiglio regionale è poi direttamente Stefano Mugnai ad intervenire.

"Ancora una volta Rossi è la Giunta regionale si vestono dei panni della matrigna nei confronti di Arezzo e del suo territorio. E sempre stato così, figuriamoci adesso che la città è amministrata da noi, dal centrodestra! Lo stesso centrodestra che in consiglio regionale ha votato contro il DEFR citato da Bugli per giustificare una decisione presa all'insegna dell'improvvisazione e della totale assenza di condivisione con gli altri livelli istituzionali interessati. Comune in primis"

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