Prima la vecchia Banca Etruria, e le sue compagne di sventura, poi il Monte dei Paschi?

Molto è stato detto e scritto sulla operazione che ha condotto alla volatilizzazione dei risparmi investiti nelle obbligazioni subordinate e nelle azioni della vecchia Banca Etruria e tante cose, lo sappiamo, dovranno essere chiarite. Ora però c’è...

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Molto è stato detto e scritto sulla operazione che ha condotto alla volatilizzazione dei risparmi investiti nelle obbligazioni subordinate e nelle azioni della vecchia Banca Etruria e tante cose, lo sappiamo, dovranno essere chiarite. Ora però c’è la partita delicatissima per il territorio della vendita della banca e quella non meno delicata dei rimborsi dei risparmiatori. Sulla vendita della banca per quanto ne sappiamo siamo soltanto alle chiacchiere ed ai pizzini mediatici, peraltro poco incoraggianti. Però di concreto non sembra esserci niente. Noi le nostre carte sul tavolo le abbiamo messe, ovvero integrale mantenimento dei posti di lavoro e radicamento della banca nel territorio quali principi non negoziabili. Ed attendiamo a piè fermo gli eventi. E veniamo al rimborso dei risparmiatori. In questi mesi la posizione degli azionisti, già ritenuta da alcuni sin da subito non priva di speranze, potrebbe essersi rafforzata in punto di diritto con la scelta del Governo di venire in aiuto, seppur parzialmente, agli obbligazionisti subordinati, almeno a quelli soggetti al rimborso automatico. Ciò nonostante per quanto riguarda gli azionisti l’argomento sembra definito. Come avevamo previsto sin dal primo giorno, chi non si rassegnerà ad aver perso tutto non avrà altra strada che valutare l’ipotesi di proporre le azioni legali. Nel qual caso poi resterebbero da individuare i soggetti nei cui confronti promuoverle, ma questa sarebbe un’altra storia. Tutta aperta è la partita per gli obbligazionisti subordinati che superano le soglie per il rimborso automatico. Siamo ancora in attesa della regolamentazione del cosiddetto arbitrato, ma anche li la situazione è molto ingarbugliata e può darsi che anche a questi risparmiatori, gira che ti rigira, si renda necessario valutare la possibilità di promuovere le azioni legali. Grosso modo come per gli azionisti. Leggermente più tranquillizzante sembrava la posizione degli obbligazionisti subordinati, almeno di quelli che rientrano nel cosiddetto rimborso automatico. Certo lo svilupparsi della vicenda impone la massima circospezione ad ogni passaggio, tuttavia la questione almeno per loro sembrava indirizzata, seppur in maniera estorsiva. Ebbene ora la cosa pare essersi di nuovo ingarbugliata. Non è chiaro quello che starebbe avvenendo, ma sembra di capire che ci sarebbero notevoli rallentamenti nella procedura di rimborso automatico, che si stiano strumentalmente facendo ulteriori e cavillose distinzioni tra i risparmiatori, e che non sarebbe ancora certa la disponibilità delle somme stimate necessarie. Se così fosse, e l’approssimazione che ha improntato tutta la vicenda lo rende plausibile, la cosa sarebbe molto grave. I prossimi giorni ci diranno se si è trattato solo di malintesi, chiamiamoli così. D’altra parte quando una vicenda inizia male di solito finisce peggio. E questa era iniziata con l’annuncio di aver salvato quattro banche, seppur facendo pagare il conto alle famiglie dei risparmiatori azionisti ed obbligazionisti subordinati; ma questo evidentemente sembrò a Lorsignori un dettaglio trascurabile. Adesso viene detto, sempre tramite i consueti pizzini mediatici, che nonostante il “salvataggio” le banche non valgono niente e che è il personale è largamene in eccesso; trattamento mediatico che sembra ripetersi quasi in fotocopia nei territori coperti dalle quattro banche “risolte”. E che, per fare sintesi, l’unico modo per venderle sarebbe quello di svenderle rimettendosi al buon cuore degli acquirenti anche per quanto riguarda il mantenimento dei livelli occupazionali. Poi continuiamo, e continueremo a chiederci come mai Lorsignori hanno riservato a noi un trattamento di questo tipo quando su Monte dei Paschi, seppur tra tante ombre che si infittiscono ogni giorno di più e che non lasciano ben sperare, almeno un tentativo di fare qualcosa di diverso sembra che stiano provando a farlo. Oppure Lorsignori stanno soltanto traccheggiando su tutto in attesa del mitologico referendum? Ma non si illudano, non molleremo. Né su Banca Etruria, né su Monte dei Paschi.

p.s. qualcuno ci aggiorna sulla gestione degli otto miliardi e mezzo di euro, 16.000 miliardi di lire, di crediti in sofferenza dalle quattro vecchie banche?
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