Rapporto Cardinali, Confindustria e Ance propongono "ponte di terra" Livorno-Ravenna

Un corridoio autostradale Livorno-Ravenna, non in alternativa alla Due mari, ma in considerazione di un “ponte di terra” che mette immediatamente in relazione due importanti realtà portuali, in un collegamento trasversale a rete che richiede la...

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Un corridoio autostradale Livorno-Ravenna, non in alternativa alla Due mari, ma in considerazione di un “ponte di terra” che mette immediatamente in relazione due importanti realtà portuali, in un collegamento trasversale a rete che richiede la priorità del raccordo stradale fra Arezzo e Sansepolcro e il rifasamento e la manutenzione straordinaria di strade di grande comunicazione già presenti nel territorio toscano e romagnolo come la E45. Ecco una delle proposte che la delegazione di Arezzo di Confindustria Toscana Sud presenta nel dossier sulle infrastrutture strategiche nel territorio della provincia di Arezzo, realizzato insieme all'ANCE grazie alla preziosa collaborazione dell'esperto ingegnere Giovanni Cardinali.

Il rapporto presentato pubblicamente è un pungolo puntuale per la politica sia aretina che regionale che dovrà predisporre progetti, favorire la realizzazione di grandi opere intercettando importanti finanziamenti.

dossier-confindustria-infrastrutture2Già perché il rapporto Cardinali non solo fotografa le situazioni attuali delle principali assi viarie e ferroviarie, ma anche mette in fila le azioni che comuni e regione devono fare per ottenere l'obiettivo proposto. Le soluzioni sono poi valutate sia per la possibilità di essere realizzate, sia per l'efficacia del progetto che per le risorse da spendere ed a disposizione. Il tutto analizzato nell'arco temporale dei prossimi cinque anni che corrispondono con il mandato amministrativo del Comune di Arezzo e della Regione Toscana.

La proposta alternativa di medio periodo alla E78 Grosseto-Fano e alla costruzione dell'Autostrada Orte-Venezia (che è stata stralciata) è proprio il collegamento trasversale Tirreno-Adriatico secondo la direttrice Livorno-Ravenna del quale il rapporto Cardinali presenta uno studio di fattibilità completo: Livorno è collegata a Firenze tramite la regionale Fi-Pi-Li che intercetta l'interporto di Guasticce e di Prato Gonfienti, Firenze e poi collegata ad Arezzo con l'A1, all'uscita del Casello intercetta l'interporto di Indicatore. Da Arezzo a Sansepolcro c'è la E78 completata nel tratto più impegnativo tra Palazzo del Pero e le Ville Monterchi, manca un tratto di 8 km per arrivare all'innesto con la E45 Orte-Ravenna fra Sansepolcro e San Giustino Umbro. Cosa resta da fare? Ce lo dice sempre il rapporto commissionato da Ance e Confindustria: adeguare la Fi-Pi-Li con ingressi a pedaggio automatico, realizzare il tratto della E78 dal Casello di Arezzo a Palazzo del Pero, realizzare la E78 da Le Ville all'innesto con la E45 a Sansepolcro ed infine fare opere di manutenzione straordinaria e rifasamento della carreggiata. Se lo stato di avanzamento è basso è ritenuto alto il grado di efficacia del completamento di questa opera.

Uno dei primi capitoli è dedicato alla stazione sull'alta velocità Medio Etruria che il rapporto valuta con un basso grado di efficacia e con una bassa probabilità di finanziamento. Parallelamente ed in alternativa il rapporto propone sul breve-medio periodo la ristrutturazione della stazione della città di Arezzo con un modesto investimento di circa un milione di euro per rialzare i marciapiedi e consentire la fermata di sei coppie di treni al giorno, una fermata che farebbe accumulare sulla lunga tratta un ritardo di 15 minuti, 3 soli in più se la fermata fosse fatta in una ipotetica stazione Medio Etruria.

Il dossier tratta circa 20 progettualità che Ance e Confindustria ritengono strategiche per la ripresa dell'economia del territorio. All'interno c'è il piano cave di Arezzo e delle vallate, la distribuzione di energia elettrica a servizio dell'industria, le aree di sosta nei pressi del Casello di Arezzo, i piani per la riduzione del rischio idraulico sul bacino dell'Arno, sul bacino del Cerfone e la difesa della città di Arezzo da esondazioni. Poi la rete irrigua della Valdichiana, il secondo ponte sul Tevere a Sansepolcro e le opere necessarie per l'uso delle acque di Montedoglio.

L'interporto di Indicatore: nel 2014 è stato promosso dalla Regione come centro intermodale, rappresenterebbe così uno dei quattro più importanti della Toscana, ma le opere sono incompiute. Manca il tronchetto di collegamento gomma ferro che RFI non sembra più avere interesse a costruire, mancano interessamenti da parte di operatori per il trasporto su ferro. E' completato il Centro Agroalimentare e l'80% delle opere di urbanizzazione. Un'opera strettamente connessa con il collegamento stradale dell'interporto con il raccordo Arezzo-Battifolle, tramite la variante esterna alla città della SR 71. Il secondo lotto di questa variante riguarda il tratto dall'innesto della 69 al raccordo autostradale che secondo il rapporto Cardinali deve essere considerato prioritario nella programmazione degli investimenti regionali.

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La variante esterna della SR71 all'abitato di Arezzo è un altro capitolo dove si osserva un segno rosso sullo stato di avanzamento, ma un segno verde sull'efficacia che avrebbe il completamento di questa opera che nell'aprile del 2015 la Regione Toscana ha inserito tra le priorità nel sistema stradale toscano, ma che è ancora del tutto da finanziare. Il tratto di 15 km parte da San Zeno ed è diviso in quattro lotti: dall'intersezione con la SS73 di San Zeno fino all'intersezione con il raccordo A1 a San Giuliano con un nuovo ponte sul Canale Maestro della Chiana ed uno svincolo sul raccordo predisposto per il suo raddoppio. Da San Giuliano c'è il lotto da ritenere prioritario proprio per consentire il collegamento dell'Interporto con il flusso veicolare dell'A1 che conduce fino ad Indicatore. Il lotto 3, che termina a Campoluci è quello più costoso perché nella zona di Ortali è da prevedere un attraversamento del Canale Maestro e la messa in sicurezza delle sponde e dei dissesti. L'ultimo tratto fino a Ponte alla Chiassa con intersezione con la 71 è invece il più economico da realizzare in concomitanza con il risanamento del polo estrattivo di Quarata. L'opera costerebbe in tutto 85 milioni di euro ed avrebbe un alto valore anche per la riqualificazione del Canale Maestro della Chiana, per la realizzazione di un nuovo ponte a monte di Ponte a Buriano e delle casse di sinistra per abbattere il rischio idraulico del bacino dell'Arno.

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