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Rapporto Excelsior 2015, -520 persone al lavoro. Sereni: "Entro due anni il segno più"

Saldo occupazionale ancora negativo, ma in miglioramento rispetto al 2014. E' pronta la fotografia del fabbisogno occupazionale scattata da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro con la diciannovesima edizione del Rapporto Excelsior. E' stato il...

Saldo occupazionale ancora negativo, ma in miglioramento rispetto al 2014. E' pronta la fotografia del fabbisogno occupazionale scattata da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro con la diciannovesima edizione del Rapporto Excelsior.

E' stato il presidente della Camera di Commercio di Arezzo Andrea Sereni a presentare i principali dati aretini e le tendenze più importanti:

“Ogni anno aspettiamo con ansia questi dati e oggi c'è la percezione di un momento vicino alla svolta, in positivo. Si parte dal presupposto che siamo in una situazione economica delicata, c'è il rischio di tornare indietro, siamo in cima ad una montagna vicini a svalicare, per questo mi azzardo a dire che nel 2016/2017 i saldi occupazionali torneranno in positivo.”

“Abbiamo passato una guerra economica che ha lasciato vittime tra i lavoratori e le aziende che stanno ancora pagando la crisi partita in quegli anni terribili (il peggior dato occupazionale è del 2013), ma per la prima volta c'è un'inversione di tendenza, il numero delle aziende cresce, si sono adeguate alla crisi, hanno trovato un equilibrio e stanno resistendo. Le migliori performance si trovano in quelle che lavorano nella filiera dell'export e investono in innovazione e sono disposte per questo ad aumentare il livello occupazionale.”

EXCELSIOR-SALDI-OCCUPAZIONALICerto il saldo occupazionale resta negativo, la provincia di Arezzo tra nuove entrate e uscite dal mondo del lavoro perde altre 520 persone nel 2015. La tendenza è però positiva, visto che nel 2014 il saldo era stato di – 590 e gli anni precedenti erano stati ancora peggiori. Il dato scaturisce dalla differenza tra i 4590 lavoratori in entrata sia subordinati che autonomi ed i 5110 in uscita per motivi quali scadenza di contratti, licenziamenti, pensionamenti o altri fattori.

“Le aziende negli anni di crisi hanno tentato di tenere il proprio organico anche se sottoutilizzato perché consapevoli che il vero capitale aziendale sono le risorse umane. Adesso stanno tornando ad utilizzarlo pienamente e per questo mi aspetto un inizio di nuove assunzioni. Senza dimenticare il punto debole di tutti ciò, la disoccupazione giovanile che si attesta al 37,7% nella fascia d'età tra i 16 ed i 29 anni. Un dato inferiore alle più gravi medie nazionali, ma che non ci consola affatto."

excelsior-saldo-negativo

I TIPI DI CONTRATTO

Il maggior numero di assunzioni ancora si fa con contratti a tempo determinato o altre forme di contratto a termine . Il dato previsto per tutto il 2015 è di 2150 assunzioni. Seguono i contratti atipici, stipulati attraverso agenzie interinali o come collaborazioni per un totale di 1300. Infine sono 1140 le assunzioni stabili nel 2015 frutto di contratti a tempo indeterminato oppure di apprendistato. I dati assumono una interpretazione leggermente diversa se si va a vedere la tendenza rispetto al 2014: è cresciuta dal 23 al 25% la forma di assunzioni stabili, è aumentata dal 24% al 28% quella degli atipici ed è diminuita sensibilmente quella dei contratti a termine che è passata dal 53% al 47%.EXCELSIOR-TIPO-ASSUNZIONI Un altro dato di dettaglio del rapporto ci dice che le imprese hanno fatto meno ricorso ad assunzioni dirette per un totale di - 920. In questo dato rientra sempre l'aumento del ricorso maggiore al contratto a tempo indeterminato, ma anche i segni negativi dei contatti a tempo determinato e stagionali. Aumentano poi di 120 i contratti stipulati dalle aziende tramite agenzie interinali e di 190 quelli per collaborazioni a progetto.

excelsior-occupazione-dipendente

EFFETTO JOBS ACT?

Difficile dirlo. Innanzitutto l'acquisizione dei dati per il rapporto Excelsior si è chiusa a giugno quando la riforma del lavoro targata Renzi non era ancora pienamente assimilata dalle imprese. E comunque è difficile scindere le variabili che hanno prodotto questi effetti. Certo è che nella volontà di base che ha portato all'approvazione del Jobs Act c'è stata proprio quella dell'aumento delle stabilizzazioni, seppur con il meccanismo delle tutele crescenti. Ed è indubbio che la tendenza si sia innescata. Lo dimostra l'aumento di contratti a tempo indeterminato di cui si parlava nel precedente paragrafo.

"Il Rapporto Excelsior 2015 ha comunque cercato di quantificare l'efficacia della nuova legislazione sul lavoro - ha spiegato Andrea Sereni - ed ha aggiunto alcuni quesiti dai quali è emerso che circa un quarto delle imprese italiane ha trovato nelle nuove norme un valido motivo per programmare assunzioni con contratto a tutele crescenti."

Rapporto Excelsior 2015 completo

L'analisi dell'occupazione in provincia di Arezzo, dati e grafici

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