I prezzi più bassi e buoni mutui. Il momento migliore per cercare casa ad Arezzo. "Con terrazza o giardino però"

Le esigenze delle famiglie dopo il lockdown sono cambiate e non sono poche le persone che stanno riflettendo sulla possibilità di avere una nuova casa, dopo aver visto i limiti di vivibilità della propria

Il mercato immobiliare non è in crisi, "seppur partito con timidezza è particolarmente vivace dopo il lockdown e lo avevamo ampiamente previsto, perché questa è una crisi grave, ma non è sistemica." A spiegarlo è Carlo Barbagli, presidente della Fimaa Toscana e di Arezzo, cioé la federazione che comprende i mediatori e gli agenti d'affari, come quelli immobiliari.

"Le conseguenze le vedremo nei prossimi mesi e speriamo che la pandemia sia al termine, ma noi osserviamo già come le persone abbiano riflettuto sui limiti delle proprie case e quindi cerchino qualcosa di più adeguato. Poi ci sono coloro che attendono i bonus annunciati dal Governo per le ristrutturazioni e le riqualificazioni energetiche. I mesi in cui siamo stati chiusi 24 ore su 24 dentro le abitazioni hanno messo in evidenza quali immobili siano inadeguati e come le bollette per i consumi siano aumentate a dismisura."

In molti casi l'abitazione ha voluto dire allo stesso tempo, postazioni di lavoro da ufficio, spazi per le lezioni a distanza dei figli, bisogno di connettività, di terrazze o meglio ancora di giardini, come valvola di sfogo nel periodo di chiusura di tutto. Questo ha portato gli aretini a riflettere molto sul proprio concetto di abitazione.

"Nessuno si immaginava di doversi chiudere in casa per un periodo di tempo così lungo. Da luoghi usati per dormire, per ritirarsi dopo il lavoro, ci siamo trovati a viverle tutto il giorno. Questo ha portato ad una riflessione profonda in ognuno di noi perché ne va della qualità della vita. Ha fatto la differenza se abbiamo avuto a disposizione un giardino o un terrazzo."

Che case cercano adesso gli aretini? "Spazi adeguati, un po' più grandi di quelli che pensavano potessero bastare nel periodo precedente. Lavorando da casa, anche nel futuro probabilmente, la visione cambierà, sta già cambiando. C'è chi cerca di stare nell'immediata vicinanza della città, nelle comode zone limitrofe, dove basta poco per trovare la campagna aperta e ampi spazi verdi. Oppure c'è chi sceglie le zone centrali e centralissime, ma cercando gli ultimi piani con grandi terrazze. Ricercato anche il patrimonio immobiliare più datato, ma con ristrutturazioni già fatte, oppure con la possibilità di farle."

Saranno necessarie valutazioni anche di tipo tecnologico nella scelta dell'abitazione. "Sì certo, le zone con connessioni difficili sono meno richieste, poi si andrà sempre di più verso l'applicazione della domotica e la ricerca di costruzioni con altissimo risparmio energetico."

Qual'è l'andamento dei prezzi?  "Ancora è presto per poter dire se ci siano cambiamenti dovuti a questo periodo, la provincia di Arezzo è sempre quella con i prezzi più bassi in Toscana. Forse interverrà una piccola correzione, ma dobbiamo considerare il momento particolarmente favorevole anche dei finanziamenti, con mutui con tassi davvero buoni."

E' uno dei momenti migliori per cercare casa? "Assistiamo ad una situazione di mercato particolare, uno dei momenti migliori, sì, e posso azzardare a dire che, se la pandemia che ci ha devastato, sono convinto che nel breve, medio e lungo termine, rafforzerà il nostro settore perché il mattone sta tornando ad essere bene rifugio. Chi aveva investimenti bancari in bond e obbligazioni ha visto un'altalena impressionante, perdendo in 20 giorni anche il 30 o il 40%, cifre che un immobile mai avrebbe perso. Per questi motivi riteniamo che chi ha possibilità, si orienterà in investimenti immobiliari a lungo termine."

Le  città dovranno essere un po' ripensate dal punto di vista urbanistico? Con palazzi con rigogliosi giardini pensili ad esempio?  "Milano ha dettato la linea, con i lavori nel quartiere di Porta Nuova. Io credo che ad Arezzo qualcosa succederà, qualche imprenditore illuminato c'è anche qui. E' ovvio poi si andrà verso un'edilizia di pregio. La nostra provincia sconta una mancata riqualificazione, i quartieri sono stati costruiti nell'immediato dopoguerra, ma tutti i bonus vanno nella direzione di incentivare lavori di manutenzione e ristrutturazione. Faccio un appello al proposito: c'è già il bonus facciate che permette di rifare il cappotto termico ai palazzi con una detrazione del 90%. Gli amministratori condominiali potrebbero favorirne l'uso per riqualificare palazzi vetusti della città e dare loro un miglior valore commerciale, oltre che abbattere i costi energetici."

C'è molta attesa rispetto all'Ecobonus al 110%: "Bisognerà vedere i decreti attuativi. Per quello che si è capito è una potenza di fuoco, però deve essere canalizzata in maniera giusta, aspetterei a parlarne. Potrebbe essere un'incredibile possibilità per gli utenti, va capito bene invece per le imprese medio piccole, come potranno approcciarsi per la riscossione, assumendosi il credito e facendolo scontare in una banca. Per questo l'edilizia è ancora in attesa, anche il sisma bonus sta mettendo alla finestra operatori e clienti in attesa dei decreti attuativi."

C'è il rischio che il centro storico si svuoti ancora di più? "Penso di no, è una nicchia scelta da coloro che ne sono innamorati, disposti a viverlo così com'è. Certo andrà pensata una riqualificaizone adeguata, ci vorrà anche un po' di coraggio per intervenire nel centro storico, ma Milano ha tracciato la strada."

Quali sono le zone più ricercate? "Arezzo è una piccola città, ha la parte storica molto carina, la zona centrale ha il suo appeal. Qui si cercano appartamenti agli ultimi piani con terrazzo, oppure si va poco fuori nella prima periferia, dove ci sono subito campagne e colline bellissime. Ma qui il mercato offre poco, non c'è una grandissima quantità di situazioni particolarmente importanti. Dovranno essere ricreate con i bonus, riqualificando i quartieri in completa decadenza, senza fare nomi, senza fare polemiche. Le riqualificazioni vanno fatte un po' ovunque per migliorare il valore commerciale e la qualità di vita di chi ci abita."

E come si stanno comportando le banche nella concessioni dei mutui per la casa? "Si stanno comportando bene, durante la pandemia il lavoro si è ridotto, quindi si sono accumulati grandi ritardi nelle pratiche che ancora adesso devono essere smaltiti. Però ormai ci sono tassi di interesse nei finanziamenti che fanno impressione, in qualche caso sotto l'1%. Anche chi ha denaro a volte preferisce fare il mutuo, e coloro non hanno liquidità quasi tutti riescono a ottenere un finanziamento. L'unica condizione è che abbiano un lavoro stabile."

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