Sabato, 19 Giugno 2021
Economia

Premio Casentino, Boccia (Confindustria): "Con il nuovo governo un confronto su giovani e infrastrutture". Tutti i premiati

"Abbiamo un nuovo Governo, aspettiamo i primi provvedimenti e poi ci sarà un confronto",  queste le parole di Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, che hanno risuonato stamani nella splendida cornice dell'Abbazia di San Fedele a Poppi...

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"Abbiamo un nuovo Governo, aspettiamo i primi provvedimenti e poi ci sarà un confronto", queste le parole di Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, che hanno risuonato stamani nella splendida cornice dell'Abbazia di San Fedele a Poppi, dove si è svolta la cerimonia di chiusura della 43esima edizione del Premio Casentino.

Riceviamo e pubblichiamo il resoconto della giornata.

L'appuntamento ormai fisso di inizio giugno richiama un numero sempre maggiore di scrittori, poeti e saggisti da tutta Italia. Insieme alla parte relativa ai premi intitolati a Francesco Redi (Sezione scientifica), Giuseppe Frunzi (Sezione umanistica - editi) e Silvio Miano (Sezione umanistica - inediti), come sempre sono stati conferiti anche i cosiddetti "Premi d'onore". Tra i premiati di quest'anno, che si aggiungono ad una lista ormai lunghissima che va da Sandro Pertini a Indro Montanelli, da Susanna Agnelli a Lilli Gruber, da Oscar Farinetti a Riccardo Illy passando per Carlo Bo, Franco Zeffirelli e Giuseppe Pontiggia (solo per citarne alcuni), c'era ovviamente grande attesa per gli interventi di Vincenzo Boccia, imprenditore nel settore delle arti grafiche, dal 2016 presidente nazionale di Confindustria, e del sociologo e politologo Ilvo Diamanti. Oltre a loro hanno ricevuto il Premio d'onore Alessandro Ceni (per la Poesia), Giacomo Vespasiani (per la Medicina), Marina Pratici (per l'attività culturale) e Myrta Merlino (per il giornalismo).
Impossibile non parlare del neonato governo Conte, vista la stretta connessione di entrambi i premiati con il mondo politico italiano, sia pur per motivi diversi. Molto diplomatico Vincenzo Boccia, Premio d'onore per l'impresa, come del resto il ruolo gli impone: "Adesso abbiamo un nuovo Governo, un Governo del cambiamento, aspettiamo i primi provvedimenti e sulla base di questi ci confronteremo. In campagna elettorale si è parlato poco di giovani e di infrastrutture, e noi invece su questi temi vogliamo far sentire la nostra voce, perché significa avviare un cammino di sviluppo che è quello di cui - secondo noi - il Paese ha bisogno. Non bisogna dimenticare che siamo italiani, e che quindi il successo di questo Governo sarebbe un successo di tutti noi." Un po' più severo per certi versi Ilvo Diamanti, Premio d'onore per l'economia, anche se il suo era un discorso rivolto prevalentemente a chi ha governato in precedenza: Negli ultimi sondaggi, pubblicati pochi giorni fa, il Movimento 5 Stelle è stabile sopra al 30% e cresce moltissimo il dato della Lega, data ad oltre il 28%. Complessivamente, se si tornasse al voto oggi, tre italiani su cinque voterebbero per uno dei due partiti che hanno appena formato il nuovo Governo. Questo significa che gli italiani sono convinti del verdetto che ci hanno dato le urne il 4 marzo. E a dover fare mea culpa sono coloro i quali per anni hanno puntato sulla personalizzazione dei partiti, cioè Berlusconi prima e Renzi poi: se non c'è una linea politica, l'elettorato si stufa della persona e non vota più per quel partito. Molto incisivo è stato anche il discorso, in chiusura di premiazione, fatto da Marina Pratici, Premio d'Onore per l'attività culturale, che ha ricordato come in Italia non bisogna mai dimenticare che la cultura può e deve essere anche un volano per l'occupazione. Myrta Merlino, che all'ultimo momento si è vista costretta a rinunciare a presenziare alla premiazione, ha delegato al ritiro del premio Bruno Tommassini, da lei definito "un caro amico, e un genio della creatività" in un videomessaggio da lei registrato dallo studio de "L'aria che tira" e proiettato dall'organizzazione del Premio: "L'orgoglio per essere stata inserita in questa schiera di premiati è più forte della paura di non essere all'altezza di questo premio. In bocca al lupo a voi, e al nostro Paese, naturalmente". Ma c'era anche un po' di Arezzo in questo premio: dal Premio Speciale "Giuseppe Frunzi" per Cinzia Della Ciana, autrice del romanzo "Acqua piena di acqua", ai premi per la saggistica per Marcello Caremani per il volume "Un consulto clinico 2000 anni dopo - Patologie e cause della morte di Alessandro Magno" e ad Andrea Scanzi per il suo "Renzusconi". E che ne pensa il giornalista aretino di questo neonato governo giallo-verde? È lui stesso a dircelo, o meglio, ad anticiparcelo: "Renzusconi avrà molto probabilmente un seguito, a cui sto già lavorando. Si chiamerà, e non poteva essere altrimenti, 'Salvimaio'." Roberto Gennari
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