Lunedì, 15 Luglio 2024
Economia

"Noi bersagliati e aggrediti dai rapinatori". Gli orafi aretini dalla prefetta, chiesti rinforzi

Sono nove gli episodi, tra rapine e furti, che hanno avuto come protagonisti gli imprenditori del settore orafo

"Non possiamo contrastare furti e rapine da soli. È necessario l'intervento dello Stato". Sono le considerazioni che la presidente della sezione oreficeria e gioielleria di Confindustria Toscana sud e della Consulta Orafa di Arezzo Giordana Giordini, condivide pubblicamente in vista dell'incontro che la vedrà protagonista in prefettura dove, insieme alle altre associazioni di categoria, si farà portavoce delle istanze degli orafi aretini, sempre più spesso bersaglio di furti e rapine.

La necessità di un confronto con la rappresentante dello Stato sul territorio, la prefetta Maddalena De Luca, e delle forze dell'ordine aretine, arriva all'indomani dell'ultimo colpo commesso ai danni dell'azienda Italiana Horo di Badia al Pino. Qui, come noto, il titolare e un dipendente sono stati aggrediti mentre si trovavano nel piazzale esterno della struttura da due malviventi i quali, dopo avergli spruzzato in faccia dello spray urticante, li hanno immobilizzati e arraffato 15 chili di verghe di metalli preziosi da affinare.

“Siamo grati alla prefetta - spiega Giordini - che ha raccolto le nostre istanze e ci ha convocati mercoledì prossimo insieme al comandante dei Carabinieri di Arezzo, Claudio Rubertà, al questore Maria Luisa Di Lorenzo e al comandante provinciale della Guardia di FinanzaWalter Mazzei, anche loro al nostro fianco per permetterci di continuare a vivere serenamente e operosamente come abbiamo sempre fatto. La prefetta, che ha convocato a più riprese tavoli tecnici alla presenza delle associazioni di categoria per monitorare il tema della sicurezza nelle aziende orafe, ha chiesto al Ministero dell’Interno di implementare il numero di uomini a presidio del territorio. L’ultimo episodio di rapina ai danni della Italiana Horo dimostra la disinvoltura e sfrontatezza dei malviventi, che hanno agito in pieno giorno aggredendo il titolare e un dipendente mettendo a segno il colpo con un ingente bottino".

Secondo quanto specificato da Giordini, per contrastare efficacemente gli attacchi dei malviventi, gli imprenditori hanno un bisogno sempre maggiore di supporto da parte delle forze dell'ordine. "Abbiamo dotato le nostre aziende - aggiunge - di ogni tipo di allarme, sistemi di videosorveglianza all’avanguardia e dissuasori agli ingressi, ci siamo attrezzati con una vigilanza privata ulteriore da utilizzare come presidio notturno, ci siamo organizzati con gruppi Whatsapp per un aggiornamento costante e capillare ma ci troviamo del tutto impotenti di fronte a simili episodi violenti che testimoniano l’aumentata pericolosità del territorio in cui viviamo e lavoriamo con le nostre aziende, le nostre famiglie e i nostri dipendenti. Gli strumenti di difesa passiva di cui dispongono le aziende orafe non possono sostituire l’ordine e la sicurezza garantiti dalle forze dell’ordine".

A conferma di quanto sostenuto ci sono poi i dati che, impietosamente, dipingono una fotografia territoriale ricca di ombre. In questo senso è sufficiente pensare che nei primi sei mesi del 2024 sono stati nove gli episodi, tra furti e rapine, che hanno coinvolto le aziende del settore orafo. Sette quelli accaduti nel 2023 e a fronte dei tre del 2022.

"Davanti a questa evidente escalation e del disperato sforzo con il quale tentiamo di difenderci - conclude Giordini - è fondamentale che lo Stato intervenga senza indugi con uno speciale rafforzamento del presidio del territorio che blocchi l’ulteriore crescita e radicalizzazione dei fenomeni malavitosi”.

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